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Tiella di Gaeta: la ricetta della tipica torta salata golosa e fragrante

Difficoltà: Facile
A cura di Raffaella Caucci
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ingredienti
per la tiella
Farina tipo 0
300 gr
Acqua
160 gr
Olio extravergine di oliva
20 gr
Lievito di birra fresco
6 gr
Sale
1 cucchiaino
per il ripieno
Polpo verace
500-600 gr
Pomodorini
200 gr
olive di Gaeta denocciolate
2 cucchiai
Aglio
1 spicchio
Prezzemolo
1 mazzetto
Olio extravergine di oliva
q.b.
Sale
q.b.
pepe
q.b.

La tiella di Gaeta è una torta salata tipica dell'omonima cittadina laziale. Si tratta di una preparazione originariamente povera, molto antica, con cui i pescatori mettevano insieme ingredienti di terra e di mare tra due sfoglie di pasta di pane. Un piatto unico, gustoso e completo sotto il punto di vista nutrizionale, oggi rappresentativo del territorio e molto richiesto dai turisti. I ripieni della tiella di Gaeta sono i più disparati e variano da quelli totalmente vegetali a quelli con le farciture di mare. La versione più diffusa e forse rappresentativa è che vi proponiamo, con il polpo come protagonista: ecco come prepararla alla perfezione.

Come preparare la tiella di Gaeta

Pulite il polpo, lavatelo e asciugatelo. In una pentola capiente rosolate uno spicchio di aglio con dell'olio, toglietelo e fate "toccare" i tentacoli sul fondo della pentola 1, in modo da arricciarli. Appena si arricceranno lasciate cadere il polpo e sfumate con il vino bianco. Infine aggiungete 1 bicchiere di acqua, mettete il coperchio e fate cuocere circa 50 minuti a fuoco basso. Infine, spegnete e fate raffreddare senza toccare.

Preparate ora la base della tiella. Sciogliete il lievito nell'acqua a temperatura ambiente, poi versate il miscuglio in una ciotola con la farina 2. Amalgamate leggermente con una forchetta, aggiungete olio e sale, quindi impastate.

Formate una palla, sistematela in una ciotola pulita e leggermente unta, coprite con pellicola 3;  fate lievitare in luogo riparato circa un'ora o comunque fino al raddoppio del volume.

Lavate, asciugate i pomodorini, tagliateli in 4 spicchi e raccoglieteli in una ciotola insieme a uno spicchio di aglio e prezzemolo tritati, le olive denocciolate, sale, pepe e olio. Poi tagliate a pezzetti il polpo e aggiungetelo al ripieno 4.

Riprendete l'impasto e prelevatene poco più di metà. Stendetelo con un matterello e rivestite una tortiera unta da 22 cm di diametro. Riempitela con il ripieno e livellatelo 5.

Stendete la seconda porzione di impasto, avvolgetela intorno al matterello e usatela per coprire la tiella 6.

Tagliate gli eccessi di impasto e ripiegate i bordi sigillandoli. Con uno stuzzicadenti punzecchiate la superficie per agevolare la fuoriuscita del vapore e, infine, ungete generosamente la tiella 7.

Cuocete la tiella sul livello basso del forno statico preriscaldato a 200 °C per circa 30 minuti, monitorando il livello di doratura. Poi sfornate e fate intiepidire 8.

Sformate la torta e fatela raffreddare completamente coperta con un canovaccio pulito. Servitela a spicchi quando apparirà ben rassettata 9.

Consigli

La tiella deve riposare prima di essere servita: questo per da modo al ripieno di amalgamarsi alla perfezione. Potete prepararla in anticipo, anche il giorno precedente il pranzo o la cena in cui volete servirla, ne guadagnerà in sapore. È una preparazione perfetta anche come piatto unico da portare al mare, per una gita fuori porta oppure in ufficio.

Se volete, potete arricchire la tiella con gli ingredienti che preferite: capperi, erbe aromatiche come menta o basilico, scorza di limone o di altri agrumi, oppure del peperoncino tritato per coloro che amano i sapori piccanti.

Se vi è piaciuta questa preparazione, provate la ricetta della torta salata di melanzane.

Storia e varianti

Tipica della città di Gaeta, in provincia di Latina, la tiella è una specialità molto antica nata, come spesso accade, come ricetta povera per riciclare gli scarti di altre preparazioni o ingredienti e realizzare con questi una pietanza che si conservasse bene per giorni. Da piatto povero, però, diventa presto specialità apprezzata anche dalle famiglie nobiliari: si narra che già ai tempi dei Borboni alcuni di essi ne fossero grandi consumatori. In particolare, durante il ’900 la tiella diventa il simbolo dei cittadini di Gaeta che partivano per cercare fortuna negli Stati Uniti.

La tradizione vuole la tiella ripiena di polpi, calamaretti, scarola, spinaci e baccalà, zucchine, cipolle, alici, sarde, cozze, o altri ingredienti, in base alle varianti. I gaetani sostengono il segreto di una buona tiella sia l'olio prodotto con olive itrane il quale, come di tradizione," deve scorrere fino ai gomiti". Il nome del piatto deriva dalla teglia usata per cucinarla, in dialetto locale la tiella appunto.

Conservazione

Potete conservare la tiella in frigorifero, ben chiusa in un contenitore ermetico, per 1-2 giorni al massimo.

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