L'Europeo torna in campo anche questa sera e fa tappa in uno degli stadi più antichi al mondo: Hampden Park a Glasgow. Questo ci permette di scrutare tra la gastronomia scozzese, una cucina tradizionale molto interessante soprattutto grazie alle materie prime e alle tante ricette dolci.

La Scozia è bagnata dall'Oceano Atlantico, ha tantissimi corsi d'acqua dolce tra le montagne, delle sinuose e lussureggianti colline, un terreno fertile e un clima vario. Tutto questo ha donato alla nazione delle risorse alimentari naturali incredibilmente rinomate, dall'impareggiabile qualità. Celebre è il black angus, una carne originaria della contea di Aberdeen (la città che ha reso grande Sir Alex Ferguson). Un bovino molto pregiato, dalle origini antiche e dalle caratteristiche organolettiche uniche che ha conquistato i ristoranti più importanti al mondo. Vediamo insieme quali sono i piatti da gustare durante Scozia-Croazia, la sfida tra i padroni di casa e i vice campioni del mondo.

Hampden Park, uno degli stadi più importanti al mondo

Leggete Hampden Park e automaticamente pensate alla storia, a ciò che rappresenta il calcio per la Scozia: non solo uno sport, mai solo uno sport. Si tratta di un sentimento di rivalsa verso il mai amato Impero Britannico, si tratta di identità politica, religiosa e sociale. Ogni squadra del campionato ha dei temi ben definiti ed è per questo che l'Old Firm, la partita tra Celtic e Rangers, è uno dei derby più affascinanti del mondo. Non c'entra nulla che le due squadre siano molto lontane dall'Olimpo del calcio, è ciò che rappresentano a fare la differenza.

Hampden Park, che oltre al girone D ospiterà anche un ottavo di finale di Euro 2020, è stato per anni lo stadio più grande al mondo: il progetto iniziale è datato addirittura 1873, costruito poi nel 1903, inizialmente ha ospitato 150 mila persone. Un mare di gente. Le successive ristrutturazioni, la riduzione della capienza di tutti gli stadi britannici in seguito alla tragedia dell'Heysel e alla guerra che Margaret Thatcher ha fatto agli hooligans, ha ridotto la disponibilità di Hampden Park ai "soli" 51.866 spettatori attuali. Un impianto affascinante, moderno nonostante gli oltre 100 anni, in pieno stile british.

Cosa mangiare guardando le partite a Hampden Park di Glasgow

Siamo abituati a pensare a quei "dannati scozzesi" che "hanno rovinato la Scozia" ma vi possiamo garantire che non è sempre andata come la racconta il Giardiniere Willie dei Simpson. In cucina, ad esempio, la Scozia non ha "nemici per la pelle", anzi, la sua tradizione è molto simile a quelle dell'Inghilterra, del Galles e dell'Irlanda, quindi basata sulla carne e sui prodotti caseari, con grandi eccellenze alcoliche e squisiti dolci. Ottima la selezione di frutta e verdura, grazie al clima particolare della nazione, una terra fertilissima che ignora le intemperie e produce ogni ben di Dio. Vediamo quindi cosa possiamo gustarci guardando Scozia-Croazia e le altre partite della competizione continentale.

1. L'haggis

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Abbiamo nominato il Giardiniere Willie, il burbero inserviente della scuola di Bart Simpson, allora restiamoci: spesso nell'arco delle 31 stagioni, vediamo lo scozzese in giro con un panino in mano riempito da una "cosa" da mangiare. Quello è l'haggis! Una pietanza tipica scozzese che Anthony Bourdain in "Viaggio di un cuoco" definisce "la vera meraviglia, l'autentico potenziale delle friggitorie scozzesi sta nell'haggis, fritto e accompagnato da salsa al curry".

