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28 Febbraio 2022 13:00

Palamita: proprietà, benefici e ricette

Conosciuta anche come "tonno dei poveri", la palamita è un pesce dall'interessante profilo nutrizionale che ben si presta a diversi tipi di cottura. Vediamo nel dettaglio le proprietà, i benefici e le ricette per usarla al meglio in cucina.

A cura di Rossella Croce
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La palamita, il cui nome scientifico è Sarda sarda, è un pesce osseo d'acqua salata appartenente alla famiglia degli Scombridi, molto diffuso nel mar Mediterraneo, nel mar Nero e nell'Oceano Atlantico. Molto simile al più conosciuto tonno sia nella forma sia nella consistenza delle carni, la palamita predilige i fondali e proprio come il tonno si muove in branchi: parliamo di un tipo di pesce azzurro ricco di acidi grassi omega-3 oltre che di proteine e sali minerali.

La palamita ha un corpo allungato di colore azzurro argenteo più scuro sul dorso, con striature più chiare sul ventre, presenta carni sode e un sapore deciso, molto simile a quello dello sgombro, che garantisce una buona versatilità in cucina. Vediamo proprietà, benefici e possibili usi della palamita in cucina.

Proprietà della palamita

Molti conoscono la palamita come "tonno dei poveri" ma guardando al profilo nutrizionale di questo prodotto del mare, di povero troviamo ben poco. Come altri pesci azzurri anche la palamita è particolarmente ricca di acidi grassi omega-3 ma anche di vitamine e sali minerali, in particolare fosforo, iodio, ferro e potassio. Relativamente ipocalorica con le sue 177 kcal per 100 grammi, la palamita è buona fonte di proteine ad alto valore biologico a fronte di un basso quantitativo di grassi. Tra le vitamine del gruppo B si segnalano in particolare niacina, riboflavina vitamina B6; buona la presenza anche di vitamina D, elemento molto importante per il nostro organismo.

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Benefici

Leggendo il profilo nutrizionale della palamita non è difficile immaginare il gran numero di benefici che questo pesce può apportare alla nostra salute. Consumata regolarmente infatti, la palamita è utile per:

  • tenere sotto controllo il colesterolo: grazie alla buona presenza di acidi grassi omega-3, la palamita ci aiuta a contenere e controllare i livelli di colesterolo nel sangue;
  • seguire una dieta ipocalorica: la palamita, lavorata senza l'aggiunta di grassi, può essere inserita in un regime alimentare dimagrante e ipocalorico;
  • salute della tiroide: lo iodio di cui la palamita è ricca, stimola e protegge la salute della tiroide e le sue funzioni;
  • effetto energizzante: le proteine facilmente e i sali minerali garantiscono un effetto energizzante e ci aiutano in caso di stress e affaticamento;
  • sostenere il sistema nervoso: effetto degli omega -3 che sostengono e proteggono i tessuti nervosi;
  • salute di ossa e denti: grazie al fosforo e al potassio, la palamita protegge e sostiene il naturale sviluppo di ossa e denti;
  • utile in caso di anemia: la palamita è consigliata in caso di anemia per via della buona presenza di ferro;
  • potere antinfiammatorio: i grassi omega-3 uniti all'azione dei sali minerali hanno un effetto antinfiammatorio e antibatterico.

Usi in cucina

Acquistata fresca, intera o in tranci, la palamita si presta facilmente a diversi tipi di preparazione: sfilettata può diventare il ripieno per pasta fresca e ravioli da gustare con un sugo al pomodorino fresco o servire in una elegante tartare, per un antipasto alternativo. A fette non più spesse di tre centimetri, vi consigliamo di cuocerla alla ligure, grigliata qualche secondo per lato e poi condita con olio extravergine di oliva, limone e prezzemolo; ottima anche al cartoccio, meglio se intera, con pomodorini, aglio, sale e pepe.

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Grazie alle sue carni sode la palamita è buonissima anche impanata e fritta (cosa del resto non lo è) ma anche nei primi piatti fa la sua bella figura: il Sicilia è protagonista degli spaghetti allo stufatu in un ragù di mare con pinoli, uvetta, menta e finocchietto selvatico, nella cucina campana trova invece spazio con pomodorini, capperi e olive, nel condimento perfetto per un piatto di paccheri.

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Quello che i piatti non dicono
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