
Come insegna qualunque film ambientato a Las Vegas, alla roulette vince sempre il banco, che nell'ex casinò di Gardone Riviera è diventato quello di una pasticceria. Apre oggi infatti Massari Gardone Riviera, il palazzo gastronomico che la famiglia di Iginio Massari ha realizzato insieme ad alcuni soci bresciani del settore immobiliare. La sede è Palazzo Wimmer, l'edificio in stile Liberty che per anni ha ospitato la casa da gioco del posto.
Con il maestro pasticciere bresciano, lavorano al progetto i figli Nicola e Debora, che per cominciare hanno predisposto il piano terra con pasticceria, caffetteria, bistrot e pizzeria, operativi dalla colazione alla cena. Entro novembre aprirà anche il ristorante, situato al primo piano, mentre per la primavera del 2027 è prevista l'inaugurazione di un sunset bar, un bar panoramico affacciato sul lago per l'aperitivo al tramonto.
Cosa si mangia da Massari a Gardone Riviera
La giornata comincia, com'è prevedibile, con la colazione della pasticceria di famiglia, fra grandi classici, viennoiserie e prodotti a lunga lievitazione sui quali il maestro ha costruito la sua fama. L'obiettivo dichiarato di Nicola Massari, amministratore delegato della società di gestione, è però dimostrare che i Massari sanno lavorare il salato con la stessa cura riservata ai dolci.

A pranzo e a cena il bistrot offre una proposta gastronomica all'italiane e di stagione, con piatti noti in tutta la Penisola come vitello tonnato, polpo alla diavola e risotto allo zafferano. Il menù dedica poi spazio a due specialità della provincia di Brescia, a cominciare dai casoncelli, una pasta ripiena di pane grattugiato e formaggio che si condisce con burro fuso e salvia. L'altra è il manzo all'olio di Rovato (Franciacorta), un brasato che cuoce a lungo nell'olio extravergine insieme alle acciughe, tradizionalmente servito con la polenta.
La realizzazione della pizza è affidata alle mani di Daniele Viviani, che alle ricette classiche affianca abbinamenti più sfrontati, vedi la versione crudo e arancia. La direzione food and beverage, che coordina cucina, bar e sala, spetta invece a Marco Valerio Vacca.
Quando apre il ristorante di Alessandro Proietti Refrigeri
Il locale al primo piano conta una quarantina di coperti ed è guidato dall'executive chef Alessandro Proietti Refrigeri, responsabile di tutta la cucina del palazzo. Romano, classe 1988, lo chef ha trascorso due anni al Noma di Copenaghen, il ristorante di René Redzepi più volte in vetta alla classifica dei 50 Best. Con la stessa brigata ha lavorato come sous chef nel primo ristorante temporaneo che il Noma ha aperto a Tokyo.

Dopo altri due anni alla Pergola di Roma, il tristellato di Heinz Beck, ha conquistato la stella prima a Villa Naj di Stradella, nell'Oltrepò Pavese, per poi trasferirsi alla Coldana di Lodi. Per Gardone ha preparato due percorsi di degustazione da sei e otto portate, costruiti intorno ai prodotti tipici del Garda. Nei piatti trovano posto l'olio extravergine ricavato da cultivar gerdesi, i capperi e il pesce di lago, insieme al limone delle limonaie locali, le costruzioni in pietra sulle rive bresciane dove si coltivano agrumi da secoli.
Fra i piatti dello chef spicca una composizione barocca di frutta, rape e verdure di stagione, con 24 o 26 elementi disposti in cerchio come le ore di un quadrante, e i bottoncini di patate con cavolo nero, zafferano e bagòss, il formaggio stagionato di Bagolino, in Val Caffaro, che si produce con l'aggiunta di zafferano.
La storia di Palazzo Wimmer, l'ex casinò di Gardone Riviera
L'edificio nasce nel 1909 come Kurhaus, la casa di ritrovo dove la clientela straniera trascorreva le serate fra concerti e veglioni nei soggiorni invernali sul lago. All'epoca Gardone era infatti una stazione climatica, una località dove i medici mandavano i pazienti a trascorrere la stagione invernale, data la mitezza del clima. Il nome ricorda Luigi Wimmer, l'ingegnere e sindaco di origine austriaca che nel 1875 apre la pensione da cui prende avvio il turismo locale.

Al suo interno trova posto anche una sala da gioco, chiusa durante il fascismo e riaperta soltanto per pochi mesi fra il 1945 e il 1946. Nel secondo dopoguerra, una parte dell'edificio ha ospitato un cinema, in funzione fino al terremoto che nel novembre del 2004 colpì la zona di Salò. Il Comune, proprietario dell'immobile dal 1917, lo sottopone a un lungo intervento di recupero e nel 2024, affidando gli spazi commerciali alla società dei Massari. La concessione dura venticinque anni e prevede un canone di circa 160.000 euro l'anno, comprensivo di un chiosco sulla spiaggia.
Già all'epoca dell'aggiudicazione, Iginio Massari ha parlato di un ritorno alle origini, perché il suo amore per i dolci è nato nel ristorante gestito dalla madre. Chi lo ha visto assaggiare dolci in televisione sa che al suo tavolo bluffare è impossibile, dote non da poco per il nuovo padrone di casa di un ex casinò.