22 Marzo 2023 11:00

Il cibo dell’Ultima Cena: che cosa hanno mangiato Gesù e gli apostoli?

Che cosa ha mangiato Gesù nel corso dell'Ultima Cena? Quali sono invece le pietanze rappresentate nel corso del tempo dagli artisti nelle loro opere d'arte? In una di queste compare pure un pretzel.

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A cura di Alessandro Creta
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Che cosa hanno mangiato Gesù e gli apostoli nel corso dell'Ultima Cena? Quali sono le pietanze di consumo più probabile per l'epoca e quali invece sono state rappresentate, nel corso dei secoli, da artisti e pittori vari? Dall'agnello ai pretzel, tutti i cibi associati (o associabili) a uno dei pasti più iconici della religiosità e cultura cristiana.

Potremmo immaginare il menu protagonista dell'Ultima Cena basandoci sui cibi più diffusi in quel momento in quella parte del mondo (e a proposito abbiamo dedicato un approfondimento a parte), e anche se potrebbero non sembrare fonti così attendibili pure le varie raffigurazioni dell'ultimo pasto di Gesù, realizzate nel corso dei secoli, possono darci una piccola mano a tal proposito.

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La prima cosa che ci viene in mente quando sentiamo parlare di Ultima Cena è senza dubbio la raffigurazione firmata da Leonardo Da Vinci nel refettorio del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano. Si tratta sicuramente dell'opera a tema più famosa di tutte, ma non è l'unica nel suo genere. Di dipinti infatti ce ne sono molti e guardandoli attentamente si possono scorgere sulla tavola cibi e alimenti di vario genere. Ora comuni ora più inediti e particolari, per così dire. Cosa hanno mangiato (o cosa è lecito pensare abbiano mangiato) quindi Gesù e i suoi seguaci in quest'occasione? In un excursus tra realtà e fantasia, cerchiamo di capirlo meglio.

Il menu dell'Ultima Cena

Andiamo quindi a capire cosa si possa essere mangiato nel corso dell'Ultima Cena, pasto che celebrava la Pesach, la Pasqua ebraica, in ricordo della fuga degli ebrei dall'Egitto. Fin troppo semplice dire pane e vino, divenuti poi simbolo del corpo e del sangue di Cristo. Come detto ogni artista, nel corso del tempo, ha arricchito la tavola dei cibi e pietanze più disparate, ma andiamo a vedere (anche in base ai cibi più diffusi al tempo) come potesse essere composto un verosimile menu dell'ultimo pasto di Gesù.

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Cosa si mangiava (e tuttora mangia) però durante la Pesach? Comune e diffusa per l'occasione la carne di agnello, le altre portate sono a base di erbe amare (lattuga e cicoria su tutte, consumate crude), pane azzimo e un dolce tipico composto da frutta (mela, melagrana, fico, dattero) e noci chiamato charoset. Immancabile ovviamente il vino, non servito puro ma allungato con l'acqua. Possibile anche la presenza di olive, lenticchie e formaggi. Ciò è quello che comprensibilmente Gesù e gli apostoli possono aver realmente mangiato (i Vangeli, unica fonte credibile a riguardo, dicono poco o nulla), ma nelle varie raffigurazioni realizzate nel corso dei secoli quali cibi compaiono?

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Charoset

Non pochi artisti hanno rappresentato l'agnello, vittima sacrificale della Pasqua e anche lui dalla forte simbologia cristiana. Tema comune e realistico inoltre la mancanza di posate: coltelli a parte, le forchette sarebbero arrivate successivamente, e al tempo si mangiava quasi tutto con le mani.

Ma iniziamo dall'Ultima Cena di Leonardo. Nella sua rappresentazione ci sono pane, vino e molta frutta, pesci (dal valore simbolico per il cristianesimo) e addirittura delle anguille grigliate con fette di arancia. Un pasto improbabile, se non impossibile, all'epoca di Gesù in quelle terre. L'anguilla infatti non era kosher mentre l'arancio sarebbe arrivato dall'Estremo Oriente solo successivamente.

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In altre rappresentazioni in non pochi casi è inoltre presente del cibo tipico delle zone di cui erano originari gli artisti oppure legato al luogo di destinazione del dipinto. Una raffigurazione bavarese, infatti, propone sulla tavola un pretzel (alimento semplice, a base di farina, acqua e sale) simbolo della santissima Trinità e della vita eterna. In un'Ultima Cena peruviana compaiono il porcellino d'India, tipico delle Ande, e una bevanda a base di mais diffusa del Paese sudamericano. Parlando più in generale non mancano raffigurazioni di pesci nelle opere situate nelle località di mare, di gamberi di fiume in quelle montane e carne di vario tipo (non solo agnello ma anche maiale o lepre, per esempio) più nell'entroterra.

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Quello che i piatti non dicono
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