
La Costiera Amalfitana è senza dubbio uno dei luoghi più affascinanti d'Italia: un tratto di costa dove il mare incontra i limoneti, i graziosi borghi e una tradizione gastronomica profondamente legata al territorio. Qui la cucina è il risultato di due anime diverse: da un lato quella marinara, fatta di pesce azzurro, alici, tonno, totani e frutti di mare, dall'altro quella contadina, nata nei paesi dell'entroterra e basata su ortaggi, formaggi, pasta fatta in casa, erbe aromatiche e limoni.
Mangiare in Costiera Amalfitana significa scoprire ricette antiche, spesso nate nelle case, nei conventi o nelle cucine dei pescatori, ma anche prodotti diventati simboli della Campania nel mondo. Dalla colatura di alici di Cetara alla delizia al limone, dalla pizza di Tramonti agli ndunderi di Minori, ogni paese conserva una specialità da assaggiare: ecco allora i piatti, i dolci e i prodotti tipici da provare durante un viaggio in Costiera Amalfitana.
1. Colatura di alici e spaghetti con la colatura

Tra i prodotti più identitari della Costiera Amalfitana c'è senza dubbio la colatura di alici di Cetara, un condimento antico, prezioso e dal sapore intenso. Si ottiene dalla maturazione delle alici sotto sale: durante il lungo riposo, il pesce rilascia un liquido ambrato che viene filtrato con cura e poi utilizzato in cucina. Il procedimento ricorda quello del garum romano – la salsa di pesce amatissima nell'antichità – e ancora oggi rappresenta una delle tradizioni più importanti del borgo di Cetara.
Il modo più classico per gustarla è con gli spaghetti, creando un primo piatto essenziale ma ricchissimo di gusto. La pasta viene condita con olio extravergine d'oliva, aglio, prezzemolo, peperoncino e colatura, aggiunta rigorosamente a crudo per non alterarne il profumo. È consigliato non salare l'acqua, dato che la colatura è già naturalmente sapida. Il risultato è un piatto semplice, elegante e potentissimo, che racconta perfettamente l'anima marinara della Costiera.
Oltre alla colatura, le alici sono protagoniste assolute nella cucina di Cetara e, più in generale, di tutta la Costiera Amalfitana. Uno dei modi più comuni per trovarle è fritte e servite all'interno del cosiddetto cuoppo, magari accompagnate da una spruzzatina di succo di limone. A Cetara, inoltre, non puoi non assaggiare il loro famosissimo tonno, la cui pesca è stata per secoli una delle attività principali del borgo. Ancora oggi viene lavorato e conservato con metodi tradizionali – soprattutto sott'olio – e può essere servito al naturale, scottato, marinato o come condimento della pasta.
2. Totani alla praianese

Tra i piatti di mare più tipici della Costiera Amalfitana ci sono i totani alla praianese, una ricetta legata al borgo di Praiano. Tra gli ingredienti più utilizzati dai pescatori della zona ci sono i molluschi e, in particolare, il totano, protagonista di numerosi piatti tipici: spesso confuso con il calamaro per l'aspetto molto simile, il totano si distingue per un sapore più intenso e leggermente amarognolo. A Praiano diventa protagonista di un piatto saporito e molto gustoso, ovvero totani e patate. I totani, dopo essere stati lavati e tagliati, vengono cotti per circa una ventina di minuti insieme alle patate, aglio e olio. Nonostante la semplicità degli ingredienti, il risultato è un secondo piatto ricco e sostanzioso, nato dalla cucina povera dei pescatori e diventato oggi uno dei simboli gastronomici della Costiera.
3. ‘Ndunderi di Minori

La Campania è già molto famosa per la pasta, soprattutto grazie a quella di Gragnano. Ma sai che anche a Minori si realizza una pasta davvero eccezionale? Si chiamano ‘ndunderi, un formato antico che ricorda gli gnocchi ma viene preparato con ricotta, farina, uova e formaggio. Sono considerati una delle paste più antiche d'Italia: infatti pare che siano nati nel Medioevo come rivisitazione di un piatto derivato addirittura dall'epoca romana, le cosiddette "palline latine" realizzate con farro e latte cagliato. La consistenza degli ndunderi è morbida e piena, più ricca rispetto agli gnocchi di patate, e vengono tradizionalmente conditi con sugo di pomodoro e basilico, oppure con ragù. È un piatto ancora oggi molto presente nelle trattorie di Minori e la pasta viene venduta anche nelle piccole botteghe presenti nel centro storico della città.
4. Pizza di Tramonti

