30 Dicembre 2023 15:00

Buccia degli agrumi: come sapere quando si può mangiare

Ti è mai capitato di incontrare al supermercato la scritta "edibile" su un agrume? Dovresti prestarci attenzione: è il simbolo che ti aiuta a capire se è sicuro mangiare o utilizzare in cucina anche la buccia di quel frutto. Perché sì, la puoi mangiare, ma non sempre.

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A cura di Martina De Angelis
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La buccia degli agrumi è una parte fragrante del frutto, ricca di sali minerali e vitamine, con cui si possono preparare tante delizie, come per esempio le scorze candite. Ma è sempre sicuro mangiare la buccia degli agrumi?

In realtà, devi fare attenzione, perché spesso dopo la raccolta gli agrumi – ma vale un po' per tutti i frutti – vengono trattati con sostanze di vario tipo, spruzzate per migliorare l'aspetto e la conservazione. Questi additivi non sono chiaramente adatti per essere ingeriti.

Proprio per questo, la legge prevede che sull'etichetta del frutto sia riportata la dicitura "edibile" e "non edibile", in modo che si possa capire quando è possibile gustare le bucce degli agrumi in tutta sicurezza.

Cosa vuol dire buccia edibile

Le bucce d'arancia, così come quelle dei limoni, sono generalmente commestibili, ma attenzione: commestibile non vuol dire edibile, perché il fatto che possa essere mangiata non vuol dire che sia sicuro farlo.

Con buccia edibile, infatti, si intende che la buccia può essere usata per scopi alimentari, quindi essere ingerita direttamente o usata in ricette di ogni tipo. Vuol dire, quindi, che il frutto è sicuro e non trattato, e può essere mangiato nella sua interezza senza rischi per la salute.

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Quando mangiare la buccia degli agrumi? I trucchi per capirlo

La legge obbliga i produttori a riportare sull'etichetta tutto quello che viene eseguito sul frutto messo in vendita, compresi eventuali trattamenti effettuati con cere e altre sostanze. Proprio questo è il modo che hai di capire se la buccia dell'agrume che stai comprando può essere mangiata oppure no.

La cosa principale che devi fare è guardare l'etichetta: lì potrai trovare l'avvertenza "buccia non edibile" in caso siano usati additivi che possono essere dannosi per l'organismo, oppure la scritta "buccia edibile", e quindi vuol dire che la buccia in questione è sicura da mangiare.

Se quindi sei in presenza di un frutto che ha la buccia commestibile, a questo punto puoi mangiarla in sicurezza, dopo averla comunque lavata bene per ulteriore precauzione.

In alternativa, puoi optare per la frutta biologica, che per definizione non viene trattata con pesticidi, altre sostanze non naturali o tossiche per l'uomo. In questo caso, quindi, non avrai bisogno di leggere l'etichetta: se il frutto è biologico sei sicuro che la sua buccia è edibile.

E se ti trovi al mercato, o magari in presenza di frutta sfusa al supermercato? Lì devi fare attenzione: non c'è l'obbligo di riportare le indicazioni relative presenza di additivi e agenti di rivestimento sulla frutta sfusa, ma devono comparire sulla cassetta usata per il trasporto.

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Come usare la buccia degli agrumi in cucina?

Ora che hai capito come riconoscere una scorza edibile è il momento di sperimentare in cucina. Ovviamente puoi godere della buccia degli agrumi così come è e mangiarla direttamente insieme al frutto, ma puoi anche usarla come ottimo ingredienti per ricette particolari.

Per esempio, la scorza grattugiata si usa molto per dare un tocco agrodolce ai tuoi piatti un esempio perfetto è il risotto agli agrumi, un primo piatto aromatico e delicato che combina il sapore aspro del limone e dell’arancia alla cremosità del parmigiano.

La scorza si usa anche nei dolci per insaporire il composto, grattugiata per insaporire insalate, verdure e piatti freddi, ma anche per preparare liquori come il limoncello.

Un'idea deliziosa e invitante per usare la buccia degli agrumi è preparare le scorze candite, dolcetti facili da preparare e tipici del periodo natalizio. Si realizzano facendo semplicemente caramellare le scorze di arancia, tagliate a striscioline sottili, in uno sciroppo di acqua e zucchero, e possono essere mangiate da sole o intinte nel cioccolato fuso per renderle ancora più golose.

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Quello che i piatti non dicono
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