4 Marzo 2022 12:15

Ucraina, la guerra dei drink: il Moscow Mule negli USA per protesta diventa Kiev Mule

Un simbolico segnale di protesta contro la guerra in Ucraina arriva dagli Stati Uniti, dove i bar boicottano il Moscow Mule. Il famoso cocktail non si chiamerà più così: per berlo infatti bisognerà chiedere un Kiev Mule.

A cura di Alessandro Creta
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Niente più Moscow Mule negli Stati Uniti. Il celebre cocktail che richiama e cita la Capitale russa, di fatto, nel Paese a stelle e strisce non esiste più. O, per lo meno, non esiste più nella sua denominazione originale. Per protesta contro il conflitto alle porte dell'Europa, infatti, in tanti bar Usa questo drink si chiamerà Kiev Mule. Ma non è il solo prodotto alcolico a mutare il proprio nome.

Il supporto alle popolazioni in fuga dalle proprie città ognuno l'esercita come può. Da azioni più o meno pragmatiche e effettivamente utili, come possono essere le raccolte di cibo, indumenti e medicinali organizzate anche dai protagonisti del mondo del food, sino a proteste decisamente più leggere o di minor peso specifico come quelle in atto nei bar statunitensi.

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Negli Usa, infatti, tanti esercizi commerciali hanno deciso di esprimere a loro modo il dissenso verso la guerra in Ucraina tramite un piccolo gesto simbolico (al quale, ci auguriamo, segua qualcosa di più concreto) che tuttavia sta facendo parlare di sé anche oltre oceano. In molti bar del Paese non si potrà più chiedere il Moscow Mule, tra i drink maggiormente famosi e consumati al mondo, poiché di fatto questo nome non esisterà più. Al suo posto, invece, i clienti possono chiedere il Kiev Mule (la composizione del cocktail, comunque, rimane la stessa). Una sorta di mini rivoluzione che non si ferma però al solo (ex) Moscow Mule.

Guerra in Ucraina: i cocktail che cambiano nome

Stesso destino per altri due cocktail dal nome di ispirazione russa. Il White Russian e il Black Russian diventeranno White Ukrainian e Black Ukrainian, mentre la Caipiroska si tramuta in Caipi Island. Non certo un gesto in grado di risollevare le sorti di un popolo, ma l'espressione di vicinanza simbolica a una Nazione che in questo momento è al centro di un conflitto bellico. In poche parole, un tentativo di boicottare l'identità russa nel mondo occidentale che passa anche attraverso il mondo del beverage. Una decisione ideologica, seppur incapace di sostenere sfollati e profughi, in arrivo presto anche nei bar d'Europa?

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