ingredienti
  • Farina tipo 00 125 gr • 750 kcal
  • Semola di grano duro rimacinata 125 gr
  • Acqua 130 ml • 146 kcal
  • Olio extravergine di oliva 1 cucchiaio • 29 kcal
  • Per il condimento
  • Pomodori maturi 800 g
  • Aglio 1 spicchio • 79 kcal
  • Olio extravergine di oliva 40 gr • 29 kcal
  • Sale marino q.b. • 286 kcal
  • Prezzemolo q.b. • 21 kcal
Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

Gli strangozzi sono un primo piatto tipico dell'Umbria, conosciuti anche come stringozzi, strengozzi, strongozzi e umbricelli. Si tratta di una pasta lunga a sezione rettangolare a base di farina di grano tenero e acqua, da non confondere con le classiche fettuccine o con gli spaghetti. Una volta preparata la sfoglia, si stende con il matterello e si taglia in strisce di circa 3 mm di spessore: il risultato è una pasta lunga spessa e dalla superficie ruvida, adatta ad accogliere e trattenere il condimento. Nella nostra ricette li abbiamo conditi con sugo di pomodoro e prezzemolo, come la ricetta tipica spoletina, ma possono essere conditi anche con tartufo nero di Norcia o con salsiccia, si tratta infatti di una pasta fresca molto versatile, adatta a vari condimenti.

Storia, origini ed evoluzione degli strangozzi

Gli strangozzi hanno una storia molto antica: in passato venivano preparati soprattutto a Natale e Carnevale, mentre oggi è possibile gustarli tutto l'anno. La forma di questa pasta ricorda quello delle stringhe di cuoio che si utilizzavano un tempo come lacci per scarpe. Vengono spesso chiamati anche strozzapreti, anche se si tratta di un malinteso: parliamo infatti di una tipologia di pasta corta e a forma di cannelli molto apprezzata dai membri del  clero, che ne consumavano in grandi quantità. La confusione tra strangozzi e strozzapreti ha però ragioni storiche: per secoli l'Umbria è stata parte dello Stato Pontificio, vi risiedevano però anche molti rivoluzionari, con idee anticlericali, che misero in atto diversi agguati verso i membri del clero: solitamente usavano strozzarli proprio con i lacci delle scarpe.

Inizialmente gli strangozzi venivano conditi quasi esclusivamente con un sughetto di pomodoro piccante, la ricetta tipica spoletina, ma nel tempo questa pasta lunga a base di farina di grano tenero e acqua, si è rivelata molto versatile e adatta a diverse tipologie di condimenti: gli strangozzi alla norcina sono ad esempio preparati con salsiccia, panna fresca e pecorino, e nelle trattorie di città come Spoleto o Foligno si trovano strangozzi conditi con funghi porcini, asparagi, ma soprattutto al tartufo nero.

Come preparare gli strangozzi

Mescolate la farina 00 e quella di semola in una ciotola, versatele poi su una spianatoia creando la classica fontana con il buco al centro. Aggiungete poco alla volta l'acqua fredda e impastate. Unite poi l'olio (1) e continuate ad impastare fino ad ottenere un composto liscio e morbido.(2) Copritelo con della pellicola trasparente e lasciate riposare per circa mezz'ora. Nel frattempo preparate il sugo: sbollentate i pomodori in acqua bollente, passateli poi subito in acqua fredda ed eliminate la buccia.(3) Tagliateli a metà e riduceteli in pezzetti. In una padella capiente fate riscaldare l'olio e aggiungete l'aglio. Non appena sarà dorato unite i pomodori, aggiungete il sale e portate a cottura.

Riprendete l'impasto e stendetelo con un matterello (4) realizzando una sfoglia di circa 2 mm, infarinatela un po' in superficie con la farina di semola, arrotolatela su se stessa e tagliate il rotolo ottenuto in striscioline di circa 3 mm.(5) Infarinate leggermente tutti gli strangozzi ottenuti. Fateli cuocere in abbondante acqua bollente salata per pochi minuti. Scolateli al dente, uniteli al sugo e saltateli per un paio di minuti. Servite i vostri strangozzi ben caldi (6) e completate con una manciata di prezzemolo tritato.

Consigli

Per donare un tocco in più ai vostri strangozzi, potete aggiungere nel un po' di peperoncino fresco. Chi preferisce potrà poi insaporirli con del pecorino o parmigiano grattugiato, prima di servirli.

Una volta tagliati gli strangozzi, separateli subito gli uni dagli altri e spolverateli con un po' di farina di grano duro: in questo modo si asciugheranno in poco tempo e senza attaccarsi. Prima di cuocerli in acqua bollente scuotete gli strangozzi, per eliminare i residui di farina.

Per evitare che gli strangozzi si attacchino tra loro, aggiungete un po' di olio d'oliva all'acqua di cottura.

Varianti

In alternativa potete preparare gli strangozzi alla norcina: in questa ricetta la pasta sarà condita con salsicce sbriciolate, panna e pecorino. Per preparare il condimento sbriciolate 200 gr di salsiccia e fatela rosolare in padella con un cucchiaio d'olio e fate cuocere per un paio di minuti. Aggiungete sale e pepe e spegnate. Cuocete gli strangozzi, scolateli e trasferiteli in padella con il sughetto, aggiungete un po' di acqua di cottura e mantecate. Infine servite caldi con una spolverata di pecorino.

Una variante prelibata è quella con il tartufo nero: fate rosolare uno spicchio d'aglio in padella, non appena sarà dorato eliminatelo e aggiungete il tartufo nero, precedentemente pulito e grattugiato. Aggiungete un po' di sale e spegnete il fuoco, senza farlo cuocere. Una volta cotti gli strangozzi, fateli insaporite con il condimento e servite caldi.

Come conservare gli strangozzi

Potete conservare gli strangozzi per 2 giorni in frigo all'interno di un contenitore ermetico.