23 Ottobre 2022 11:00

La zucca ad Halloween: perché è diventato il simbolo della festa dei morti?

Perché si intagliano le zucche ad Halloween? E com'è diventata il simbolo della festa dei morti? L'usanza ha radici antichissime ed è legata a una cupa leggenda.

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Nel giorno di Halloween si organizzano feste, cerimonie, parate con centinaia di persone travestite, i bambini vanno di casa in casa a fare dolcetto o scherzetto ma c'è un'usanza che non è ancora entrata a pieno nelle nostre case: la zucca intagliata. È probabilmente il vero simbolo di Halloween ma in Italia la zucca la cuciniamo in tanti modi, non la mettiamo esposta fuori casa. Cerchiamo di capire perché si intagliano le zucche ad Halloween e per quale motivo questo squisito ortaggio è diventato il simbolo della festa più spaventosa che ci sia.

"Per me è la cipolla"

La festa di Halloween del 31 ottobre ha antichissime radici pagane: corrisponde infatti al Samhain, il capodanno celtico. I Celti festeggiavano il nuovo anno come passaggio dall'estate all'inverno (non avevano le mezze stagioni, proprio come noi oggi ma per altri motivi): come si accorgono anche i bambini più distratti, in inverno le cose "muoiono". Gli alberi perdono le foglie, gli ortaggi fanno fatica a crescere, gli uccelli se ne vanno a Sud. Proprio per questo motivo il primo novembre, insieme al nuovo anno, si festeggiavano anche i deceduti. Il 31 ottobre era quindi la barriera che separava i defunti dai vivi.

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I Celti pur apprezzando enormemente il proprio retaggio, avevano molta paura che qualche trapassato potesse fare qualche scherzetto e così lasciavano cibo e torce davanti alle porte delle proprie case, per giorni giravano mascherati così da spaventare questi spiriti e la notte tra il 31 e l'1 si radunavano nei boschi per accendere dei fuochi, cosa tutt'altro che sicura e che portava spesso e volentieri più sventure che buoni presagi. Finita la cerimonia le persone si portavano dietro i fuochi delle braci all'interno delle cipolle intagliate e lasciavano questi bulbi fuori le proprie case. Cipolle dunque, non zucche. In realtà la motivazione nella scelta del vegetale non è nota e la cipolla non era per nulla pratica. La zucca era conosciuta e apprezzata già a quel tempo: furono i Fenici a portarla a Roma e da lì in tutto il mondo allora conosciuto, ma dopo qualche secolo fu totalmente abbandonata fino alla scoperta dell'America.

Il mito di Jack o' Lantern

Ma quando arriviamo alla zucca? In realtà non subito: l'usanza è di derivazione irlandese e prende spunto dalla leggenda di Jack, un astuto fabbro che, in cambio di un'ultima bevuta, vendette la propria anima al diavolo; quest'ultimo si trasformò in una moneta da dare al barista che, furbescamente, Jack ripose nel proprio borsello accanto a una croce d'argento che impedì a Satana di ritrasformarsi. Per farsi liberare fecero un patto, con il diavolo che promise una vita serena per i successivi 10 anni: alla scadenza della contrattazione Jack chiese un ultimo desiderio al diavolo, quello di cogliere una mela dall'albero come nell'Eden. Il maligno, stuzzicato da questa associazione, eseguì con gioia ma Jack lo gabbò incidendo una croce sul ramo, bloccandolo lì per sempre. Il diavolo gli propose un altro patto: Jack non avrebbe avuto alcuna punizione per i propri peccati, non sarebbe mai andato all'Inferno a bruciare nella dannazione eterna. Jack accettò e commise così tanti peccati che, nel giorno della propria morte, fu prontamente rifiutato dal Paradiso, ma questa volta fu il diavolo a vincere: buttato all'Inferno da Dio, Satana ricordò a Jack quel loro vecchio patto e fu molto felice di lasciarlo vagare sulla Terra come un'anima errante e senza dimora. Jack, sconfitto dopo una vita passata a fregare il prossimo, mosse un'ultima richiesta al demonio: un po' di luce per vedere i propri passi; il diavolo gli tirò un tizzone ardente che Jack mise all'interno di una rapa che aveva co sé prima di vagare senza tregua per il mondo.