Sapore esplosivo, molto calorico, l'haggis scozzese è un insaccato a base di cuore, fegato e polmoni di pecora; macinati insieme alla cipolla, al rognone, a farina d'avena, sale e spezie. Viene cotto nel brodo e insaccato nello stomaco della pecora per poi essere bollito per circa tre ore. Sì, ammettiamo che non è il massimo dalla descrizione ma se facciamo una faccia brutta è solo perché non siamo abituati a pensare a come vengano fatti gli insaccati. In pratica l'haggis è molto simile a un cotechino: è più calorico, più salato, più pesante, soprattutto se fritto come tra le strade di Glasgow. A differenza del nostro insaccato, di solito lo si "spappola" e lo si serve in un panino. Molto spesso lo potete trovare nei ristoranti, al piatto, accompagnato da verdure e tuberi di stagione.

2. Il salmone affumicato

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Uno dei prodotti dalla tradzione più longeva è il salmone: la Scozia ne ha fatto un simbolo, grazie alle pescose acque dell'Oceano Atlantico. Si tratta del pesce più utilizzato per le ricette scozzesi, proposto in ogni modo possibile e immaginabile. La versione più amata e venduta è anche quella più semplice: affumicata. A Glasgow è usanza mangiar del pane tostato tagliato a triangolo, con del burro e del salmone affumicato direttamente a colazione.

3. Lo stovies

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Se è vero e autentico cibo scozzese quello che state cercando, non troverete un'opzione migliore dello stovies. Questa ricetta in Scozia rappresenta il miglior piatto di recupero che ci sia nel nord del Regno Unito. A differenza dei bolliti misti italiani, ormai cotti con le migliori carni del Paese, lo stovies si fa solitamente di lunedì con gli avanzi dell‘arrosto domenicale. Oltre alla carne gli scozzesi aggiungono patate e spezie ma è difficile risalire a una ricetta univoca perché ogni famiglia custodisce gelosamente la propria.

Parliamo di una pietanza per definizione mutevole: in base a ciò che mangiano di domenica e ai relativi avanzi, il piatto cambia di lunedì. L'unica cosa che è uguale per tutti è l'uso di carote, patate e cipolle cotte con un po' di birra scura per insaporire, insieme al brodo di manzo o di agnello. Non si tratta di una ricetta tipicamente estiva, ma vi assicuriamo che è molto buona da mangiare.

4. Gli scottish beef

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Se c'è una cosa che accomuna tutte le nazioni del Regno Unito sono i pasticci di carne: in Scozia si chiamano scottish beef oppure Ale pie. Si tratta di una "crostatina" di manzo stufato nella birra, avvolto da due strati di pasta. Si cuociono a forno e sono ideali come street food, soprattutto durante gli eventi e le fiere. Possono avere varie forme e dimensioni: quelli più comuni sono "chiusi" quindi come un classico pasticcio di carne inglese; ci sono poi le versioni a crostata e quella a forma di "panzerotto pugliese", ideale per lo street food.

5. Il cranachan

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Passiamo direttamente i dolci perché ci possiamo divertire: il cranachan è simpatico, sfizioso, molto carino e altrettanto antico. Nato all'epoca dei druidi per celebrare i primi raccolti di lamponi nel mese di giugno, originariamente veniva preparato usando un antico formaggio scozzese, oggi fuorilegge. Il crowdie, questo il nome del formaggio, veniva preparato con il latte fresco e questo portò una marea di intossicazioni alimentari in quegli anni. Oggi è tutto diverso: il cranachan è buonissimo e viene preparato utilizzando il latte vaccino pastorizzato; per questo motivo però ha un sapore totalmente diverso rispetto alle origini.

In pratica si tratta di un pudding a base di panna montata, a Glasgow è usanza mescolare questa panna al formaggio spalmabile, con lamponi freschi, fiocchi d'avena e whisky. Tradizionalmente il cranachan viene servito con tutti gli ingredienti separati, così le singole persone possono assemblare il dolce in base ai propri gusti. Le varianti che consigliamo sono con il miele, le arance, il rum, la pasta frolla, le nocciole e il cioccolato.

