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23 Aprile 2026 15:23

Come caricare correttamente la lavastoviglie secondo la scienza

Alcune persone hanno una vera e propria passione sui modi più efficaci per caricare il cestello della lavastoviglie. Se sei tra queste, probabilmente avrai sentito parlare del metodo svelato da alcuni ricercatori inglesi: sarebbe meglio mettere i piatti in cerchio e non in fila, valutando anche che cibo contenessero.

A cura di Federica Palladini
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Ti è mai capitato di riporre dei piatti o dei bicchieri nella lavastoviglie e, aprendola successivamente, trovare la disposizione cambiata? Se vivi almeno con un’altra persona, probabilmente sì: ognuno, infatti, ha il suo metodo, di cui è fermamente convinto. C’è chi segue logiche affinate con l’esperienza, chi si rifà alle consuetudini familiari e chi lascia tutto al caso, basta che ci sia spazio. Qualcuno, però, diversi anni fa, ha deciso di affrontare la questione chiedendo aiuto alla scienza su quale fosse il modo migliore per ottenere un risultato impeccabile dal proprio elettrodomestico. Il risultato? Sicuramente interessante, forse laborioso da mettere in pratica: se non lo conoscevi, te lo spieghiamo qui.

Cosa succede (davvero) dentro la lavastoviglie

Qualcuno, sicuramente, se ne è accorto senza l'ausilio di test di laboratorio: l’acqua all’interno della lavastoviglie non si distribuisce allo stesso modo, lavando, quindi, gli utensili inseriti in maniera differente. A dare valore oggettivo a questa osservazione soggettiva ci ha pensato nel 2015 uno studio dell'Università di Birmingham, guidato dal ricercatore Raul Pérez-Mohedano, che ha analizzato con il suo team il comportamento dei getti d’acqua dell'elettrodomestico utilizzando una tecnica chiamata Positron Emission Particle Tracking (PEPT), che permette di tracciare il movimento delle particelle liquide durante il ciclo di lavaggio. Cosa si evince? Che i getti seguono traiettorie precise, creando aree in cui la forza è più intensa e altre in cui è più debole, muovendosi in modo concentrico: è proprio per questo dettaglio (che dettaglio non è) che gli scienziati suggeriscono una modalità alternativa alla più comune di caricamento del cestello. Eccola: i piatti non andrebbero messi in fila, come si fa normalmente, ma in senso circolare partendo dal cestino delle posate, proprio per agevolare la direzione dei getti. Analizzando, poi, la chimica dei residui, ovvero la composizione degli avanzi di cibo, si è giunti a una seconda conclusione: i piatti sporchi di carboidrati (tra pasta, patate, dolci) dovrebbero occupare la zona centrale, più vicina ai bracci rotanti, dove l’acqua arriva forte e veloce, rimuovendo meglio le incrostazioni collose generate dagli amidi; gli alimenti come uova, carne, formaggi, invece, si puliscono meglio se collocati verso l’esterno del cerchio, con l’acqua che passa più lentamente sulla superficie dei piatti, così che il detersivo possa agire sulle proteine. Questa zona è anche ottima per le stoviglie più delicate.

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Consigli pratici per caricare la lavastoviglie

Quella dei ricercatori è una simulazione affascinante, ma forse un po’ macchinosa: chi si ricorda cosa c’era in quel piatto? Come organizzare il lavaggio secondo quello che si è mangiato? La lavastoviglie, d’altro canto, è nata per facilitare la vita (almeno in cucina), ma è anche vero che usarla nel modo sbagliato può creare danni a piatti, bicchieri e posate, oltre che generare sprechi di acqua ed energia (che in un momento storico come questo sono decisamente da evitare). Nello studio inglese viene citata una buona pratica, questa sì facile da seguire ogni giorno: non sovraccaricare mai la lavastoviglie, perché l’acqua e il detersivo necessitano di spazio per pulire con efficacia, mentre di tazze e piatti posti uno sull’altro non tutti i punti sono raggiungibili. Qualche altra dritta utile? Tutti i contenitori devono essere rivolti verso il basso, per evitare ristagni, e ben fissati, perché non devono muoversi durante il lavaggio. Attenzione, poi, a non bloccare i bracci rotanti con pentole voluminose: è un errore comune, di cui non ci si rende conto, ma che vanifica tutto il lavoro. Sciacquare prima piatti e teglie nel lavandino serve? In realtà no, perché si consumerebbe più acqua del previsto, ma anche i residui di cibo più grandi possono occludere il filtro: procedi togliendo solo questi ultimi, gettandoli nell’umido.

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