Per bere il miglior vino bianco del test di Altroconsumo bastano 11 euro: ecco la top 10

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Sul podio salgono anche uno Chardonnay laziale e un Lugana del Garda, mentre il primo dei biologici, un’Albana romagnola, si ferma al settimo posto con 72 punti su 100.

Al ristorante vige una regola non scritta, secondo la quale chi è a digiuno di enologia ordina la seconda bottiglia più economica della carta, così da risparmiare senza passare per tirchio. A chi cerca un criterio di scelta più affidabile, viene in aiuto invece Altroconsumo, l'associazione indipendente di consumatori, che ha appena pubblicato un test su 36 vini bianchi, analizzati in laboratorio e assaggiati da 22 giudici esperti.

Il titolo di miglior vino bianco è andato a un ligure che costa in media 11 euro e che ha lasciato dietro di sé bottiglie più care e nomi più blasonati.

Quali sono i migliori vini bianchi da comprare secondo Altroconsumo

Il primo posto spetta al Labianca 2024 di Lunae, un Liguria di Levante Igt che con 87 punti su 100 ha ottenuto la palma di Migliore del test. Con un costo medio di 11 euro, il bianco ligure ha conquistato anche il riconoscimento di Miglior acquisto, che l'associazione riserva ai vini con il rapporto più favorevole fra qualità e prezzo.

Agli assaggiatori è piaciuto per il profumo intenso, che ricorda la pesca e la frutta tropicale, oltre alla lunga persistenza in bocca. Per quanto riguarda i test di laboratorio, le analisi hanno rilevato solfiti pari a circa un quarto del limite di legge previsto per i bianchi.

Il Labianca nasce dal Vermentino, diffuso lungo le coste di Liguria, Sardegna e Toscana, insieme alla Malvasia, un termine che sta a indicare diversi vitigni, non tutti per forza aromatici. Le viti crescono nella piana di Luni, in provincia della Spezia, fra il mar Ligure e le Alpi Apuane. In cantina il mosto fermenta in vasche d'acciaio, dove il vino affina per circa quattro mesi sulle fecce fini. Così si chiamano i residui (composti in gran parte da lieviti esausti) che si depositano sul fondo dopo la trasformazione degli zuccheri in alcol e che durante lo stazionamento cedono corpo e morbidezza.

Sul secondo gradino del podio è salito, con un punteggio di 78, lo Chardonnay Calanchi di Vaiano 2024 di Paolo e Noemia d'Amico, vinificato nella Tuscia viterbese con l'uva bianca simbolo della Borgogna. Il nome richiama i calanchi, le colline d'argilla scavate dall'erosione che caratterizzano il paesaggio della zona.

Completa il terzetto, a quota 76, il Lugana I Frati 2025 di Ca' dei Frati, un bianco della sponda meridionale del lago di Garda, fra Lombardia e Veneto. Lo si ottiene in prevalenza dalla Turbiana, un'uva locale conosciuta anche come Trebbiano di Lugana.

In quarta posizione, con 75 punti, si trova il Viognier Calypsos 2025 di Montalbera, nato in Piemonte da una varietà originaria della valle del Rodano, in Francia. La cantina, che ha sede a Castagnole Monferrato, nell'Astigiano, deve la sua fama al Ruchè, un vitigno a bacca rossa legato a questo comune.

Subito dietro, con un punteggio di 74, si è piazzato il Messapia 2025 di Leone de Castris, storica casa vinicola di Salice Salentino fondata nel 1665, che lo produce con la Verdeca, un'uva bianca tipica della Puglia. Un altro Lugana, il Le Fornaci 2025 di Tommasi, ha conquistato il sesto piazzamento con una valutazione di 73.

Le prime 10 posizioni

  1. Lunae Liguria di Levante Igt Bianco Labianca 2024. Prezzo medio: 11 €. Valutazione: 87/100
  2. Paolo e Noemia d'Amico Chardonnay Lazio Igp Calanchi di Vaiano 2024. Prezzo medio: 13,50 €. Valutazione: 78/100
  3. Ca' dei Frati Lugana Doc I Frati 2025. Prezzo medio: 13 €. Valutazione: 76/100
  4. Montalbera Viognier Piemonte Doc Calypsos 2025. Prezzo medio: 11 €. Valutazione: 75/100
  5. Leone de Castris Verdeca Salento Igt Messapia 2025. Prezzo medio: 10,50 €. Valutazione: 74/100
  6. Tommasi Lugana Doc Le Fornaci 2025. Prezzo medio: 12,50 €. Valutazione: 73/100
  7. Tenuta Santa Lucia Romagna Albana Docg Secco Albarara 2025 (biologico). Prezzo medio: 13 €. Valutazione: 72/100
  8. Tenuta I Fauri Passerina Abruzzo Doc 2024 (biologico). Prezzo medio: 13,50 €. Valutazione: 70/100
  9. Vicentini Agostino Soave Doc Terrelunghe 2025 (biologico). Prezzo medio: 9,50 €. Valutazione: 70/100
  10. Cotarella Est! Est!! Est!!! di Montefiascone Dop Poggio dei Gelsi 2025. Prezzo medio: 11 €. Valutazione: 69/100

Il decimo posto, con 69 punti, è toccato all'Est! Est!! Est!!! di Montefiascone Poggio dei Gelsi 2025 di Cotarella, l'unico fra i primi dieci con un giudizio di qualità buona anziché ottima. Questo bianco del lago di Bolsena, nell'alto Lazio, si ottiene da tre uve bianche, Trebbiano toscano, Roscetto e Malvasia, mentre il nome si deve a una curiosa leggenda medievale.

