Ogni anno la nostra tavola esce dai confini nazionali e si racconta nel resto del pianeta. Succede con la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, iniziativa promossa dal ministero degli Affari esteri e pensata per far conoscere prodotti, territori e tradizioni del Belpaese. Siamo arrivati all’undicesima edizione e uno dei momenti più attesi si svolge ad Atene, dal 20 al 23 ottobre, con la Lombardia come ospite d’onore. Protagonisti saranno lo chef Stefano Grandi, quindici consorzi di tutela e una squadra di specialità fra formaggi, salumi e vini. Il 2026 ha però un motivo in più per essere ricordato: per la prima volta la rassegna si svolge con la Cucina Italiana riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
L’undicesima edizione: Atene e la Lombardia protagoniste
Dal 2016, dopo l'Expo di Milano, ogni anno viene scelto un filo conduttore per promuovere le eccellenze della filiera enogastronomica e scoprire nuovi itinerari del gusto da un capo all'altro dell'Italia. Nella capitale greca, da oggi e fino al 23 ottobre, la regia spetterà all'Ambasciata d'Italia, in collaborazione con l'Ufficio Ice di Atene e con la Regione Lombardia. In cucina, invece, ci sarà Stefano Grandi, chef del ristorante "Il Santa" di Milano, incaricato di presentare ai commensali le specialità del territorio, con un importante focus riservato ai prodotti della Valtellina.
Tre consorzi della provincia di Sondrio, infatti, portano ad Atene il meglio del territorio: il Consorzio per la Tutela dei Formaggi Valtellina Casera e Bitto, il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina e il Consorzio di Tutela Vini di Valtellina. Sono prodotti molto diversi fra loro, accomunati dallo stretto legame con il territorio e dal riconoscimento di denominazioni e indicazioni geografiche tutelate. Il racconto toccherà l’intera filiera, dalla produzione agricola alla trasformazione, fino alla commercializzazione.

Per queste produzioni, importanti per l’economia agroalimentare della provincia, la trasferta greca è soprattutto una vetrina internazionale. Il contatto diretto con ristoratori e professionisti del settore può aprire la strada a nuove opportunità sul mercato estero e far conoscere le denominazioni oltre i confini nazionali.
Il programma prevede appuntamenti nella residenza dell’ambasciatore Paolo Cuculi e al ristorante italiano Sole e Giaguaro, pensati per gli operatori del settore e per i rappresentanti dell’informazione. La settimana si chiuderà con una masterclass di Grandi alla scuola di gastronomia e ospitalità IEK-AKMI di Atene dedicata agli studenti, che potranno approfondire la conoscenza delle produzioni italiane e il loro utilizzo in cucina.
Un’edizione particolare: la Cucina Italiana è Patrimonio Unesco
Quest’anno la Settimana ha un sapore diverso dal solito. Lo scorso dicembre l’Unesco ha riconosciuto la Cucina Italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità e questa è la prima edizione in cui l’Italia si presenta al mondo con un sigillo così prestigioso. Lo si vede già dal tema scelto per la rete diplomatica: "Cucina italiana patrimonio Unesco: territori e filiere d’eccellenza". Il riconoscimento non premia soltanto la bontà dei piatti, ma guarda più in profondità: valorizza il modo in cui gli italiani vivono il cibo, tra convivialità e saperi tramandati da una generazione all'altra. Più che singole ricette, la Cucina Italiana viene tutelata come insieme di relazioni, abitudini e culture costruite attorno alla tavola.
Non è un caso se la Lombardia arriva ad Atene con una squadra di quindici consorzi, più l'associazione dei consorzi dei vini lombardi. Oltre i tre prodotti sopracitati, troviamo Grana Padano, Gorgonzola, Taleggio, Provolone Valpadana, Quartirolo Lombardo e Salva Cremasco, mentre per i salumi c’è il Cacciatore Italiano. Il capitolo vini è altrettanto ricco, con Franciacorta, Lugana, Valtènesi, Oltrepò Pavese e i vini mantovani.
Le denominazioni protette sono la prova concreta del legame fra un prodotto e il suo territorio, e raccontano la filiera meglio di qualsiasi slogan. Ogni formaggio stagionato o bottiglia di spumante porta con sé la storia di chi lo produce e del paesaggio in cui nasce. C’è poi un aspetto strategico. La gastronomia italiana è amata ovunque perché risulta riconoscibile, affidabile e legata a materie prime di grande qualità. Il Made in Italy pesa in molti settori, ma nel food la sua forza è quasi senza rivali. Con il riconoscimento Unesco, la cucina italiana ottiene anche una tutela internazionale come patrimonio culturale fatto di saperi, pratiche e tradizioni condivise.