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3 Marzo 2023
13:00

Infuocato, alcolico e condiviso: cos’è e come si beve il caffè valdostano

Caffè, grappa e Genepy, zucchero, scorze di limone e... fuoco. Che cos'è e come si fa il caffè alla valdostana, una delle bevande più tipiche della Regione alle pendici del Monte Bianco.

A cura di Alessandro Creta
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In Val d'Aosta esiste una tipologia regionale di caffè simbolo della cultura popolare locale. Si chiama, non a caso, caffè valdostano e tra i suoi ingredienti prevede pure la grappa e il… fuoco. Ha una preparazione a dir poco particolare e non si beve in tazzina, ma in un grosso recipiente di legno. Di cosa si tratta?

La coppa dell'amicizia

Per anni ho avuto in casa, senza sapere cosa fosse e nemmeno come si chiamasse, la coppa dell'amicizia. Un oggetto in legno intagliato, dalla forma strana e particolare, evidentemente frutto di sapiente artigianato, con alcuni beccucci ai lati e un grosso foro, coperto dall'apposito tappo, nel suo centro. Per tantissimo tempo l'ho sempre visto, quasi in disparte, su una credenza, guardandolo di sfuggita e nemmeno chiedendomi mai cosa rappresentasse, quale fosse la sua funzione. Sicuramente un souvenir proveniente da chissà dove, ma senza mai approfondire.

Poi un giorno proprio su questi canali mi ritrovo a scrivere una guida gastronomica su Aosta, ed eccolo lì sullo schermo palesarmi qualcosa di stranamente e improvvisamente familiare. Una coppa in tutto e per tutto uguale a quella conservata tra le mura domestiche, finalmente l'arcano era stato svelato: si tratta dello strumento con cui si beve il caffè valdostano. Si capisce, dall'oggetto attraverso il quale viene fruito, di non star parlando di un caffè tradizionale, del normale espresso simbolo di ogni nostra mattina. È infatti una bevanda tipica di questa terra alle pendici del Monte Bianco, condivisa attraverso quella che si chiama ‘coppa dell'amicizia‘. Non avevo solo scoperto la funzione di quello strano strumento artigianale in legno che tante volte avevo visto in casa insomma, ma anche il suo nome. Bingo.

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Dalla pagina Facebook Valle D’Aosta turismo

Ma che cos'è il caffè valdostano, cos'ha di così particolare e per quale motivo viene bevuto in uno strano aggeggio di legno intagliato?

Che cos'è il caffè valdostano

Caffè valdostano: di cosa si tratta? Detto anche caffè alla valdostana o, in francese, café à la valdôtaine, è una bevanda simbolo del folklore e della cultura popolare locale, essenzialmente a base di varietà Arabica o Robusta, viene fruito in compagnia, in modo comunitario. Non si tratta esclusivamente di caffè: questo drink particolarmente adatto alle fredde sere alpine viene realizzato pure con la grappa (o cointreau) e Genepy (liquore tipico di Piemonte e Val D'Aosta), zucchero e scorzette di limone o arancia.

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E la coppa dell'amicizia? Questa, realizzata con legno di noce, frassino o mogano,è un simbolo di unione e condivisione delle persone presenti, che si ritrovano a bere il caffè in maniera comunitaria, a turno, attraverso i vari beccucci che caratterizzano la coppa. Secondo la tradizione locale, una volta alzata la coppa (da non confondere con la grolla, più alta e dalla forma differente) non deve più essere poggiata sul tavolo. Almeno fino a quando non viene bevuto tutto il caffè.

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Ma come si prepara il caffè valdostano? Con la classica moka viene realizzato l'espresso, mentre grappa e Genepy sono scaldate a bagnomaria. Il caffè viene poi versato nella coppa, si aggiungono gli alcolici, quindi lo zucchero assieme alle scorze di limone o arancio, utili ad aumentare la parte aromatica del tutto ma anche a placare l'acidità del caffè. Durante il procedimento bisogna pure bagnare con gli stessi ingredienti l'orlo della coppa, così da poterlo infiammare in un secondo momento, fino alla caramellizzazione dello zucchero. A questo punto il fuoco viene spento mettendo il coperchio sul foro centrale, e solo a questo punto si può passare alla fase successiva. Quella della condivisione.

Per non cercare di rovinare il legno della coppa dell'amicizia il consiglio, poi, è quello di non lavarla con acqua e sapone, ma pulirla al meglio usando solo un panno umido.

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A cura di
Alessandro Creta
Laureato in Scienze della Comunicazione prima, Pubblicità e Marketing poi. Giornalista gastronomico per professione e mangiatore seriale per passione, mi piace navigare tra le pieghe del cibo, perché il food non è solamente cucina, ristoranti e chef. Appassionato di olio evo ma anche di viaggi, sono particolarmente incuriosito da cibi strani e sconosciuti. Mi fate felice con un Verdicchio. Mi trovate su Instagram: @cretalex
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