28 Gennaio 2022 11:45

Cosa è successo a Masterchef: cronaca semiseria della settima puntata

Settima puntata di Masterchef tra pesce e carne. Lele Usai porta i suoi piatti marini nella classe di aspiranti chef, lo Skill Test invece non è una prova adatta ai vegani. Protagonisti tartare, filetto alla Wellington e lingua.

A cura di Alessandro Creta
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La masterclass degli aspiranti chef si avvicina al giro di boa ma prima bisogna risolvere le questioni in sospeso della scorsa settimana. Ci eravamo lasciati a Trieste, dove a seguito di un inedito Pressure Test in esterna Bruno e Christian, i peggiori della prova, attendevano impazienti il loro destino.

Si entra nuovamente in classe e al dorato della Golden Mistery fa contrasto il nero dei grembiuli dei due concorrenti in bilico. L'agonia di una settimana fortunatamente per loro sta volgendo al termine, con il giudizio di Cannavacciuolo, Locatelli e Barbieri in fase di avvicinamento. A dover lasciare per sempre la cucina di Masterchef è il buon Bruno, il rocker nato a Londra, il quale abbandona la classe tra gli applausi e un evidente dispiacere generale. Vero personaggio di questa edizione, il concorrente prima di salutare tutti regala i suoi occhiali dai superpoteri acustici a Cannavacciuolo, ma nonostante l'eliminazione vedremo quanto Bruno sarà comunque ben presente nel resto della puntata. Christian, invece, se ne torna alla sua postazione con la coda tra le gambe e lo sguardo di chi l'ha passata liscia per un niente. Almeno, però, ha un bel grembiule bianco ad attenderlo.

Golden Mistery Box: poli opposti

Si parte quindi con la competizione. Golden Mistery Box significa balconata per chi riesce a tirare fuori il piatto migliore, e stavolta i concorrenti sono chiamati a scegliere (ma non per sé stessi) tra due tipologie di ingredienti: quelli dai sapori decisi (da smorzare) e quelli dai toni più delicati (invece da esaltare in giusti abbinamenti).

La gara non può partire, ovviamente, prima che i giudici non passino in rassegna tutti i concorrenti testando la loro tenuta emotiva. Questa ricerca ossessiva del pianto sta diventando un po' stucchevole, ma i ragazzi sembrano aver tutto sommato imparato a tener chiusi i loro rubinetti. Traguardo non di poco conto, anche se siamo ormai a metà stagione.

Gli aspiranti chef sono chiamati ad assegnarsi a vicenda le due tipologie di prodotti, ma più che sgambetti reciproci gli abbinamenti sembrano più assist volti a favorire (o quantomeno, non danneggiare particolarmente) i rivali.

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"Se decidi di fare delle polpette con la carne di pecora significa che hai poche idee", sentenzia Barbieri dalla sua postazione. "Faccio le polpette di pecora, non ho idee", ammette Dalia confermando la tesi dello chef bolognese in versione Nostradamus. Cannavacciuolo intanto promette calci nel c**o a Pietro per una postazione eccessivamente sporca, e il nostro picciotto siciliano (che sembra uscito dal film de La Leggenda di Al, John e Jack) capisce che se quella è la punizione per un po' di disordine tra i fornelli, figuriamoci cosa potrebbe accadere se dovesse toppare il piatto. Non poteva esserci episodio in cui non venisse messa in evidenza la freddezza di Dalia. Lo chef campano si domanda il perché di tanto distacco: "Eppure una volta eri divertente". Non ce la ricordiamo comica, in realtà.

Alla fine della prova i (presunti) messaggi in codice di Pietro, lanciati durante l'assegnazione, danno i suoi frutti. Il siciliano presenta un piatto dedicato a Bruno, così come Lia, la quale omaggia l'ex concorrente appena uscito con "… il piatto più buono assaggiato qui dentro", come afferma Barbieri. Viene chiamato all'assaggio anche Federico: sull'impiattamento c'è ancora da lavorare, ma almeno non è il cibo per cani presentato la settimana scorsa. Ceffone cannavacciuolesco per il dj argentino. Tra i migliori anche Mime, la quale non poteva non presentare un piatto dedicato a Bruno. L'ex aspirante masterchef già ci sentiva poco, figuriamoci ora considerando quanto gli staranno fischiando le orecchie. E non ha più nemmeno i suoi occhiali magici a supportarlo.

Se Tracy è diventata ormai una habitué nel presentarsi davanti ai giudici, la sorpresa è per Polone, il quale finalmente riesce a tirare fuori il meglio di sé. Alla fine se ne vanno tutti in balconata tranne Pietro, il quale però può godere di non pochi vantaggi in vista dell'Invention Test dettato dallo chef Lele Usai.

