16 Luglio 2022 10:45

Magnosa: cos’è il raro crostaceo da quasi 50 euro al chilo di cui si mangia veramente poco

Al centro del dibattito negli ultimi giorni uno scontrino da 500 euro, "pompato" da quattro primi piatti a base della rara magnosa. Ma di che cosa stiamo parlando? Perché questo crostaceo è così prezioso e costoso?

A cura di Alessandro Creta
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Magnosa: ovvero quel raro crostaceo da oltre 40 euro al chilo in grado di "rovinare" la nostra cena al ristorante. Non è una considerazione campata per aria, ma l'estrema sintesi di quanto avvenuto qualche giorno fa a San Benedetto del Tronto, dove in uno chalet vicino al mare un gruppo di quattro clienti si è visto recapitare un conto a dir poco salato, dopo aver ordinato dei primi con la magnosa.

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Chiamata comunemente anche cicala di mare (di cui esistono esemplari più piccoli e più grandi), nome scientifico Scyllarides latus, si tratta di un crostaceo decisamente inusuale sia per le pescherie sia per i ristoranti, pescato scarsamente e venduto a prezzi a dir poco elevati. Ma a cosa è dovuto tutto ciò?

Cos'è la magnosa

La magnosa è un animale prevalentemente notturno, di giorno resta per lo più rintanato e vive generalmente tra i 5 e i 100 metri di profondità. Si tratta di uno dei crostacei più grandi che popolano i nostri mari. Lo si ritrova principalmente nelle acque del Mediterraneo e lungo alcuni tratti delle coste atlantiche, ma sfugge alla pesca intensiva e massiccia di cui sono "vittime" altre specie marine. Il motivo è da ricondurre anche alla scarsità della sua parte edibile: solamente il 35% del peso totale della magnosa può essere mangiato (si può arrivare anche ai due chili totali, per un massimo di 40 cm di lunghezza), e un chilo in alcuni casi può arrivare anche a costare tra i 40 e i 50 euro. Assicura chi ne ha assaporato la carne, tra l'altro, come questa sia qualitativamente migliore pure rispetto a quella di aragoste e astici.

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Su un crostaceo di due chili di peso, quindi, si possono ricavare circa 700 grammi di carne, tutto il resto, di fatto, non è altro che un massiccio carapace. Con i dovuti calcoli, considerando anche il food cost, tornado all'attualità si spiega (perlomeno in parte) lo scontrino salato di cui parlavamo all'inizio. "Soltanto quello che è stato messo su quei 4 piatti a noi costa 180 euro, Iva compresa" ha detto il ristoratore del locale marchigiano, affermando come nei quattro primi al centro della polemica siano state utilizzate delle magnose.

Se, insomma, ci si dovesse trovare al ristorante e un piatto fuori menu dovesse essere a base di questo crostaceo, per evitare spiacevoli quanto salate sorprese, meglio sempre chiedere il prezzo della portata. All'occorrenza, si può sempre ripiegare su una semplice linguina allo scoglio.

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Quello che i piatti non dicono
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