La Confesercenti Campania si rimbocca le maniche e raccoglie l'invito fatto da Papa Francesco: chi può aiutasse i bisognosi. Per questo motivo lo scorso weekend sono state donate 500 pizze Margherita e altrettante bevande alla Caritas di Piazza del Carmine, nel cuore di Napoli, una delle mense più affollate della regione. Vincenzo Schiavo, presidente della Confesercenti Campania, dice che "gli imprenditori hanno immediatamente colto l'opportunità di essere al fianco dei più bisognosi dimostrando allo stesso tempo che non siamo solo quelli che chiedono i ristori. Siamo pronti con il nostro lavoro ad aiutare chi è più povero offrendo i nostri prodotti e la nostra manodopera". All'esterno della mensa anche un camper di un centro clinico che su richiesta della Diocesi di Napoli ha effettuato tamponi gratuiti a chi ne ha bisogno.

Prende così il via l'iniziativa "Pizza solidale" che, si spera, avrà tante altre giornate dedicate alle persone che ogni giorno si mettono in fila alla mensa della Caritas di Napoli: una carezza simbolica per ristorare i più poveri.

Una pizza per scaldare il cuore

In questi mesi durissimi il mondo della pizza si è distinto fin da subito per la sua vocazione sociale. A partire da Carlo Ricatto, imprenditore di Torino che ha offerto pizze a tutto il personale sanitario degli ospedali Amedeo di Savoia e delle Molinette di Torino. C'è stato poi Franco Pepe che con delle associazioni a Caserta ha tenuto vivo il fuoco di Pepe in Grani per i più poveri, cosa che fa tutt'ora, visto che il maestro ha deciso di tener chiuso il locale al pubblico viste le restrizioni.

Il mese scorso il maestro Enrico Porzio, insieme alla stessa Caritas e all'associazione Angeli di Strada Villanova ha distribuito pizze ai bisognosi in giro per la città, con tanto di zainetto da delivery. Quella di Confesercenti è stata la prima iniziativa organizzata da un ente aggregativo, per questo motivo si è arrivati a 500 pizze in una sola mattinata.

Il parroco della Basilica del Carmine, Francesco Sorrentino, ha disegnato un quadro tragico della situazione nel capoluogo campano: "Durante il lockdown di marzo servivamo circa 1400 pasti al giorno, ora solo 450 ma purtroppo rispetto a prima della pandemia devo dire che i poveri sono quasi triplicati. Purtroppo a Napoli c'è il lavoro nero, il lavoro non inquadrato che non beneficia degli aiuti. Queste persone sono state penalizzate sia nella prima ondata sia adesso".