Invention Test: in fondo al mar

Lo chef del ristorante Il Tino di Fiumicino porta con sé forse la prima vera prova di livello di questa undicesima edizione di Masterchef. Due piatti dalla grande tecnica e a base di pesce frollato. Pietro ha il vantaggio di ascoltare, in privato, i consigli di Usai, di assaggiare le pietanze e ricevere pesce già sfilettato. Nella classe sale la tensione alla sola vista delle due proposte portate dal cuoco romano e Barbieri sembra pregustare con sadismo tutte le difficoltà pronte ad abbattersi tra le varie postazioni. L' "Adoroh" dello chef, pronunciato con tono così malefico, sembra una sentenza di pena capitale per i concorrenti.

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La prova inizia tra molti dubbi e perplessità: per la prima volta i ragazzi devono fronteggiarsi con la replica esatta di piatti stellati e la tensione è già massima. Ida piange alla vista dello chef Usai, ma non si capisce se per la presenza ravvicinata del cuoco (capace di fare, oltre a grandi creazioni, anche strage di cuori) oppure per la difficoltà del piatto.

Dalia non pare cogliere i suggerimenti dello chef romano: "Un po' bionda sono, serve che la gente le cose me le spieghi due volte": anni e anni di emancipazione e tentativi di accettazione sociale da parte delle bionde gettati nell'umido in appena due secondi.

Il tempo scorre in fretta, forse troppo in fretta, al punto che alla fine Mery non ce la fa nemmeno a completare il piatto. La personal trainer capitolina non riesce ad aggiungere le salse e si presenta con una replica a metà. Barbieri, il quale su Mery ci aveva messo la firma, reagisce con il suo solito aplomb e infatti si imbestialisce di brutto.

Tutti i complimenti sono per Dalia, la quale forse avrà fatto imbufalire qualche bionda tra le telespettatrici ma almeno propone una replica quasi perfetta del piatto di Usai.
From top to the bottom invece per Pietro: la sua, assieme a quella di Mery, è la resa peggiore ma quantomeno il siculo non si dimentica di inserire nessun ingrediente. A dover lasciare per sempre la cucina di Masterchef è quindi la giovane romana.

Skill test: viva la ciccia

Niente male il vantaggio di cui può godere Dalia, la quale finisce dritta in balconata ed è la prima concorrente a entrare ufficialmente nella top ten di questa edizione dello show. Nick, in versione Martellone di Boris, commenta con un emblematico: "Bucio de c**o". Il filo rosso dei tre step dello Skill Test è la carne, declinata dai giudici in tre forme e ricette. Prova iniziale con la tartare presentata da Barbieri, primo appiglio al quale aggrapparsi per raggiungere Dalia in balconata. "Conoscete la ricetta della tartare?" chiede lo chef bolognese, "La tartare ha una ricetta? È carne cruda, boh" si chiede un perplesso Christian.

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Foto screen Sky Uno

Lia si sente particolarmente sicura di sé: "Ne mangio una a settimana, non posso sbagliarla", di tutt'altro avviso Barbieri e Locatelli: "Il taglio è fatto male, sembra un burger". Cannavacciuolo si spazzola il piatto di Carmine, il primo a raggiungere la balconata, con Federico e Tracy che lo raggiungono. Tina sta alla senape come Italo sta al curry, e paga l'eccessivo uso della sua amata salsa gialla. Pietro e Elena si salvano ed evitano il secondo step, rappresentato dal filetto alla Wellington di Giorgio Locatelli.

Inizia la tragicomica autoesaltazione di Nicky, il quale sembra un filo sicuro delle sue abilità: i 10 minuti successivi di puntata sono dedicati quasi interamente al ragazzone romano, particolarmente contento della preparazione assegnata. "È la mia prova", "Filetto alla Wellington? Fatto un sacco di volte", "Il filetto alla Wellington è un mio amico, ogni tanto ci dormo anche insieme". Forse è meglio iniziare a dormire in letti separati, visto che il piatto di Nicky è il peggiore della prova.

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Foto screen Sky Uno

Sorte differente invece per Polone, Lia e Christian: tutti salvi. L'ultimo step dello Skill Test sarà un duello tra Nicky e Tina, chiamati a preparare qualcosa a base di lingua. Il romano, probabilmente con qualche problema di memoria (o una sicurezza di sé forse eccessiva) ricomincia con la solita musica: "Sono sicuro andrò in balconata". La scottatura di prima evidentemente già non brucia più, ma almeno stavolta alle parole seguono i fatti: Tina paga un impiattamento poco ragionato, e stavolta è lei a dover lasciare sulla postazione il proprio grembiule. È insomma Nicky (che con un sonoro "E daje!", con tanto di salto, prende così sportivamente l'eliminazione di Tina) l'ultimo della classe a entrare ufficialmente nella top eleven dell'undicesima edizione dello show.

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Foto screen Sky Uno

Ma che cosa abbiamo imparato in questa puntata di Masterchef? Che il ruolo del cattivo è stato decisamente assegnato a Bruno Barbieri, il quale (così come per i suoi outifit) riesce a entrare nella parte con grande stile. Che è meglio non cantare vittoria già all'interno del confessionale e che Bruno ha probabilmente il record di piatti dedicati a un ex concorrente. E noi, per non fare i bastian contrari, dedichiamo a lui questo nostro articolo. Rock'n roll!

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Quello che i piatti non dicono
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