
La borragine è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Boraginaceae, diffusa spontaneamente in molte aree del Mediterraneo e presente da secoli nella tradizione culinaria italiana, soprattutto in Liguria, Toscana e nel Sud Italia, specialmente in Campania, dove si raccoglie in primavera. Il suo nome scientifico è Borago officinalis, ma spesso viene anche definita “l’erba del coraggio”, dato che diverse leggende – in particolare celtiche – la vogliono messa nel vino di soldati e guerrieri prima delle battaglie: il termine ‘borragine’ potrebbe avere a che fare etimologicamente con il coraggio, derivando da cor ago, oppure discendere dall’arabo abu araq, “padre del sudore”, perché anticamente era nota per le sue proprietà sudoripare o, ancora, nell’ipotesi più diffusa deriverebbe dal latino borra, ovvero una stoffa di lana ruvida che riprende la peluria delle foglie. La borragine, infatti, è caratterizzata da foglie ricoperte da un sottile strato peloso biancastro e da fiori blu-violetti a forma di stella: entrambi sono commestibili, così come i gambi, per un utilizzo in cucina che all'insegna dello spreco zero in ripieni per pasta fresca, come i classici pansoti liguri o semplicemente ripassata in padella, mentre i fiori vengono usati come decorazione per insalate e altri piatti. Ma non è finita qui: la borragine si lega anche alla fitoterapia. Vediamo perché viene considerata una pianta dalle mille virtù e come valorizzarla in cucina.
Proprietà e benefici della borragine
Dal punto di vista nutrizionale, la borragine è una pianta poco calorica e ricca d’acqua. Contiene vitamine – in particolare vitamina A, vitamina C e diverse vitamine del gruppo B – oltre a sali minerali come potassio, calcio e ferro. Nella medicina popolare se ne attribuivano soprattutto proprietà rinvigorenti e depurative: in tempi recenti a destare interesse è l’olio che viene estratto dai semi (presente in integratori e rimedi erboristici), in quanto ricco di acidi grassi polinsaturi tra cui l’acido linoleico e l’acido gamma-linoleico, oltre che di sostanze dal potere antiossidante come flavonoidi e polifenoli. Ecco quali sono i benefici principali a cui viene associata.
1. Azione antinfiammatoria
L’olio viene studiato in larga parte per la sua potenziale capacità di modulare i processi infiammatori dell’organismo, soprattutto in caso di problemi articolari e infiammazioni croniche.
2. Amica della pelle
Tradizionalmente la borragine si utilizzava per calmare irritazioni delle vie respiratorie e cutanee (come per esempio eczemi) sotto forma di impacchi e infusi: da questo punto di vista l’olio di borragine è oggi largamente impiegato in cosmetica per pelli secche, sensibili o soggette a desquamazione, grazie alla sua capacità di favorire l’elasticità e l’idratazione della pelle.
3. Alleata contro i disturbi del ciclo mestruale
Abbiamo accennato alla presenza dell’acido gamma-linolenico (GLA): questo composto può contribuire ad alleviare i sintomi del ciclo mestruale, in particolare quelli legati alla cosiddetta sindrome premestruale, come tensione al seno, gonfiore e crampi.

4. Funzione depurativa e diuretica
Sempre in riferimento a un uso di medicamento fitoterapico classico, la borragine è stata a lungo considerata una pianta depurativa e sudorifera. Le foglie e i fiori venivano impiegati in infusi e preparazioni per favorire la diuresi e stimolare la sudorazione, soprattutto durante gli stati febbrili o influenzali.
5. Effetto antiossidante
La presenza di polifenoli e flavonoidi suggerisce una possibile attività antiossidante della borragine, cioè la capacità di contrastare lo stress ossidativo provocato dai radicali liberi.
6. Supporto al sistema immunitario
Grazie alla presenza di vitamina C, polifenoli e altri composti antiossidanti, la borragine può sostenere il buon funzionamento del sistema immunitario e migliorare la salute cardiovascolare, tenendo sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue.

Eventuali controindicazioni
Quando si tratta del consumo di erbe dai risvolti terapeutici, bisogna prestare attenzione alle quantità e all’utilizzo nel lungo periodo. Nella borragine, per esempio, si riscontra la presenza di sostanze considerate dall’Efsa potenzialmente tossiche se assunte per periodi prolungati chiamate alcaloidi pirrolizidinici (che si trovano anche in altre specie vegetali), in quanto possono essere cancerogeni, oltre che danneggiare il fegato e lo sviluppo del feto (sconsigliata quindi in gravidanza). Nei prodotti alimentari solitamente la percentuale degli alcaloidi pirrolizidinici è minima, in quanto ridotta durante il processo di lavorazione. Secondo l’Istituto Humanitas, la borragine può anche interferire con l’uso di farmaci anticoagulanti e antiaggreganti, con il suggerimento di consultare sempre il proprio medico.
Come si usa la borragine in cucina
La borragine è una delle erbe spontanee più versatili della cucina italiana tradizionale. Per quanto riguarda le foglie, si mangiano generalmente previa cottura, sbollentandole in acqua per 5-10 minuti: in questo modo si attenua la peluria superficiale e se ne ammorbidisce la consistenza. Sono molto apprezzate per arricchire minestroni e zuppe per via del loro sapore fresco ed erbaceo che ricorda quello del cetriolo e uno degli impieghi più famosi è come ripieno nei ravioli, nei pansoti, nelle torte salate e nelle frittate, oltre a fare parte del preboggion, ovvero il tipico misto di erbe selvatiche liguri con cui si possono realizzare dei gustosi risotti primaverili. Le foglie più giovani e tenere, inoltre, spesso si intingono in pastelle e si friggono, un po’ come succede con la salvia. In Campania sono frequenti le ricette che ne esaltano il gusto facendole ripassare in padella con olio, aglio, peperoncino e qualche acciuga sott’olio, tipo la cicoria. Tra gli abbinamenti più riusciti ci sono quelli con la ricotta e i formaggi freschi in genere, le uova e le patate.

I fiori della borragine, bellissimi e dal gusto tenue e delicato, invece, non si cuociono, ma vengono usati così come sono per guarnire insalate, cocktail e persino dessert (come panna cotta, crostate di frutta con crema pasticcera, gelati): prova la nostra pasta, dove fiori e foglie si incontrano per un condimento semplice, ma d'effetto. Infine, usa i gambi per preparare un brodo vegetale.

Il più delle volte la borragine arriva tra le mura domestiche perché raccolta con la pratica del foraging nelle strade di campagna, lungo i fossi o ai bordi dei campi: quando si prende bisogna fare attenzione a non togliere le radici (o non crescerà più un’altra pianta) e, per i meno esperti, a non confonderla con la mandragora (o mandragola), che è velenosa. Prima di usarla nelle diverse preparazioni lavala sotto acqua corrente, per eliminare i residui di terra, dividendo le foglie e i fiori, che come abbiamo visto si utilizzano in modo differente.