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15 Luglio 2026 15:00

Hummus e guacamole: quali sono i migliori in commercio secondo Altroconsumo

Dalle salse promosse a quelle bocciate: ecco la classifica di Altroconsumo su hummus e guacamole e i consigli pratici per leggere le etichette senza farsi ingannare.

A cura di Lorenzo Napolitano
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Hummus e guacamole sono due creme spalmabili vegetali che, pur avendo una composizione molto diversa, condividono una consistenza densa, cremosa e versatile. Fortemente in voga negli ultimi anni, hanno conquistato i banchi di ogni supermercato, diventando le regine indiscusse degli aperitivi salutisti, delle cene vegane e non solo. Sebbene appartengano a tradizioni culinarie agli antipodi, oggi i consumatori e l'industria alimentare le hanno unite sotto lo stesso cappello proprio per questa loro natura complementare: entrambe sono salse fresche, vegetali e capaci di risolvere in pochi secondi un pranzo veloce o un antipasto conviviale.

L'hummus affonda le sue radici millenarie nel Medio Oriente e nasce tradizionalmente dall'unione di purea di ceci, pasta di sesamo, limone, olio, aglio e cumino, anche se oggi se ne annoverano diverse varianti, come vedremo a breve. La salsa guacamole, invece, ci porta dall'altra parte dell'oceano, nell'antico Messico, ai tempi degli Aztechi. Nella sua versione artigianale, si prepara schiacciando l'avocado maturo e condendolo con lime, sale, cipolla, coriandolo e peperoncino verde. Compagni di viaggio di questa prelibatezza sono specialità messicane come tacos, burritos e fajitas.

Per chi non ha tempo di fare queste preparazioni in casa, l'offerta nei supermercati è vastissima. Ma come orientarsi? Altroconsumo ha analizzato diversi prodotti tra hummus e salsa guacamole, assegnando a ognuno un punteggio e determinando il migliore da acquistare.

La classifica di Altroconsumo

Nella valutazione di Altroconsumo, il fattore principale è il giudizio nutrizionale del Nutri-score, che premia fibre, proteine e vegetali, penalizzando l'eccesso di calorie, zuccheri, sale e grassi. Inoltre, vengono sottratti punti ai prodotti ultra-processati e ricchi di additivi nocivi, coloranti e dolcificanti artificiali. In questo caso, la classifica sfata anche un mito: il "claim salutista" o l'etichetta vegana non è sempre sinonimo di qualità.

Infatti, i risultati complessivi mostrano un netto divario: il gradino più alto del podio è stato conquistato in modo schiacciante dall'hummus di barbabietola di Cucina Esselunga con un eccellente 87, che vanta una distanza di ben 13 punti dal secondo posto, in cui alberga comodamente il guacamole della stessa Cucina Esselunga con 74 punti. Al contrario, il fondo della classifica rivela l'altra faccia della produzione industriale, con insufficienze gravi che scendono fino a un punteggio di 26. Di seguito, ti proponiamo i primi quindici della classe; la classifica completa, invece, puoi consultarla sul sito di Altroconsumo.

  1. Cucina Esselunga hummus di barbabietola. Risultato: punteggio 87 (molto buono)
  2. Cucina Esselunga guacamole. Risultato: punteggio 74 (buono)
  3. Vemondo Lidl hummus con pomodori secchi. Risultato: punteggio 74 (buono)
  4. Cucina Esselunga hummus di zucca. Risultato: punteggio 73 (buono)
  5. Parma is hummus piccante. Risultato: punteggio 72 (buono)
  6. Libera Terra hummus crema di ceci. Risultato: punteggio 71 (buono)
  7. Mezete hummus classico. Risultato: punteggio 71 (buono)
  8. Carrefour bio hummus di ceci. Risultato: punteggio 69 (buono)
  9. Parma is guacamole di avocado. Risultato: punteggio 69 (buono)
  10. Cucina Esselunga hummus di ceci. Risultato: punteggio 67 (buono)
  11. Coop Sapori dal Mondo hummus di ceci. Risultato: punteggio 66 (buono)
  12. Coop Sapori dal Mondo hummus di ceci alle erbe. Risultato: punteggio 64 (buono)
  13. Biomigusta hummus di ceci bio senza aglio. Risultato: punteggio 63 (buono)
  14. Père Olive hummus di ceci e sesamo. Risultato: punteggio 63 (buono)
  15. Père Olive hummus piccante. Risultato: punteggio 63 (buono)

Come fare una scelta consapevole

Come consigliamo sempre, il segreto per non farsi ingannare dalle apparenze risiede in un'attenta lettura delle etichette. Nel caso dell'hummus, i ceci devono rappresentare l'ingrediente principale, con percentuali che nei prodotti industriali oscillano tra il 40% e il 70%. Una buona ricetta, poi, include la pasta di sesamo, olio vegetale e sale. Da qui in poi via libera alle personalizzazioni del produttore, che può aggiungere dell'aglio oppure della cipolla, fino a versioni più particolari con melanzane, pomodori secchi o barbabietola.

Nel guacamole, invece, l'avocado dev'essere l'attore principale. Le salse fresche del banco frigo contengono spesso percentuali generose, ma nei prodotti da scaffale la quota si riduce anche a meno del 10%. In questi casi, il vuoto viene colmato da ingredienti estranei alla ricetta messicana, come farine, amido di mais, addensanti, aromi e coloranti artificiali utilizzati per provare a ottenere un risultato simile a una preparazione di qualità.

Una volta scelte le salse, le opzioni per portarle a tavola sono infinite. L'hummus si presta a essere spalmato su crostini e panini, ed è ottimo con i falafel, mentre il guacamole trova il suo matrimonio perfetto con i nachos, ma si rivela anche un ottimo abbinamento al salmone affumicato su una fetta di pane tostato. L'ultimo dettaglio da considerare riguarda la conservazione e la gestione delle scadenze. I prodotti, una volta aperti, vanno conservati necessariamente in frigorifero e consumati entro pochi giorni, per i prodotti da scaffale, prima che l'ossidazione ne comprometta il sapore e l'integrità.

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