confezioni riciclabili food Italia

Da qualche anno a questa parte l'ondata green ed eco friendly ha rivoluzionato a suo modo le grandi aziende alimentari, influenzandone le scelte di mercato. Da qui, o anche da qui, la conversione a una filosofia più attenta all'ambiente dettata dalla nascita di un consumatore più critico e consapevole. Non solo su questioni alimentari, ma anche ambientali: secondo lo studio Studio Waste Watcher 2021, infatti, circa il 73% dei clienti al supermercato presta attenzione alla tipologia dell'imballaggio. E almeno il 40% reagisce in modo positivo alla sostenibilità dello stesso, acquistando il prodotto.

Gli esempi italiani di packaging sostenibile

Fra le aziende che producono pasta, Rummo si recentemente è adeguata al trend, adottando un packaging riciclabile per i suoi prodotti. Niente più plastica, niente più confezione indifferenziabile come è stato fino a oggi. Da ora, o comunque presto, solo carta. L'annuncio è stato dato direttamente sui canali social dell'azienda, che ha postato una foto della nuova confezione informando i consumatori della svolta green. "Siamo felici di annunciarvi che la pasta Rummo da oggi lascia le nostre mani avvolta in confezioni riciclabili" si può leggere nel post pubblicato pochi giorni fa. "Potrete smaltirle assieme alla carta. Se vedete le vecchie confezioni nei vostri negozi, non vi preoccupate. Le nuove arriveranno presto". Leggendo i commenti al post, si capisce come la conversione sia stata accolta favorevolmente dagli utenti/consumatori.

Stesso discorso per Agnesi, che dallo scorso gennaio ha sostituito i vecchi pacchi in plastica con packaging realizzato in materiale compostabile.

In carta riciclata anche la confezione della pasta dall’associazione no profit "La marca del consumatore": in vendita dallo scorso luglio, si tratta di un prodotto proveniente da agricoltura sostenibile, trafilato al bronzo grazie attraverso energia rinnovabile, il cui pacco è realizzato in carta riciclabile. 

La Coppa del Nonno e gli altri

Meglio tardi che mai verrebbe da dire, considerando che l'onda green viene cavalcata anche dai grandi brand del settore gastronomico ormai da qualche tempo. Tra i "ritardatari" anche Nestlé, che ha recentemente sostituito (o forse meglio dire, aggiornato) la storica confezione marrone della Coppa del Nonno con una ugualmente in plastica, ma ora sostenibile e totalmente riciclabile. L'iconica tazzina nella versione 2.0 verrà prodotta a Gallarate e sarà totalmente a base di plastica bio-based, vale a dire prodotta con polimeri non derivati da fonti fossili.

Nell'autunno dello scorso anno anche Findus per i suoi "Gratinati" ha lanciato la sua linea di confezioni sostenibili fra cui una in carta riciclabile. Granarolo ha adottato per la gamme di yogurt Natura una vaschetta realizzata in carta 100% riciclabile che ha mandato in pensione la versione in plastica.

Il richiamo alla sostenibilità è stato accolto recentemente anche da Colussi, che per la linea di biscotti Misura ha ideato una confezione compostabile prodotta da materie prime di origine vegetale.