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14 Luglio 2020 13:00

L’aroma del caffè stimola anche chi non lo beve

Il caffè è una bevanda amatissima in Italia ma non solo: e se vi dicessimo che è in grado di stimolare anche chi non lo beve? Diverse ricerche dimostrano, infatti, che il suo inconfondibile e avvolgente aroma avrebbe la capacità di influenzare anche coloro che non lo prendono, aiutando attenzione e concentrazione.

A cura di Redazione Cucina
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L'aroma del caffè sveglia e dà la carica: no, non è una pubblicità, né una convinzione tutta italiana. Sono diversi infatti gli studi che confermano come, a partire dal suo profumo, il caffè riesca a stimolare attenzione, concentrazione, attivando processi cognitivi: questo effetto sarebbe stato verificato anche su soggetti che non bevono il caffè, ma che abbiano anche solo annusato la bevanda eccitante tanto cara agli abitanti del Belpaese.

Come l'aroma del caffè influenza il cervello

La ricerca più esaustiva, fra le tante, è del Stevens Institute of Technology, uno degli atenei tecnologici "storici" degli Stati Uniti: nel 2018 alcuni ricercatori ha condotto un esperimento che ha dimostrato come il solo aroma del caffè riesca a rendere più attivi, dal punto di vista mentale, anche coloro non lo bevono abitualmente. La chiave è quella dell'olfatto, uno dei sensi più potenti che l'uomo ha avuto in dono dalla natura: l'odore del caffè viaggia dalla corteccia cerebrale e arriva direttamente fino al sistema limbico, toccando delle aree cerebrali in comune con quelle in cui si generano emozioni e memoria. Questo dà vita a una sensazione di benessere e "prontezza" che, naturalmente, sui soggetti che non bevono caffè si presenta come effetto placebo: un effetto, però, che risulta molto potente.

Come funziona la caffeina

L'azione della caffeina, quando viene assunta per via orale, ricade direttamente sul cervello. Questa sostanza, infatti, è in grado di bloccare gli effetti dell’adenosina, un neurotrasmettitore che rilassa il cervello e aumenta la sensazione di stanchezza: in questo modo favorisce la veglia e l’attenzione. Inoltre, la caffeina può anche aumentare i livelli di adrenalina nel sangue e stimolare l’attività cerebrale dei neurotrasmettitori dopamina e noradrenalina, in grado anche queste di favorire una generale sensazione di benessere.

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Ma quanto caffè al giorno possiamo bere? La risposta la danno sia la Food and Drug Administration (FDA) sia l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA): in un adulto in salute la dose massima da prendere senza controindicazioni è di 400 milligrammi al giorno, che corrispondono a 4-5 tazzine di espresso.Per le donne in gravidanza o in fase di allattamento, invece, l’EFSA consiglia di non superare i 200 milligrammi al giorno.

Gli effetti collaterali della caffeina

La caffeina, se assunta in dosi eccessive, può portare diversi effetti collaterali, con conseguenze più o meno comuni. In particolare, gli effetti collaterali sono:

  • mal di testa
  • insonnia
  • nervosismo
  • irritabilità
  • minzione frequente (o incapacità di controllare la minzione)
  • battito cardiaco accelerato
  • tremori muscolari.

In generale, inoltre, dovrebbero evitare di bere caffè persone che soffrono di gastriti, ulcere o reflusso gastroesofageo; ma anche chi soffre di ipertensione e insonnia dovrebbe evitarlo. Come fare dunque se il caffè è proprio off limits? Cercando l'alternativa al caffè più adatta: dal ginseng al golden milk, passando per il mate e il tè chai, sono tantissime le bevande energizzanti da provare.

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