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12 Giugno 2023 15:00

Piccoli ma deliziosi: tutte le varietà italiane di pomodorino

Più o meno piccoli, dolci e succosi: ecco le tante, deliziose varietà di pomodorini italiani con qualche consiglio per utilizzarli e gustarli in cucina.

A cura di Rossella Croce
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Il pomodoro è il frutto (sì, è un frutto) più rappresentativo e iconico della cucina italiana: un ingrediente cardine di cui non potremmo mai fare a meno, non solo per il suo gusto e per la sua incredibile versatilità, ma anche per il peso che la produzione di pomodori ha sulla nostra economia e per le infinite varietà tra cui possiamo scegliere. Le varietà, appunto: nel mondo sono circa 75mila, in Italia più di 300. Alcuni pomodori sono perfetti per fresche insalate, altri destinati a salse e sughi profumati, altri ancora pronti per zuppe e pesti alternativi: tra le tante possibilità, ci sono poi loro, i pomodorini. I pomodorini sono la dimostrazione naturale che le dimensioni, se si tratta di gusto, sono davvero ininfluenti: piccoli (in alcuni casi minuscoli) scrigni di dolcezza e acidità, perle di profumo e sapore. Ciliegino, datterino, piccadilly e fiaschetto: siamo andati alla ricerca delle varietà di pomodorini più amati, dei migliori prodotti sul territorio italiano: eccone otto.

1.  Pachino

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Con la denominazione pomodoro di Pachino si fa riferimento a un pomodoro di piccole dimensioni coltivato nei territori dell'omonimo comune siciliano di Pachino oltre che Portopalo di Capo Passero e altri territori della zona orientale della Sicilia. Il disciplinare del Pomodoro Pachino Igp classifica e tutela quattro sottovarietà di pomodoro: il ciliegino (sì, pachino e ciliegino sono la stessa cosa), il costoluto, il pomodoro a grappolo e il pomodoro tondo liscio. Si tratta di una cultivar di origini israeliane, caratterizzato da un colore brillante, indicato per la realizzazione di sughi e profumati.

2. Piennolo del Vesuvio

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Vero e proprio vanto della produzione campana, il pomodorino del Piennolo deve il suo nome alla tecnica di conservazione, ovvero a "pendolo", in fitti grappoli legati con fili di canapa. Il pomodorino del Piennolo è un'esperienza più unica che rara: rosso o più raramente giallo, piccolissimo, ha una buccia consistente e una polpa compatta e dolcissima con un amabile retrogusto acidulo che lo rende perfetto per salse, sughi e conserve. Prodotto Dop, il Pomodorino del Piennolo è così amato e conosciuto da avere un ruolo e una rappresentazione anche nel celebre presepe napoletano.

3. Datterino

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Piccolo e ovaleggiante, il pomodoro datterino ha un gusto dolce e intenso. Facilmente riconoscibile per la polpa soda e la buccia molto sottile, è probabilmente il "frutto" di un incrocio di provenienza asiatica ma grazie alla sua ottima resistenza e al suo sapore inconfondibile, si è facilmente fatto spazio nel mercato e nelle cucine nostrane. Le varietà di datterino sono tre: giallo, rosso e striato.

4. Piccadilly

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Pomodorino di piccole dimensioni, molto diffuso in Italia e facilmente riconoscibile per il meraviglioso colore rosso vivo e brillante, il Piccadilly è una varietà ibrida che cresce in grappoli di 8-12 frutti. Dolce al punto giusto, di forma ovaleggiante allungata, il picadilly può essere gustato a crudo in ricche insalate o impiegato per la preparazione di salse e sughi grazie alla buccia, talmente sottile da amalgamarsi perfettamente alla polpa.

5. Verneteca sannita

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Piccolo, tondo e leggermente schiacciato in prossimità del picciolo, il verneteca è un pomodorino "da serbo", probabilmente appartenente alla varietà del ciliegino. Coltivato nelle zone pedemontane dell'appenino sannita, riconosciuto come Presidio Slow Food, il verneteca ha una polpa rosata e una buccia gialla, si consuma principalmente a crudo o appena scottato. Grazie alla sua ottima resistenza, questo pomodorino si consuma anche nei mesi freddi dell'anno: da qui il nome legato alla parola "verno", inverno nel dialetto locale.

6. Manduria

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Per assaporare il pomodorino di Manduria, facciamo un salto nelle calde terre salentine, le stesse del celebre Primitivo. Il Manduria è piccolo, di forma ovale, con buccia liscia e sottile di colore rosso brillante: parliamo di una piccola produzione, Presidio Slow Food, da gustare rigorosamente con il carosello, nella cialledda, la tradizionale insalata di recupero della gastronomia pugliese.

7. Fiaschetto di Torre Guaceto

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Coltivato in una piccola riserva pugliese della provincia di Brindisi e riscoperto solo da pochi anni grazie all'intuito dell'ente gestore sensibile al valore della biodiversità, il Fiaschetto di Torre Guaceto è un pomodoro piccolo, dolce e succoso, particolarmente resistente e per questo considerato una varietà "da serbo". Non semplicissimo da trovare, il Fiaschetto di Torre Guaceto è parte integrante della storia del suo territorio e delle famiglie che lo abitano.

8. Regina di Torre Canne

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Coltivato tra Monopoli e Ostuni, il pomodorino Regina di Torre Canne ha una buccia spessa e croccante e un gusto salmastro, dovuto alla vicinanza del mare. Il nome deriva dalla coroncina che, maturando, prende la forma di una piccola corona; considerato un pomodoro "da serbo", il pomodorino Regina viene conservato in grappoli dette "chioppe", legati con fili di cotone.

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