In Campania il delivery è stato vietato fin dall’alba dell’emergenza sanitaria dal Governatore De Luca. Il Presidente della Regione ha voluto restringere il più possibile i contatti umani e questo ha compreso il servizio da asporto per tutta la ristorazione, dalla pizzeria al pub. Negli ultimi giorni alcuni dei nomi più importanti della ristorazione campana hanno però fatto sentire la propria voce. Ad aprire le danze è stato Enrico Schettino, titolare di Giappo Sushi Bar, con una lettera aperta all’ex sindaco di Salerno. Sono arrivate poi le pizzerie storiche di Napoli che hanno lanciato una campagna social che sta diventando virale su Facebook: un hashtag, #IoVoglioRiaprire, seguito da una serie di motivazioni concrete e morali, importanti per chi condivide il messaggio.

La proposta di Giappo Sushi Bar

La “sommossa” social è partita ieri con una lettera aperta di Enrico Schettino, fondatore di Giappo Sushi Bar, in cui chiede al governo regionale una presa di posizione in linea con tutta Italia: “In Campania il delivery è fermo da settimane. Una regola che vale solo per ristoranti e bar, ma vige una legge diversa per gli alimentari, per i supermarket. Oggi le pasticcerie non possono consegnare le pastiere, mentre i panifici e finanche Amazon sì. Eppure la normativa nazionale lo ammette, con i dovuti accorgimenti, ed il governo non ha previsto distinzioni per i rimborsi fiscali tra regione regione”.

La richiesta di Schettino, a cui si sono già accodati il maestro pizzaiolo Gino Sorbillo, Vincenzo Falcone, fondatore di 20Pizza&Delicious, ed Egidio Cerrone, fondatore di Puok Burger Store, comprende anche una proposta di soluzione a De Luca, una sorta di lettera di intenti. L’imprenditore napoletano infatti chiede “controlli rigidi per chi vuol fare il Delivery: per questo ci sono aziende specializzate che garantiscono l’ottemperanza di tutte le norme sanitarie a chi arriva nelle case. Mai più fattorini senza guanti o mascherine. La responsabilità ricade sulle aziende: dalle distanze di sicurezza alla salute dei lavoratori, con una costante sanificazione dei locali. L’Italia va avanti: non lasciamo che la Campania resti ultima”.

L’iniziativa delle pizzerie napoletane

Alessandro Condurro, CEO di Michele in the World, ha invece imbastito una vera campagna virale insieme a Massimo Di Porzio, titolare della Trattoria Umberto: #IoVoglioRiaprire, un hashtag semplice e d'impatto in cui i pizzaioli campani si stanno rivedendo molto.

Condurro, che già il giorno della chiusura aveva espresso le proprie perplessità, adesso scrive in maniera più approfondita il proprio pensiero: “Voglio aprire perché la mia famiglia fa pizze dal 1870. Voglio aprire perché non siamo una pizzeria, siamo L’Antica Pizzeria da Michele, siamo un monumento, un simbolo di Napoli, ed i monumenti non chiudono”.

“Io voglio riaprire perché sento la responsabilità ed il peso delle famiglie dei miei collaboratori che aspettano un sostegno – spiega – Voglio onorare i miei impegni con fornitori e contratti senza chiedere aiuti a nessuno. Voglio ristorare e aiutare le persone. Posso svolgere il mio servizio in sicurezza. Voglio poter scegliere la consegna a domicilio, come nel resto del mondo. Il virologo Burioni dice che i contenitori da asporto non sono pericolosi… infine voglio lavorare, ho sempre lavorato ed un uomo che non lavora è un uomo senza dignità”.

Il sostegno all’iniziativa di Condurro e Di Porzio è arrivato celere dall’Associazione Verace Pizza Napoletana e da tanti storici indirizzi della città, come Gennaro Luciano dell’Antica Pizzeria Port’Alba, o Pasquale Serra di Est Ovest e ancora Giovanni Improta di Al 22, Salvatore Santucci di Ammaccamm e tanti altri ancora.

Cosa ha intenzione di fare De Luca

Le intenzioni di Vincenzo De Luca, al netto delle proteste degli imprenditori, sembrano comunque abbastanza chiare: chiusura totale. Nella sua ultima conferenza stampa il Governatore ha invitato la cittadinanza a fare tortani e pastiere a casa: “Impariamo a fare i pranzi come quelli che ci venivano offerti dalle nostre nonne, impariamo a fare i dolci a casa e le pastiere. Impegnatevi a farle, anche se non ho l’audacia di chiedervi di mangiarle pure, perché le prime saranno una sozzeria”.