René Redzepi è il miglior cuoco del mondo per la The Best Chef Award, una delle premiazioni più importanti della gastronomia mondiale. Il cuoco danese di origini slave, chef del Noma di Copenaghen, trionfa per la prima volta in questa competizione, diventando il secondo cuoco al mondo a vincere il premio sia per Best Chef che per la World 50 Best, classifica in cui ha trionfato per ben 4 volte. Prima di lui ci è riuscito Juan Roca, chef del  El Celler de Can Roca, quest'anno scivolato al quinto posto, ma vincitore delle prime due edizioni del premio.

Dietro il professionista che ha ridefinito la nuova cucina nordica un altro scandinavo, lo svedese Björn Frantzen, trionfatore dello scorso anno. A chiudere il podio Dan Barber, chef americano a capo del Blue Hill, uno dei ristoranti più famosi degli Stati Uniti. Barber ha recentemente deciso di ritirarsi per offrire i suoi due poli gastronomici ai colleghi in difficoltà a causa del Covid-19: 4 cuochi all’anno, uno a stagione, saranno ospitati dalle sue cucine. Barber si dedicherà maggiormente alla valorizzazione del lavoro agricolo e dell’agricoltura libera e sostenibile, uno dei capisaldi della sua filosofia da oltre un decennio.

Il Noma di Redzepi si è trasformato in un pub durante la pandemia
in foto: Il Noma di Redzepi si è trasformato in un pub durante la pandemia

La lista 2020 comprende 34 nuovi chef da 31 paesi in tutto il mondo. La Spagna è la nazione più presente con i suoi 15 chef, mentre sono solo 9 gli italiani nella Top 100 2020: Crippa, Uliassi, Bottura, Niederkofler, Romito, Klugmann, Casagrande, Alajmo, Pellegrino.

Come sono andati gli italiani

C'è un po' di delusione da parte dell'Italia per le posizioni dei cuochi. A guidare la classifica degli "azzurri" c'è Enrico Crippa, chef di Piazza Duomo ad Alba, 3 Stelle Michelin, finito al 22° posto come lo scorso anno (nelle prime due edizioni arrivò quinto e dodicesimo). Segue un blocco italico tra la posizione 39 e la 44 con altri 3 tristellati: alla 39° posizione Mauro Uliassi, alla 43° Massimo Bottura. Grande sorpresa per il cuoco modenese, sempre stato in Top 15 per la The Best Chef e scivolato nel centro-classifica quest'anno. Probabilmente il menu dedicato ai Beatles non ha convinto i giudici e i colleghi. Alla 44° Norbert Niederkofler che lo scorso anno si trovava alla posizione 28.

Brodo di capra, dragoncello e lamponi di Niko Romito
in foto: Brodo di capra, dragoncello e lamponi di Niko Romito

Anche Niko Romito scende nella valutazione, dalla posizione numero 20 del 2019 alla 56 del 2020, per la prima volta fuori dai primi 50 posti sia per The Best Chef che per la World's 50 Best. Grande sorpresa in positivo invece per Antonia Klugmann che fa un ingresso in classifica in grande stile. Assente gli altri anni, la cuoca monostellata dell'Argine a Vencò è 58° in classifica, seguita da un altro italiano anche lui assente lo scorso anno: Paolo Casagrande. Lo chef è l'unico italiano in classifica ad avere un ristorante fuori dai nostri confini. Diventato famoso al grande pubblico grazie all'ospitata alla finale dell'ultima stagione di Masterchef, dal 2016 ha ben 3 Stelle Michelin al ristorante Lasarte di Barcellona.

Altro tristellato molto noto è Massimiliano Alajmo, 65° in classifica, attivissimo negli ultimi mesi con l'apertura di nuovi ristoranti in Veneto; chiude la classifica "italiana" Floriano Pellegrino al 77° posto, chef di Bros' a Lecce che dirige insieme a Isabella Potì.

Una premiazione un po’ diversa

La quarta edizione della The Best Chef è stata molto diversa: il gala annuale è sempre stato un evento globale, con chef e appassionati provenienti da tutto il mondo. Prima Varsavia, poi Milano e Barcellona. Quest'anno la sede sarebbe dovuta essere Rotterdam ma, a causa della pandemia, gli organizzatori hanno trasformato la The Best Chef Award in una premiazione virtuale a cui hanno affiancato tre giorni di conferenze online che hanno tenuto incollati agli schermi appassionati di gastronomia dagli angoli più disparati del globo. I primi due giorni con Area Talks e Food Meet Science sono stati di grande formazione, non solo grazie a chef importanti intervenuti in conferenza. Sono intervenuti, infatti, professori delle università più famose del mondo, che hanno discusso di scienza applicata alla cucina e di sostenibilità, ripartenza, ambiente; tutti temi cari all’alta cucina contemporanea.

Enrico Crippa, primo tra gli italiani, al 22° posto
in foto: Enrico Crippa, primo tra gli italiani, al 22° posto

Questi temi sono stati molto sentiti anche dai premiati che hanno preso un’importante decisione tutti insieme: mettere all’asta i premi. Gli awards sarebbero dovuti terminare il 23 settembre con la rivelazione dei vincitori di quest’anno: i premiati hanno deciso di donare i trofei per un’asta di beneficenza il cui importo sarà trasferito alla Isabelo Charity.

Il progetto, guidato dalla chef olandese Margot Janse, è nato nel 2009 per sostenere e promuovere delle iniziative in Sud Africa, affinché nessun bambino resti a stomaco vuoto. L’asta sarà online e silenziosa, dal 24 al 28 settembre: l’offerta per il premio desiderato va inviata alla mail seguendo le procedure sul sito ufficiale degli awards.

Come funzionano le votazioni al Best Chef

L’oscura macchina dei premi affascina gli appassionati di tutte le categorie. Che siano Oscar, Emmy o più semplicemente le Stelle Michelin, ogni trofeo ha un sistema di voto diverso. I Best Chef Award sono diventati molto influenti in pochissimo tempo proprio grazie a questo sistema di voto: i cuochi si valutano da soli.

Gli chef, infatti, sono selezionati attraverso una votazione fatta dai loro colleghi e da un gruppo di professionisti della gastronomia al di fuori della cucina. I criteri di voto sono basati su capacità, esperienza, talento, personalità, potenzialità e risultati ottenuti.

Il premio di René Redzepi all’asta
in foto: Il premio di René Redzepi all’asta

Ogni anno 100 nuovi cuochi vengono selezionati dai collaboratori degli Award e aggiunti alla lista dei Top 100 dell’anno precedente; successivamente tutti i cuochi inclusi devono votare i propri colleghi con un sistema molto simile a quello del Pallone d’Oro nel calcio. Ogni chef ha infatti 10 opzioni di voto a cui possono assegnare un punteggio che va da 1000 punti a 100 punti, per decidere chi saranno i 100 chef finalisti. Nell’ultima fase, i follower possono votare tramite la pagina web di The Best Chef e contribuire a decretare chi è il miglior cuoco dell’anno.