Quando si parla di pizza in Campania si pensa subito a Napoli, ma anche Tramonti vanta una tradizione antichissima e molto riconoscibile. La pizza di Tramonti nasce in un contesto più contadino rispetto a quello napoletano: l'impasto non era preparato con farina 00 ma con un mix di segale, germanella, miglio e orzo, nato come ricetta di recupero per le farine invendute e avanzate. Proprio grazie all'utilizzo di farine più rustiche, rispetto alla pizza napoletana classica, quella di Tramonti ha una base più consistente e un sapore più casereccio. Gli ingredienti con cui viene generalmente condita sono semplici e legati al territorio: pomodoro, origano e alici, come nella marinara tradizionale. È una specialità da assaggiare soprattutto se si visita l'entroterra della Costiera, dove la cucina marinara lascia spazio a quella agricola e montana.
5. I vermicelli di Positano

Positano è una delle località più iconiche e visitate della Costiera Amalfitana, famosa per le sue case colorate affacciate sul mare, le stradine ripide e l'atmosfera elegante che da decenni conquista viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Oggi, oltre ai panorami spettacolari e alle boutique artigianali, è anche una meta molto amata dagli appassionati di cucina campana. Qui è possibile assaggiare molti dei grandi classici della gastronomia costiera, ma esiste anche una ricetta profondamente legata alla tradizione locale: i vermicelli alla positanese. I vermicelli sono un formato di pasta storicamente molto diffuso in città: più spessi rispetto agli spaghetti tradizionali, richiedono tempi di essiccazione più lunghi, favoriti proprio dal clima ventilato di Positano, dove la brezza marina e le temperature miti hanno sempre creato condizioni ideali per la lavorazione della pasta secca.
La ricetta tradizionale è semplice e valorizza ingredienti freschi e mediterranei: si prepara un mix aromatico con cipolla, sedano, prezzemolo e basilico, mentre la ciotola che conterrà la pasta viene profumata strofinando uno spicchio d'aglio sulle pareti interne. Successivamente si aggiungono pomodori freschi e il trito aromatico a cui vengono aggiunti i vermicelli cotti. A completare il piatto bastano origano, sale, pepe e un filo di olio extravergine di oliva.
6. Melanzane al cioccolato

Le melanzane al cioccolato sono uno dei dolci più curiosi e sorprendenti della Costiera Amalfitana, tipiche soprattutto di Maiori. L'abbinamento può sembrare insolito, ma appartiene a una tradizione molto antica, probabilmente legata alle cucine conventuali, in particolare al monastero di Santa Maria della Misericordia, luogo che avrebbe avuto un ruolo fondamentale anche nella nascita di altri simboli della pasticceria campana, come struffoli e roccocò.
Esiste poi una storia ancora più curiosa che collega le melanzane al cioccolato a una visita della nobiltà russa in Campania. Nel 1873 Maria Alexandrovna, figura legata alle grandi dinastie europee dell'epoca, arrivò tra Sorrento e la Costiera Amalfitana e venne accolta con un cesto di specialità locali: tra queste c'erano anche le melanzane al cioccolato, che pare abbiano conquistato immediatamente la zarina. Da quel momento la ricetta avrebbe iniziato a diffondersi sempre di più tra le pasticcerie della Costiera.
Secondo un'altra teoria, invece, il dolce sarebbe nato nel Conservatorio dei Santi Giuseppe e Teresa, nella frazione di Pucara, a Tramonti. In origine le melanzane venivano preparate in versione salata e aromatizzate con il Concerto, il celebre liquore locale a base di spezie ed erbe. Successivamente, nel tentativo di sperimentare nuove preparazioni, i religiosi avrebbero iniziato ad abbinarle ad altri ingredienti fino a scoprire l'incredibile equilibrio tra melanzane fritte e cioccolato, dando vita a uno dei dessert più originali della tradizione amalfitana.
Quale che sia l'origine, si può definire come una sorta di parmigiana dolce in cui le melanzane vengono tagliate a fette, fritte e poi alternate a strati di crema al cioccolato, cacao, mandorle, biscotti sbriciolati e aromi. Il dolce viene poi lasciato riposare in frigo prima di essere servito, così che tutti i sapori si amalgamino. È un dolce sicuramente intenso, particolare e molto identitario, che vale la pena assaggiare almeno una volta nella vita.
7. Sfogliatella Santa Rosa

