
Quasi cinquanta euro in più, mai richiesti a voce, spuntati soltanto rileggendo lo scontrino a fine cena. È quanto raccontato dall'influencer Carlotta Roncarà, dopo una serata all'Hotel Hermitage di Forte dei Marmi. Il dieci per cento aggiunto al conto sotto il nome di "contributo facoltativo", senza che nessuno ne avesse fatto menzione all'inizio, ha acceso un animato dibattito sui social, partito dalla stessa Carlotta Roncarà che ha raccontato l'accaduto sul suo profilo Instagram. Il video in cui denuncia l'accaduto è diventato virale, ma dietro l'episodio si nasconde una domanda che riguarda chiunque si sieda al ristorante: quando un locale inserisce automaticamente una somma per la mancia nel conto finale, sta attuando una pratica legittima o ciò non rientra nei margini di legge?
Cosa è successo a Forte dei Marmi: la denuncia di Carlotta Roncarà
Nel video, che ha generato migliaia di interazioni tra commenti e condivisioni, Roncarà spiega: "Siamo stati benissimo: il servizio, il locale e il cibo erano davvero ottimi. Non è una questione di soldi, ma mi dà fastidio la poca chiarezza". L'influencer, infatti, ha spiegato di essersi accorta di questa voce sullo scontrino soltanto in un secondo momento e di aver telefonato al ristorante per chiedere chiarimenti. Tra l'altro, a differenza del resto della spesa, quella cifra – che recitava 48 euro – risultava esclusa dal regime fiscale applicato agli altri articoli in conto.
"Il cliente accetta di pagare il contributo volontario prendendo visione dello scontrino", ha risposto il locale alla content creator, stando a quanto raccontato da lei stessa all'interno del suo video. La direzione dell'albergo, però, ha fornito una versione diversa: secondo quanto riferito da Paolo Marroni, alla guida della struttura, il meccanismo è attivo da circa un anno e mezzo ed è stato pensato per adattarsi alle nuove regole fiscali sulle mance gestite elettronicamente, permettendo di ripartirle in modo più equo tra tutto il personale coinvolto nel servizio. Questo meccanismo, come sottolinea il direttore "è particolarmente apprezzato dalla clientela internazionale, più propensa a lasciare la mancia e addirittura aumentarla".
Marroni, infine, in un’intervista alla Stampa, ha spiegato che la cifra comparirebbe nel pre-conto, prima quindi dello scontrino fiscale vero e proprio, così da rimettere al cliente la possibilità di modificarla o di toglierla del tutto. Sarebbe compito del personale illustrarla verbalmente prima del pagamento: e, in questo caso, potrebbe esserci stato un errore di comunicazione, come non ha escluso la struttura.
Mancia automatica: è legale in Italia?
Per orientarsi in questo genere di situazioni, è necessario fare chiarezza tra tutte le possibili voci che possono comparire sul conto al ristorante, dato che spesso vengono confuse. Il coperto è una cifra fissa a persona, che remunera l'utilizzo del tavolo apparecchiato, comprensivo di posate e tovagliolo, ed è legittimo soltanto quando il locale lo rende noto in modo chiaro all'interno del menu. Il servizio, invece, è una percentuale calcolata sul totale della spesa e destinata a retribuire il lavoro di chi ha seguito il tavolo: anche in questo caso, perché possa essere addebitato, il cliente deve poterlo conoscere in anticipo, e non scoprirlo soltanto al momento di pagare.

Tutt'altra cosa è la mancia, perché in Italia è un riconoscimento economico libero, a differenza di quanto avviene in altre parti del mondo in cui è una consuetudine radicata oppure, al contrario, viene vista come un gesto di cattivo gusto e pertanto non accettata. Proprio questa natura facoltativa rende problematico un addebito automatico. Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori e content creator, interpellato sul caso dal Post ha spiegato: "Nel rapporto con il consumatore le regole sono chiare. Nessun contributo volontario può essere inserito nel conto ‘salvo opposizione'. Lo schema di silenzio assenso, in virtù del quale ti addebito qualcosa a meno che tu non chieda di toglierlo, è illegale in questo campo. Anzi, il Codice del consumo dice che nessuna prestazione può essere addebitata al consumatore senza una sua esplicita volontà".
Ne consegue che un costo aggiunto senza che sia stato concordato in modo chiaro o comunicato con trasparenza, tipicamente attraverso il menu, non è lecito solo perché non c'è stata contestazione. La voce dell'esperto, in conclusione, dà ragione all'influencer toscana Carlotta Roncarà, che non ha espressamente accettato di pagare il contributo facoltativo.
Cosa fare se il ristorante aggiunge una mancia automatica?
Come spiegato, il silenzio non ha alcun valore in quest'ambito, ma per evitare situazioni spiacevoli è sempre consigliabile verificare il conto o, in questo caso, il pre-conto prima di pagare. Soltanto così si potrà far notare alla cassa che c'è una voce che non si vuole coprire. Quindi la via preferibile è sempre un confronto diretto ed educato, affinché si risolva tutto in modo amichevole. Se il dialogo non è sufficiente, il consumatore può presentare un reclamo formale diretto al locale, tramite pec o raccomandata, con cui si chiederà il rimborso della somma non autorizzata.