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La battaglia tra De Luca, governatore della Campania, e i ristoratori della regione continua a colpi di social ma sembra avviarsi a una conclusione: i ristoranti che vogliono fare consegne a domicilio potrebbero essere aperti la settimana prossima.

Venerdì scorso, nel corso del consueto intervento settimanale il presidente aveva ribadito il divieto di effettuare consegne a domicilio per la ristorazione, in maniera anche abbastanza dura, dicendo che la decisione sarebbe stata presa in base all’epidemia e non in base alle pressioni.

La deliberazione ha scatenato l’ira dei ristoratori che nella mattina di venerdì avevano avuto rassicurazioni in merito ad un’apertura immediata delle consegne a domicilio, come affermato da Massimo Di Porzio ai nostri microfoni: ma queste rassicurazioni sono state disattese. Nella serata di domenica la svolta, parziale e con mille asterischi da parte di Vincenzo De Luca.

Delivery sì, delivery no, delivery forse

"Una delle principali sollecitazioni che abbiamo ricevuto fino ad oggi riguarda la riapertura delle attività che forniscono il cibo da asporto, così come quella delle librerie" afferma De Luca che spiega poi di aver rigettato le istanze per evitare quanti più assembramenti possibili. Prosegue spiegando poi di aver deciso "di dare, unica Regione in Italia, un contributo di 2mila euro a queste e a tutte le altre attività che sono rimaste chiuse".

Questa parte va comunque contestualizzata: i 2000 euro andranno solo alle pizzerie che hanno fatturato meno di 100.000 euro l’anno precedente; la cosa ha fatto molto discutere l’ambiente perché anche chi ha fatturato più di 100.000 euro è in seria difficoltà.

Il fatturato non equivale al guadagno totale e in quella cifra ci sono anche le uscite. Non è stata ancora specificata la modalità di rimborso alle pizzerie che soddisfano i requisiti. Inoltre, la Campania sarebbe l’unica regione ad effettuare questo tipo di contributo perché è l’unica regione al mondo ad aver vietato le consegne a domicilio.  Va detto che il settore delivery non salva le attività ma come dimostrano i ristoratori che hanno punti vendita in Campania e in altre regioni italiane, aiuta quantomeno a sopravvivere.

Sta di fatto che De Luca ha comunque ragionato sulla questione e aperto alla proposta: "La decisione la prenderemo sulla base dell’andamento dell’epidemia, non sulla base di pressioni di questo o quello. Dobbiamo avere la forza di resistere a tutte queste pressioni. Stiamo, in ogni caso, parlando di non più una settimana lavorativa, rispetto alle decisioni già assunte dal governo.

Avremmo tutti piacere a riaprire domattina tutto, ma dobbiamo essere responsabili ed evitare per un eccesso di fretta di aprire domani e di chiudere di nuovo tra due settimane. Perché questa sarebbe davvero una tragedia. È la tipica situazione di emergenza in cui bisogna dimostrare di essere uomini, dimostrando di sapersi assumere le responsabilità, facendo non le cose più comode e facili, ma le cose più giuste e necessarie".

Il prossimo step fissato da Giuseppe Conte è previsto per il 4 maggio, questo vuol dire che ci troviamo in una settimana fondamentale per il delivery in Campania: o si apre entro la settimana prossima, a partire dal 27 aprile, oppure sarà tutto rimandato alle decisioni governative.