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15 Luglio 2026
13:23

Ciclosporiasi: l’esperto spiega cos’è l’infezione intestinale che dilaga negli USA, le cause, i sintomi e come difendersi

Negli Stati Uniti è in forte aumento la ciclosporiasi, un'infezione causata dal protozoo Cyclospora cayetanensis che si trasmette principalmente attraverso il consumo di alimenti e acqua contaminati. Sono Simone Gabrielli, biologo nutrizionista, e ti spiego come avviene il contagio, quali sono i sintomi, perché negli USA si stanno registrando così tanti casi e quali precauzioni possiamo prendere per ridurre il rischio.

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Pensavi che lavare l'insalata fosse sufficiente per metterti al riparo da qualsiasi rischio? Negli Stati Uniti è in corso un'epidemia di ciclosporiasi, un'infezione causata dal protozoo Cyclospora cayetanensis – trasmessa soprattutto attraverso il consumo di alimenti e acqua contaminati – che sta destando particolare preoccupazione tra le autorità sanitarie. Se, infatti, normalmente vengono registrati tra i 1000 e i 2000 casi l'anno, ultimamente, solo nello Stato del Michigan, si segnalano più di 1500 casi settimanali. In questo articolo ti spiego cos'è esattamente la ciclosporiasi, come si contrae, quali sono i sintomi, le cause e le strategie più efficaci per prevenirla.

Che cos’è la ciclosporiasi e quali sono i sintomi?

La ciclosporiasi è un'infezione causata dal protozoo Cyclospora cayetanensis. Non si tratta di un virus o di un batterio, bensì di un parassita microscopico che si trasmette per via oro-fecale attraverso acqua e alimenti contaminati e che può provocare una diarrea intensa e prolungata, spesso accompagnata da crampi addominali, nausea e spossatezza. Ma quali sono i fattori scatenanti di questa epidemia? Le cause sono diverse.

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Le cause della ciclosporiasi

L'infezione si contrae ingerendo alimenti o acqua contaminati da Cyclospora cayetanensis. Una volta entrato nell'organismo, il parassita raggiunge l'intestino tenue, dove si moltiplica provocando un'infiammazione del tratto intestinale responsabile della gastroenterite, i cui sintomi possono durare da pochi giorni a diverse settimane.

Ma perché negli ultimi anni i focolai tendono a essere sempre più frequenti? Il fenomeno è dovuto a una combinazione di fattori. Da un lato è aumentato il consumo di prodotti freschi in busta, come insalate, frutti di bosco, verdure a foglia ed erbe aromatiche, alimenti che vengono spesso ingeriti crudi e che, se contaminati durante la coltivazione o la lavorazione, possono trasmettere il parassita. Dall'altro, le condizioni climatiche sempre più calde e piovose di molti paesi esportatori favoriscono la proliferazione del parassita.

A complicare ulteriormente il quadro ci sono anche fattori politici. Negli Stati Uniti diversi esperti hanno espresso preoccupazione per i recenti tagli ai finanziamenti destinati alla sicurezza alimentare e ai programmi di monitoraggio degli agenti patogeni, sottolineando come una riduzione delle risorse possa rallentare l'identificazione dei focolai, il tracciamento della filiera e il richiamo dei prodotti contaminati.

Ma allora come ci si difende e cosa possiamo fare in termini di prevenzione?

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Come evitare la ciclosporiasi?

C'è un problema spesso sottovalutato: il Cyclospora cayetanensis non viene debellato dal cloro e dai comuni disinfettanti per alimenti. La prevenzione si fa solo in due modi.

Frutta e verdura andrebbero sempre lavate accuratamente sotto l'acqua corrente, poiché lo sfregamento meccanico è l'unica cosa che stacca fisicamente le microscopiche cisti del parassita. Questo accorgimento, tuttavia, riduce il rischio, ma non offre una protezione assoluta. Quando possibile, la cottura degli alimenti rappresenta la strategia più efficace, perché il calore inattiva il parassita. Un'attenzione particolare è raccomandata alle persone più vulnerabili, come gli immunodepressi e le donne in gravidanza, che dovrebbero prestare la massima cautela nel consumo di cibi crudi.

C’è qualche rischio in Europa?

Ma quindi che si fa? Basta insalata? Fortunatamente in Europa la situazione è molto diversa. I casi di ciclosporiasi sono storicamente sporadici e, per lo più, si tratta di "infezioni di importazione", contratte durante viaggi in aree endemiche oppure associate a specifici lotti di cibi infetti. Inoltre, i sistemi europei di sorveglianza e di allerta rapida consentono di individuare e di ritirare tempestivamente dal mercato i prodotti contaminati, limitando i rischi di focolai estesi.

Chi programma un viaggio nei paesi tropicali o subtropicali, in particolare in America Latina, ai Caraibi o in Asia meridionale, dovrebbe adottare qualche precauzione in più. La regola d'oro è sempre la stessa: "cuocilo, sbuccialo o lascialo perdere". È consigliabile evitare il consumo di verdura cruda, frutti di bosco, ghiaccio e acqua non imbottigliata o di cui non si conosce la provenienza.

Infine è bene non sottovalutare questa infezione. Sebbene nella maggior parte degli adulti sani la ciclosporiasi guarisca con la terapia adeguata, la diarrea può essere intensa e protrarsi per settimane. Nei soggetti fragili, come bambini piccoli, anziani e persone immunodepresse, la perdita prolungata dei liquidi può causare la disidratazione e il malassorbimento dei nutrienti, condizioni che possono rendere necessario il ricovero in ospedale.

Con la salute non si scherza. Per questo motivo è fondamentale prestare attenzione alle corrette norme igieniche e alla sicurezza degli alimenti: quando si parla di parassiti intestinali, la prevenzione resta l'arma più efficace.

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