La sfogliatella Santa Rosa è uno dei dolci più importanti della Costiera Amalfitana e merita un posto d'onore tra le specialità da assaggiare. È nata a Conca dei Marini, nel monastero di Santa Rosa, e viene considerata l'antenata della sfogliatella napoletana. La sua origine conventuale contribuisce ancora oggi al fascino di questo dolce ricco e scenografico. Si prepara con un involucro di sfoglia sottile e croccante, farcito con un ripieno a base di semolino, ricotta, crema e aromi. A differenza della sfogliatella classica, la Santa Rosa viene completata in superficie con crema pasticcera e amarene sciroppate. Il contrasto tra la croccantezza esterna e il ripieno morbido la rende una delle specialità più golose della zona.
8. Limone in tutte le sue forme

Quando pensiamo alla Costiera non possiamo fare altro che immaginare un panorama fatto di casette colorate, mare e… limoni. Questi ultimi sono forse il prodotto più identitario del territorio e proprio per questo trovano spazio in tantissime preparazioni tipiche della Costiera. Conosciuto anche come sfusato amalfitano, si riconosce per la forma allungata, la buccia spessa, il profumo intenso e il succo aromatico. Cresce sui celebri terrazzamenti affacciati sul mare, sostenuti da muretti a secco e coltivati da generazioni. In cucina viene utilizzato praticamente ovunque: nei primi piatti, nei dolci, nei liquori, nelle insalate, nelle marinature e persino in alcune preparazioni a base di pesce o formaggi. La sua buccia, ricca di oli essenziali, è particolarmente preziosa per aromatizzare creme e impasti.
Tagliolini al limone
Freschi, profumati e delicati, rappresentano una ricetta che valorizza lo sfusato amalfitano. La pasta viene condita con una crema leggera a base di scorza e succo di limone, burro o panna, e talvolta formaggio grattugiato. Il segreto sta nel dosare bene l'agrume, che deve profumare senza risultare invadente. Molti ristoranti sostituiscono i tagliolini con gli spaghetti secchi di Gragnano, ma va bene lo stesso: il risultato è un piatto fresco, gustoso e che ti soddisferà in pieno.
Delizia al limone
La delizia al limone è probabilmente il dolce più famoso della Costiera Amalfitana. In realtà nasce nella Penisola Sorrentina ed è stata resa celebre in Costiera da Sal De Riso, uno dei pasticcieri più noti del nostro Paese. Si presenta come una piccola cupola di pan di Spagna, una bagna delicata, farcita e ricoperta con crema al limone. Il risultato è un dessert fresco, morbido e aromatico, perfetto a fine pasto ma anche come merenda nelle giornate estive.

Limoncello
Il liquore simbolo della Costiera Amalfitana e uno dei prodotti campani più conosciuti al mondo. Si prepara mettendo in infusione le bucce dei limoni in alcool, a cui vengono poi aggiunti acqua e zucchero. Il segreto sta nella qualità degli agrumi: i limoni della Costiera, profumati e ricchi di oli essenziali, regalano al liquore un aroma intenso e inconfondibile. Viene servito ghiacciato a fine pasto, ma è utilizzato anche per aromatizzare dolci, creme e dessert. Molte famiglie e molti ristoranti preparano ancora il limoncello in casa, seguendo ricette tramandate e piccoli accorgimenti personali.
9. Sarchiapone di Atrani
Il sarchiapone è una delle ricette più particolari della Costiera Amalfitana ed è legato soprattutto ad Atrani. Si prepara con la zucca lunga verde, che viene svuotata, farcita, fritta e poi cotta nel sugo di pomodoro. Il ripieno può variare, ma di solito comprende carne macinata, formaggio, uova, erbe aromatiche e pane. Le origini del sarchiapone risalgono agli anni Sessanta e sono profondamente legate alla tradizione popolare di Atrani. Secondo il racconto più diffuso, don Proto, grande viaggiatore del borgo, portò l'ispirazione per questa ricetta dopo un soggiorno in Calabria, reinterpretandola insieme ad alcuni ristoratori locali per dedicarla a Santa Maria Maddalena, figura centrale nelle celebrazioni del paese. Per quanto riguarda il nome, anch'esso ha una storia particolare: il termine era già conosciuto grazie a un celebre personaggio comico interpretato da Walter Chiari, ma ad Atrani venne scelto soprattutto per richiamare il protagonista della Cantata dei Pastori, descritto come alto e molto magro, proprio come la lunga zucca utilizzata nella preparazione del piatto. La tradizione vuole che venga preparato insieme agli anziani di casa, custodi della ricetta originale e dei gesti tramandati nel tempo, per poi essere condiviso con parenti, amici e vicini durante le feste e le occasioni importanti.
10. Sospiri amalfitani