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Questo mito ha radici antichissime e nasce nelle zone più paludose e rurali d'Irlanda: il "lanternino" di Jack altro non è che il fenomeno naturale del fuoco fatuo, attribuito a una strana luce che tremola sopra le zone con tanta acqua e basse temperature. Il fuoco fatuo dovrebbe nascere all'ossidazione dei gas prodotti dalla decomposizione del carbonio organico, che porterebbe a una luce splendente: usiamo il condizionale perché ancor oggi il fenomeno non è spiegato.

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Questo è il motivo per cui gli irlandesi cominciano a intagliare gli ortaggi, un'usanza che si portano negli Stati Uniti a partire dall'Ottocento, un secolo in cui l'Irlanda è devastata da malattie e carestia. Qualcuno ricomincia con le rape ma ,una volta scoperte queste gigantesche zucche, fanno il passaggio definitivo: sono più semplici da intagliare, durano più a lungo e la polpa la possono usare in cucina. Nel 1867 troviamo quella che è considerata la prima immagine di una zucca-lanterna mai pubblicata su un giornale, un disegno ad opera di L.W. Atwater, pubblicato sull'Harper’s Weekly e tutt'ora conservato nella Biblioteca Nazionale del Congresso. Dalla seconda metà dell'Ottocento gli americani cominciano a prendere molta confidenza con questa tradizione europea e verso la fine del secolo diventa usuale organizzare feste, decorare le case e lasciare una zucca intagliata fuori dalla propria casa.

Le zucche intagliate in Italia

È vero che si tratta di una tradizione irlandese ed è vero che ancor oggi fatica a imporsi nel nostro Paese ma siamo così sicuri che in Italia questa usanza non sia mai esistita prima? In realtà in tutto il Nord c'era la tradizione delle lumere, un'antica usanza anch'essa di derivazione celtica che prevedeva di intagliare delle zucche e lasciarle nei pressi dei cimiteri e delle chiese proprio nel giorno dei morti, così da indicare la strada alle anime dei defunti. Fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale questa tradizione era molto diffusa: dopo conflitto ha purtroppo imposto altre priorità al popolo e la tradizione delle zucche è stata messa da parte.

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Anche in Toscana c'era un'usanza simile tra i bambini, quella della "morte secca", con una zucca svuotata e intagliata in cui si posizionava un lumino: l'ortaggio si poggiava su un muretto, vestito di tutto punto, così da spaventare le persone. In Calabria, a Vibo Valentia, c'era l'usanza di andare in giro con una zucca svuotata chiedendo alle persone "Mi lu pagati lu coccalu?", ovvero "mi pagate il teschio del morto?", chiedendo dei soldi: suona familiare? Secondo alcuni studiosi la tradizione del "dolcetto o scherzetto" è legata proprio alla terra calabra.

Queste sono tutte tradizioni morte e sepolte ma ci sono alcune zone d'Italia in cui l'usanza della zucca intagliata è ancora viva e slegata, almeno apparentemente, dalla festa di Halloween:

  • la notte di Sant'Andria, il 30 novembre, la Sardegna si riunisce per una festa legata al culto di Bacco. I giovani svuotano le zucche, vi posizionano una piccola candela e se l'appendo al collo girando per le strade nella speranza di racimolare dolci e monete. La festa finisce nella piazza principale dei paesini, in cui tutti si dividono "il bottino" e mangiano insieme le caldarroste col vino;
  • a Serramonacesca, in provincia di Pescara, il 31 ottobre e l'1 novembre i bambini vanno in giro bussando alle porte proprio con una zucca che simula una lanterna, chiedendo un "dolcetto o scherzetto", non per ricevere dolci ma "pe’ll  alme de le muorte", ovvero per l'anima dei defunti. Questa festa è antichissima e, si presume, legata ai riti celti di alcuni immigrati delle epoche passate. L'usanza è molto bella perché in tanti borghi d'Abruzzo le persone espongono lumi e candele per "accogliere i defunti" e preparano cibo, vino e qualche abito da offrire ai propri cari. Anticamente le persone più povere "sfruttavano" questa usanza per racimolare pasti gratis e vestiti dismessi, oggi invece i bambini ne approfittano per guadagnarsi dei dolcetti, proprio come fanno i "colleghi" negli Stati Uniti.

Come vedi dunque, anche se l'usanza resta tipicamente anglosassone, anche noi abbiamo tradizioni radicate a riguardo. L'usanza della zucca intagliata è antichissima e ogni popolo l'ha fatta propria a modo suo, in una commistione meravigliosa tra gli eventi della nostra storia.

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