Da molti anni la cucina giapponese ha conquistato gli italiani: in particolare il sashimi e il sushi, da gustare rigorosamente con le bacchette. Il sashimi, che letteralmente significa "corpo infilzato", è una pietanza composta da un unico ingrediente: pesce o molluschi freschissimi, ma anche carne, tagliata sottilissima. Ma scopriamo meglio cos'è il sashimi, come si prepara e quali sono le principali differenze tra sashimi e sushi, così da non confondere le due preparazioni, e essere super preparati per la vostra prossima cena giapponese con gli amici.

Cos'è il sashimi

Il sashimi è una tipica pietanza giapponese composta da pesce o molluschi freschissimi oppure da carne tagliata a fettine molto sottili. Si tratta quindi principalmente di pesce crudo, senza aggiunta di alghe o spezie. Nel consumo e nella preparazione del sashimi bisogna fare attenzione sempre a due elementi: la materia prima deve essere fresca, inoltre il pesce deve essere tagliato in fettine di 1 cm di spessore, molto simili tra loro. Nel caso della carne, invece, le fettine dovranno essere tra 5 e 8 millimetri di spessore.

Sashimi: quali sono i pesci più utilizzati e come prepararlo

Il sashimi si prepara principalmente con tonno e salmone, ma la lista di pesci con cui prepararlo comprende anche polpo, gamberetti, calamaro, sgombro, seriola, pesce palla, merluzzo, pesce spada, capasanta e riccio di mare. Il sashimi può essere poi preparato anche con yuba, cioè la pelle di tofu, un derivato della soia, oppure con carne di cavallo, di manzo o con pollo brasato.

Per la preparazione del sashimi è quindi importante sapere quale tipologia di pesce utilizzare e anche come trattarli, in quanto non prevedono cottura. Solo polpo e gamberetti vengono sbollentati, prima di essere serviti. Il pesce va tagliato con in coltello ben affilato, privato di testa, pinne, coda e pelle, eliminando anche le parti grasse e scure e la lisca, fino ad ottenere un filetto di pesce che sarà poi tagliato a fettine.

Come accompagnare il sashimi

Il sashimi viene servito solitamente con salsa di soia o con la salsa ponzu, realizzata con mirin, una sorta di sakè da cucina, aceto di riso, fiocchi di tonno essiccati e alga. Si accompagna poi anche con il wasabi, una pasta verde piccante realizzata con una varità forte di rafano giapponese, o con lo zenzero: due alimenti che servono anche ad eliminare eventuali batteri che potrebbero essere presenti nel pesce, e a ripulire la bocca tra un boccone e l'altro. Nella cucina giapponese, il sashimi viene servito spesso su fette sottili di daikon, una radice bianca molto utilizzata in Giappone, oppure decorato con la perilla, una particolare pianta aromatica.

Differenza tra sashimi e sushi

Ma quali sono le differenze tra sashimi e sushi? Innanzitutto è importante sapere che si tratta di pietanze dalla preparazione completamente diversa: il sashimi è composto solo di pesce, mentre il sushi è composto da riso, a cui abbinare pesce, carne o verdure. Ci sono poi altre differenze:

  • Il sushi non è sempre crudo, in quanto viene preparato anche con ingredienti cotti, come il riso.
  • Il sashimi è più nutriente: trattandosi di pesce crudo, ne conserva intatte le proprietà benefiche.
  • Il sushi è invece più calorico rispetto al sashimi, perché composto da più alimenti e servito con molte salse, a differenza del sashimi, che si può gustare anche da solo.
  • Altra differenza sta anche nel prezzo: il sashimi è più caro, in quanto realizzato completamente con pesce fresco. Nel sushi, invece, il pesce è utilizzato in minima parte cosa che abbassa di molto il costo finale.

E il nigiri?

Il nigiri non può essere considerato una terza preparazione, tra sushi e sashimi. Si tratta infatti di una tipologia di sushi: piccole polpette di riso modellate a mano, sulle quali viene adagiato uno velo sottile di wasabi, e poi pesce o crostacei tagliati in modo sottile, a coprire il tutto.