Tra i dolci più antichi e rappresentativi della Costiera Amalfitana ci sono i sospiri, piccole specialità di pasticceria dalla forma tondeggiante e dall'aspetto elegante. Tradizionalmente sono composti da due semisfere di pan di Spagna soffice unite da un ripieno cremoso e ricoperte da una delicata glassa di zucchero. Per oltre un secolo la ricetta originale prevedeva una farcitura a base di crema pasticcera classica, ma con il tempo, complice la straordinaria diffusione dei limoni della Costiera, molte pasticcerie hanno iniziato a sostituirla con una profumata crema al limone, oggi diventata una delle versioni più apprezzate.
La preparazione parte da un impasto semplice di uova, zucchero e farina utilizzato per creare le caratteristiche cupolette di pan di Spagna. Una volta cotte, vengono farcite con la crema, ricoperte da glassa bianca e lasciate riposare fino a ottenere la tipica consistenza morbida e vellutata. Grazie al forte legame con gli agrumi locali, i sospiri sono diventati una delle specialità più diffuse nei ristoranti e nelle pasticcerie artigianali della Costiera Amalfitana.
11. Il "Sole nel piatto" di Ravello

Tra i dessert più celebri della Costiera Amalfitana c'è il "Sole nel piatto", dolce simbolo di Ravello nato nella seconda metà del Novecento grazie a Franco e Anna Dipino, storici proprietari della Caravella, uno dei ristoranti stellati più longevi d'Italia. La ricetta fu ideata proprio da Anna e, in origine, veniva presentata semplicemente come un soufflé al limone: il nome con cui è conosciuto oggi nasce però da un episodio rimasto nella storia della gastronomia amalfitana. Durante una visita alla Caravella, il poeta Salvatore Quasimodo, Premio Nobel per la Letteratura nel 1959, rimase colpito dall'aspetto del dessert: una soffice nuvola color panna profumata con lo sfusato amalfitano. Vedendolo arrivare in tavola, pare abbia esclamato di trovarsi davanti a un vero e proprio "Sole nel piatto". Da quel momento il dolce prese ufficialmente questo nome, diventando una delle specialità più iconiche della Costiera. Ancora oggi il dessert occupa un posto fisso nel menu del ristorante che lo ha reso celebre e continua a essere uno dei più rappresentativi di Ravello. Nel tempo il dolce si è diffuso anche nelle pasticcerie e nei ristoranti tra Ravello e Maiori, dove viene spesso servito accompagnato da sorbetto o gelato al limone, per renderlo ancora più fresco e aromatico.
12. Vini Costa d'Amalfi

La Costiera Amalfitana vanta una tradizione vitivinicola antichissima che, soprattutto negli ultimi decenni, ha conosciuto una nuova fase di valorizzazione grazie alla denominazione Costa d'Amalfi Doc. Oggi lungo tutta la costa si producono vini bianchi, rossi e rosati sempre più apprezzati, capaci di raccontare in modo autentico il carattere di questo territorio unico tra mare e montagna. I vigneti crescono su terrazzamenti ripidi, spesso difficili da raggiungere, dove la viticoltura richiede ancora oggi un lavoro faticoso e quasi eroico. Proprio la difficoltà del territorio impedisce ancora oggi l'utilizzo di molti strumenti meccanici, motivo per cui la coltivazione continua a essere portata avanti con metodi tradizionali e un enorme lavoro manuale.
Tra le aree più importanti dal punto di vista enologico spiccano soprattutto Furore, Ravello e Tramonti, tre comuni che rappresentano il cuore della produzione vinicola della Doc Costa d'Amalfi e che vantano sottozone specifiche legate alla denominazione. I vini prodotti in questa parte della Campania si distinguono per una forte componente minerale, dovuta alla vicinanza del mare e alla natura del terreno: sono vini sapidi, armoniosi e molto profumati, capaci di accompagnare perfettamente i piatti della tradizione costiera, soprattutto quelli a base di pesce, agrumi e frutti di mare. Allo stesso tempo, grazie alla loro struttura equilibrata, riescono ad abbinarsi molto bene anche a preparazioni più ricche e saporite.