Una pasta creata dai consumatori, per i consumatori. Prodotti di alta qualità a prezzi iper competitivi, distribuiti in supermercati facilmente raggiungibili. Questa è la pasta di "Chi è il padrone?", il primo articolo creato dall’associazione no profit "La marca del consumatore". Lanciata proprio in questi giorni, in vendita in tutti i Carrefour al prezzo di 1,07 euro per la confezione da mezzo chilo: tre i formati a disposizione, spaghetti, fusilli e penne.

Come funziona l’associazione

I primi a sperimentare questo tipo di economia sono stati i francesi nel 2016 quando crearono "C’est qui le patron?", un'associazione di consumatori che voleva inserirsi nella filiera della creazione dei prodotti, per controllare al meglio tutte le scelte produttive. In Francia l’idea ha avuto un enorme successo: 15 mila consumatori hanno aderito all’iniziativa, sono stati creati 32 prodotti diversi che vengono distribuiti in 12 mila punti vendita diversi.

Associarsi è molto semplice: basta andare sul sito, versare un contributo una tantum di soli 2 euro per avere maggiori poteri. Ai sondaggi possono partecipare tutti, non serve neanche la registrazione.

Una volta scelto un prodotto, ad oggi solo la pasta, si procede con gli accordi con le aziende che si devono impegnare a rispettare i principi etici dell’associazione. Si cerca poi un canale di distribuzione: perché Carrefour? A Repubblica lo ha spiegato Enzo Di Rosa, il fondatore dell’associazione in Italia: "Per quanto riguarda la distribuzione abbiamo proposto l'iniziativa a tutte le catene di supermercati italiani. Carrefour è stato finora il primo ad aderire. In una seconda fase tuttavia, i consumatori servendosi della app dell'associazione (in fase di rilascio), potranno chiedere anche al proprio negozio di fiducia di distribuire i prodotti".

Com’è la pasta del consumatore?

Il prodotto viene lavorato da Sgambaro, un’azienda veneta, che produrrà la pasta con grano duro al 100% italiano, proveniente solo da agricoltura sostenibile. La pasta è trafilata in bronzo, usando energia rinnovabile e l’imballo è realizzato con carta riciclabile. Il costo è di 1,07 euro a pacco.

Tutte queste informazioni sono facilmente reperibili sul sito, molto trasparente nei confronti degli utenti. Tutto il processo è chiaro e sembra un affare per tutti: il prezzo di vendita del grano è di 400 euro la tonnellata, ben il 25% in più rispetto alla media del mercato; questo invoglia i produttori. Il grano duro è solo italiano ed è coltivato in modo da evitare lo sfruttamento delle risorse naturali (acqua, fertilità del suolo, biodiversità) tutelando la salute dei consumatori. La semola viene prodotta dal molino annesso al pastificio a garanzia della totale tracciabilità della pasta, a  partire dal singolo pacco. L’essiccazione viene effettuata in maniera lenta e controllata, a temperature basse come si faceva una volta, per avere  una qualità di prodotto superiore alla media.

Dall’euro e sette centesimi di vendita si ricava una percentuale per i produttori di grano biologici, una percentuale per le famiglie in difficoltà, il costo di produzione, il sostentamento dell’associazione, la Sgambaro e l’Iva. Gli americani la chiamerebbero "Win-win situation".

Il confronto economico con le altre paste

La pasta del consumatore costa 2,14 euro al kg, un prezzo che la posiziona in una fascia di prezzo medio alta, appena sopra la pasta industriale che deve mantenere un prezzo inferiore ai 2 euro al chilo. Confrontando sul sito del Carrefour, unico rivenditore di questa nuova concezione di prodotto, notiamo come il prezzo sia iper competitivo: i prodotti Barilla, sia biologici che classici, hanno un prezzo inferiore (87 centesimi per il bio e 59 centesimi il pacco classico di spaghetti); idem Pasta Reggia a 65 centesimi, Terre d'Italia a 99 centesimi e Carrefour classic a 49 centesimi.

Salvo questi quattro marchi tutti gli altri eguagliano o superano in prezzo il prodotto neonato: Divella 1,05 euro; La Molisana 1,09 euro; Pasta Rummo 1,19 euro; Garofalo 1,32 euro; De Cecco 1,39 euro.