Si racconta che nel 1111 il vescovo tedesco Johannes Defuk, in viaggio verso Roma al seguito del futuro imperatore Enrico V, manda avanti il coppiere Martino a sondare le osterie lungo la strada. Il servitore ha il compito di scrivere est, abbreviazione del latino est bonum, sulle porte dei locali dove il vino merita una sosta. A Montefiascone, però, l'entusiasmo lo spinge a ripetere la parola tre volte, con un crescendo di punti esclamativi.

Nella metà bassa della graduatoria compaiono anche etichette molto note, come il Villa Antinori Toscana Bianco di Antinori, fermo a 53 punti. Un punto più in basso si colloca il Costamolino di Argiolas, un Vermentino di Sardegna che condivide con il toscano il giudizio di qualità media.

Qual è il miglior vino bianco biologico

Fra i biologici il primato appartiene all'Albarara 2025 di Tenuta Santa Lucia, settimo assoluto con 72 punti e un costo medio di 13 euro. Si tratta di un Romagna Albana Docg secco, ricavato soltanto da uve Albana, il vitigno a bacca bianca originario dell'Emilia-Romagna.

Nel 1987 questa denominazione, che allora si chiamava Albana di Romagna, è stata la prima Docg assegnata a un vino bianco italiano: il disciplinare, cioè il regolamento di produzione, impone almeno il 95% di queste uve, coltivate e vinificate in alcuni comuni delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Bologna.

L'Albarara fermenta in modo spontaneo grazie ai lieviti indigeni, cioè quelli presenti naturalmente sulle bucce e nell'ambiente, prima di affinare per 12 mesi in acciaio sulle proprie fecce. Con un grado alcolico del 14%, è anche il più robusto dei due vincitori.

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I giudici lo hanno descritto come corposo e persistente, con sentori intensi di fiori bianchi, pera e agrumi. In laboratorio, il contenuto di solfiti è risultato pari a circa la metà del limite previsto per i bianchi biologici. Lo ricordiamo, nella vigna biologica sono vietati i pesticidi chimici di sintesi: sono ammessi determinati prodotti per la difesa delle piante, tra cui quelli a base di rame e zolfo, mentre in cantina l'uso degli additivi è fortemente limitato e il tetto dei solfiti molto basso.

Alle spalle dell'Albarara, con 70 punti, si sono classificati il Soave Terrelunghe 2025 di Vicentini Agostino e la Passerina Abruzzo Doc 2024 di Tenuta I Fauri, ricavata dall'omonima varietà, diffusa fra Marche e Abruzzo.

Qual è il miglior vino bianco sotto i 10 euro

Se vuoi spendere meno di 10 euro, trovi la risposta in nona posizione, occupata dal Soave Terrelunghe di Vicentini Agostino che costa 9,50 euro, la cifra più bassa della top 10. Il Soave è un bianco prodotto sulle colline a est di Verona con almeno il 70% di Garganega, il vitigno più diffuso della zona.

Come è stato condotto il test di Altroconsumo sui vini bianchi

In laboratorio i tecnici hanno misurato l'anidride solforosa totale, cioè la parte libera, sciolta nel liquido come gas, sommata a quella combinata, che si lega ad altre sostanze del vino. Questo valore ha pesato per il 35% sul voto finale, mentre il 65% lo dobbiamo alla degustazione.

Gli assaggi sono stati affidati a una giuria di 22 esperti di analisi sensoriale: ognuno ha assegnato un voto da 0 a 9 all'intensità del colore e del profumo, ai sentori floreali, fruttati, vegetali e speziati, al corpo e alla persistenza, cioè alla durata degli aromi dopo il sorso.

Quanti solfiti può contenere il vino bianco

I solfiti sono composti dello zolfo che i produttori aggiungono di solito sotto forma di anidride solforosa e che proteggono il vino dall'ossidazione e dai microrganismi indesiderati. Anche le bottiglie "senza aggiunta" ne contengono un po', perché una piccola quantità si forma spontaneamente durante la fermentazione per opera dei lieviti.

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La legge europea fissa un tetto di 200 milligrammi per litro per i bianchi e i rosati secchi e di 150 per i rossi, vini che resistono meglio all'aria grazie ai tannini delle bucce. Nei vini biologici i limiti scendono a 150 milligrammi per i bianchi e a 100 per i rossi, mentre la dicitura contiene solfiti è obbligatoria in etichetta sopra i 10 milligrammi per litro.

Con quali piatti si abbina il vino bianco

Per Morena Lussignoli, esperta alimentarista di Altroconsumo, i due bianchi premiati accompagnano molto bene il pesce e i crostacei, ma si sposano anche con carni bianche, legumi e formaggi freschi. Nel suo elenco degli abbinamenti compaiono poi frittate, vellutate e zuppe di cereali o verdure, insieme a piatti meno scontati come la pizza, il sushi e il sashimi. L'esperta li consiglia anche per l'aperitivo, da accompagnare con qualche stuzzichino.

A che temperatura si serve il vino bianco

Per gustare al meglio questi bianchi, Lussignoli suggerisce di servirli a 10-12 °C, una temperatura più alta di quella del frigorifero di casa, che si attesta intorno ai 4 °C. Conviene quindi tirare fuori la bottiglia una ventina di minuti prima di stapparla, perché il freddo eccessivo attenua gli aromi fruttati e floreali, cioè proprio quelli che hanno valso al Labianca il primo posto in classifica.

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