6. L'oatcake

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Il dolce più antico di Scozia, la torta d'avena. In realtà però non è una torta, ma un biscotto croccante, e non è neanche così dolce, perché la farina d'avena in Scozia ha una sapidità davvero spiccata. Che ci volete fare, come si suol dire "Paese che vai, usanze che trovi" e in Scozia l'oatcake è un dolce da merenda prelibatissimo. Questi biscotti possono preparare anche con altri tipi di farina, proprio per stemperare la nota salata e vengono cotti su una piastra o a forno.

Come sappiamo che è così antica? L'esistenza dell'oatcake è confermata in alcuni documenti di età imperiale. Britannica penserete voi, invece no, età imperiale romana. Ai tempi della conquista della Britannia da parte dei Romani, infatti, quest'ultimi notarono questi biscottini di cui gli scozzesi erano ghiottissimi: siamo nel 43 d.C. ma, secondo gli storici, le oatcake sono nate molti anni prima. La prima descrizione della pietanza l'ha scritta Jean Le Bel, un importante storico fiammingo: "Piccole frittelle allo stesso modo delle ostie per la comunione".

7. Lo shortbread

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Lo shortbread è un altro biscotto, delizioso, tradizionalmente preparato seguendo delle proporzioni e non delle quantità fisse nella ricetta: una parte di zucchero, due di burro, tre di farina e il gioco è fatto. Il nome e la forma non devono trarre in inganno: anche se sembra una versione mignon di un pane, il riferimento a "short" nella nomenclatura è il termine in disuso che sta per "friabile".

Ci sono ben tre formati di shortbread:

  • i finger, dalla forma rettangolare e allungata, molto spessi;
  • i rounds, dalla forma rotonda, simile all'oatcake;
  • i petticoat tails, una forma "gigante" di biscotto, unico e circolare, che viene diviso a spicchi grazie alle scanalature fatte prima dell'infornata. Quest'ultimo è il formato più venduto in Scozia

8. La birra

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La tradizione brassicola in Scozia è antichissima: gli studiosi pensano che risalga addirittura a 5000 anni fa. Secondo i ritrovamenti la birra scozzese nasce in epoca celtica, con i druidi che utilizzano erbe amare nella produzione di bevande. Ancora oggi i microbirrifici artigianali in giro per il Paese amano sperimentare con blend di erbe locali da aggiungere alla ricetta classica.

Le birre scozzesi per eccellenza sono la Scotch Ale e la Scottish Ale:

  • la Scotch Ale è una birra principalmente orientata sul malto, con note ricche di caramello. Il luppolo è usato come bilanciamento per il malto; quelle con una gradazione più alta hanno un forte aroma di pane tostato; il colore va dal ramato chiaro al marrone molto scuro, con la schiuma color avorio;
  • la Scottish Ale si divide a sua volta in tre tipologie, Light, Heavy ed Export: col crescere della "gravità" aumenta il carattere delle birre. Storicamente si ottenevano con la stessa cotta e rappresentavano l'adattamento scozzese alle pale ale inglesi, con una gradazione inferiore, meno luppolo e colore più scuro dato dal caramello. Oggi non è più così e la Scottish Ale è diventata una birra molto più complessa, totalmente staccata dalla tradizione della vicina Inghilterra.

9. Il whisky

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Partiamo da una cosa fondamentale: whisky o whiskey? Il primo caso è scozzese e basta, in tutto il resto del mondo si produce invece whiskey. Altro nome con cui spesso lo si sente apostrofare è "scotch": con questa denominazione parliamo di ogni whisky creato in Scozia. Tutti i whisky scozzesi, per legge, devono essere distillati e invecchiati su suolo scozzese per almeno 3 anni; non possono avere additivi e devono presentare una gradazione di almeno 43%. Una prima indicazione utile sulla bontà di un whisky è che non tutto ciò che è invecchiato tanto tempo, è di qualità. Un buon distillato è caratterizzato dall'evoluzione, percepita all'olfatto e al gusto, che avviene in modo elegante ed equilibrato. L'alcol non deve mai prevalere.