Da quando nel 2008 l'indimenticabile Luciano De Crescenzo spiegò cosa fosse il caffè sospeso e cosa rappresentasse per la città di Napoli, le iniziative nate da quella storia sono state tantissime. Solo per questo Natale pensiamo al panettone sospeso di Milano, un progetto nato grazie alle associazioni meneghine, a volenterosi pasticcieri e al Comune stesso del capoluogo lombardo. Altro caso molto interessante è la spesa sospesa nei negozi e nei supermercati dei municipi di Roma e della Lombardia. L'idea di base è molto semplice: acquistare beni alimentari di prima necessità e donarli a chi ne ha bisogno, lasciando una spesa pagata a chi non può permettersela.

Da Roma a Milano, l'Italia dei supermercati è solidale

Nella Capitale diverse municipalità hanno stretto accordi con piccoli negozi o supermercati per la raccolta di beni di prima necessità con punti in cui i cittadini possono donare parte della loro spesa. Tutti i prodotti vengono poi raccolti dalle associazioni di volontariato e distribuiti sul territorio a chi ne ha bisogno. L'ausilio delle associazioni è fondamentale perché spesso in questo tipo di iniziative c'è un grande spreco di risorse, anche a causa di persone malintenzionate che si inseriscono nei sistemi per rubare a chi ne ha davvero bisogno. Mettere in relazione volontari e istituzioni taglia a monte il problema.

Sempre a Roma è partita la Campagna Amica di Coldiretti, con degli stand diffusi in tutta Italia di frutta, verdura, formaggi, salumi e farina a chilometro zero: il principio è lo stesso e, oltre a fare la spesa per la propria famiglia, c'è la possibilità di donare i prodotti a chi ne ha bisogno. In questo caso saranno gli agricoltori stessi di Campagna Amica a consegnare gratuitamente le spese alle famiglie bisognose.

Diverse sono le catene di supermercati che sostengono l'iniziativa della spesa sospesa. I clienti Esselunga, per esempio, possono contribuire con mille punti Fidaty a sostenere il progetto della spesa solidale per donare 15 euro di beni di prima necessità ai più bisognosi. Contestualmente alla raccolta punti c'è un punto di raccolta all'uscita dal supermercato, con una cesta (o un carrello, un contenitore) in cui poter riporre tutti i generi alimentari non deperibili che saranno donati alle associazioni di volontariato che li distribuiranno a chi ne ha bisogno. Anche Carrefour propone lo stesso tipo di spesa sospesa, in collaborazione con il Banco Alimentare. Si può fare una donazione in denaro direttamente al momento del pagamento oppure regalare generi di prima necessità. Stesso discorso con le Coop diffuse in tutto il territorio: il sistema di cooperative italiane è andato ben oltre la spesa sospesa natalizia perché dal 2017 questo servizio è attivo per la maggior parte dell'anno in quasi tutti gli store della nazione.

Salendo lo stivale, grazie alla collaborazione tra Terre des Hommes e Banco Alimentare Lombardia, è stato attivato un sito internet che permette di raccogliere donazioni in denaro e cibo, con la garanzia di trasparenza e tracciabilità. Chi ne ha bisogno riceve direttamente a casa il proprio cesto grazie a enti no profit attivi sul territorio. Altra piattaforma molto interessante è Regusto, indicata soprattutto per le imprese, le catene di distribuzione e i produttori locali: questo sito permette di vendere i propri prodotti a prezzi scontati, oppure di donare i prodotti in eccedenza o in scadenza.

A Natale, forse più che negli altri periodi dell'anno, il bisogno di essere solidali con chi è meno fortunato è sempre più forte: è molto bello vedere che c'è la possibilità di fare del bene anche con pochi euro e aiutare tutti a passare delle feste con un po' più di serenità.