
Lavastoviglie sì o no? Tra gli elettrodomestici che compaiono in cucina, appartiene alla categoria dei non indispensabili, dato che lo stesso obiettivo, ovvero il lavaggio di piatti, bicchieri e pentole, si può raggiungere anche infilandosi un paio di guanti e aprendo l’acqua del lavello, mentre frigorifero e congelatore non concedono alternative, così come, tendenzialmente, il forno tradizionale. Spesso è proprio il consumo d’acqua, insieme a quello di energia, a essere al centro dei dubbi sul procedere o meno all’acquisto: da qualche anno, però, complici modelli sempre più efficienti dal punto di vista energetico (di classe A) e del dispendio idrico, studi scientifici dimostrano che la lavastoviglie può diventare un alleato antispreco, con una riduzione dell'impatto ambientale relativa al suo utilizzo. I vantaggi, ovviamente, dipendono da molteplici pratiche virtuose, che sta a noi conoscere e seguire.
Come caricare la lavastoviglie per non sprecare
Il primo aspetto da considerare è il riempimento stesso della lavastoviglie, che potremmo differenziare in due temi essenziali: quanto e come. Rispetto al primo, infatti, un modo per risparmiare è quello di far partire il lavaggio quando l’elettrodomestico è a pieno carico: non significa mettere piatti, pentole, bicchieri, uno sull’altro per farci stare tutto, ma occupare lo spazio disponibile posizionando le stoviglie in modo corretto in base alla capienza e al getto d’acqua, che deve avere sempre la possibilità di raggiungere tutte le parti degli utensili, senza trovare impedimenti (come in piatti sovrapposti o eccessivamente vicini). Solitamente, i piatti e le pentole vanno inseriti nel cestello inferiore leggermente inclinati e con la parte sporca rivolta verso il centro, mentre ciotole, bicchieri e tazze nel ripiano superiore, capovolti. Le posate occupano gli appositi contenitori, assicurandoti che i coltelli siano con la lama in basso, per non rischiare di tagliarsi. Evita materiali che potrebbero rovinarsi, dalla ghisa alla porcellana dipinta a mano, passando per l'argento.

Programmi eco e detersivi: uno sguardo all’ambiente
Riempire la lavastoviglie a pieno carico senza sovraccaricarla, come sopra descritto, è il metodo migliore per risparmiare. Far partire un ciclo completo con poche cose all’interno non si rivela conveniente a meno che il modello non abbia programmi come il “mezzo carico”, che a seconda dell’elettrodomestico può ridurre in percentuale (generalmente tra il 20% e il 10%) il consumo di acqua e di energia mantenendo la stessa potenza. Discorso differente, invece, per il ciclo di lavaggio Eco, che è riconosciuto universalmente come il migliore sia sul fronte economico, sia su quello ecologico: la temperatura dell’acqua si abbassa (non supera i 50 °C), con i tempi che si allungano a 3-5 ore, da preferire a patto di non avere stoviglie particolarmente incrostate. Prima di procedere, studia i diversi programmi della lavastoviglie e scegli quello che risponde meglio alle tue esigenze.
Lato detersivo, invece, fai affidamento esclusivamente sui prodotti appositi per lavastoviglie: le pastiglie sono la scelta più comoda e pratica, perché il dosaggio è già stato fatto a monte nelle capsule e, spesso, al loro interno contengono formule che garantiscono combinazioni di polveri e liquidi, che agiscono in profondità. Se opti per gli sfusi, invece, regola la quantità secondo le istruzioni sulla confezione. Vietato utilizzare il detersivo per i piatti come sostituto: può danneggiare la macchina e, inoltre, formare troppa schiuma.

Gli errori più comuni da evitare
Se pensiamo a come usiamo la lavastoviglie, probabilmente ci accorgeremo che sono proprio gli errori più comuni, dovuti per disattenzione, pigrizia o, al contrario, ad azioni che si credono positive, che portano a farci sprecare di più. Un gesto tra i più popolari è quello di sciacquare prima i piatti: nonostante sembri giusto per evitare che vi siano residui di cibo nella lavastoviglie, in realtà si utilizza acqua in più, quella del rubinetto. Se lo sporco è “ostinato”, ci pensano i programmi ad hoc, mentre piccoli resti di alimenti, quando presenti, possono essere gettati nell’umido aiutandosi con una forchetta (eviterai così anche di intasare il lavello). Tra gli sbagli frequenti, ecco il già citato sovraffollamento della lavastoviglie o il cattivo posizionamento degli utensili, con l’acqua che magari resta dentro a galleggiare in un bicchiere girato con l’apertura in alto.
Infine, per ottenere il massimo del risultato da ogni lavaggio (per evitare di dover procedere nuovamente) non bisogna sottovalutare la manutenzione (ordinaria e straordinaria), in particolare controllando la presenza del sale e del brillantante: entrambi portano ad avere stoviglie più luminose e senza macchie (soprattutto i bicchieri), con il primo che previene l’accumulo di calcare nella macchina e addolcisce la durezza dell’acqua e il secondo che crea uno strato idrorepellente sulle stoviglie, garantendo una migliore asciugatura e, di conseguenza, meno opacità e aloni.
