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Uno dei prodotti di eccellenza più particolari presenti nel panorama enogastronomico italiano è sicuramente il miele di Giorgio Poeta. Giovane apicoltore marchigiano che da oltre 15 anni ha deciso di rivoluzionare il mondo del miele nel Bel Paese. Poeta racconta e tratta il miele come se fosse del vino, del vino buono per giunta: invecchiamento in botte, bottiglie ben studiate, grande attenzione alla comunicazione ed un target di clientela elevato.

La storia di Poeta

Classe ‘84, la strada tracciata dai genitori anch’essi agricoltori e una laurea in agraria. Comincia l’avventura nell’apicoltura grazie ad un regalo recapitato a suo padre, delle arnie (le “casette” delle api), allargando man mano le proprie competenze e la propria attività con una tesi di laurea proprio sul miele che ha messo a punto.

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La produzione del miele oggi conta circa 70 mila api in 40 ettari a stretto regime biologico con le api che irrorano oltre 225 mila fiori, coprendo una superficie grande quanto 4000 campi da calcio. Questo è il risultato più importante per Poeta, mettere in atto pratiche che possano rendere la vita migliore delle api, e più lunga affinché si possano lavorare prodotti sempre migliori.

Nel febbraio 2018 un incendio che ha distrutto il laboratorio di Fabriano, sede dell’azienda di Poeta: l’apicoltore non diffonde la notizia, ma ci pensa Beppe Palmieri, tempo dopo. Il sommelier dell’Osteria Francescana di Massimo Bottura conosce bene la realtà di Giorgio Poeta, perché nel Tre Stelle Michelin si usa proprio il miele invecchiato di Fabriano. Non è l’unico Tre Stelle ad usare i prodotti di Poeta: fin dagli esordi c’è stata una forte collaborazione con Mauro Uliassi che utilizza l’Idromiele nel suo ristorante.

I prodotti dell’Azienda Agricola Giorgio Poeta

L’offerta del miele di Poeta si divide in 5 prodotti ben diversi e con delle proprietà peculiari interessantissime. Si comincia dalla Stella, uno dei mieli preferiti di Farinetti, portato ad Eataly fin dagli esordi: unisce il miele all’anice stellato, prodotto molto usato nelle Marche, creando un binomio di odori e sapori unico nel suo genere. Il Carato invece è il miele che Mauro Uliassi utilizza per il proprio dessert, l’unico miele al mondo invecchiato in barrique di rovere francese da 225 litri per 9 mesi. Color rubino intenso, odore pungente e retrogusto balsamico.

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L’idromiele è protagonista sulle tavole di Cristina Bowerman, Una Stella Michelin: 14° alcolici, composto da una miscela di mieli monofloreali e pura acqua della sorgente, invecchiato per 15 mesi a cui va aggiunta la versione “barricata” che propone Beppe Palmieri all’Osteria Francescana. A differenza del primogenito, questo idromiele viene fatto maturare in botti di rovere francese che gli donano riflessi ambrati e sapori che ricordano il legno dove riposa, il sandalo, il pepe nero e la pesca matura. Infine il Gran Cru, l’ultimo arrivato a casa Poeta: ovvero un puro miele di acacia invecchiato nelle famosissime botti dell’Azienda Agricola Oasi degli Angeli di Cupra Marittima.