Italia: Paese di santi, navigatori, poeti e… riti scaramantici. E quando la cabala si mescola con il calcio, questa deve essere osservata come se fosse una vera religione. È ciò che sta accadendo nel ritiro azzurro di Coverciano, dove i giocatori dell'Italia nel corso di tutto l'Europeo hanno consolidato un'usanza ripetuta e conservata gelosamente. E considerando che di mezzo c'è il cibo, non potevamo esimerci dall'analizzare il rito che Insigne e compagni "praticano" con attenzione, replicando i gesti e le azioni che dall'inizio del torneo stanno evidentemente portando molto bene alla truppa azzurra.

Domenica prossima l'Italia scenderà in campo a Wembley per la finale di Euro2020. Una finale alla quale siamo arrivati con determinazione, coraggio, cazzimma e anche un po' di fortuna (che, in queste occasioni, non può mai mancare). Mister Mancini ha plasmato una squadra solida e camaleontica, a tratti con lo smoking, a tratti con l'elmetto in testa pronta a scendere in trincea. Una squadra che si basa soprattutto su un gruppo solido, che condivide alcuni riti ben precisi.

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Cosa mangiano i calciatori dopo la partita

Anche dopo la vittoria contro la Spagna tutto il gruppo azzurro a Coverciano si è ritrovato a condividere l'usanza della grigliata. Un'abitudine consolidatasi durante tutto il torneo, con la brace a farla da protagonista la sera successiva tutte le partite della competizione. Mercoledì scorso il centro sportivo fiorentino si è trasformato in un enorme barbecue a cielo aperto. I cuochi di Coverciano e della Nazionale si sono messi alla griglia a cuocere centinaia di chili di carne (e pesce) non solo per i calciatori, ma per tutto lo staff azzurro.

20 kg di bistecca di Angus, 70 salsicce di maiale, 60 salsicce di tacchino e pollo, 35 hamburger di tacchino e pollo, 11 polli, 6 rosticciane, 15 filetti di Francia, 6 kg di gamberi argentini e 3 kg di scampi. Questo il menu delle grigliate che a Coverciano nell'ultimo mese sono diventate un vero rito scaramantico. Tutto è nato dopo la vittoria con la Turchia nella gara d'esordio, e da buoni italiani abbiamo voluto mantenere per quanto possibile gli equilibri per cercare, con tutti i mezzi a disposizione, di tenerci la buona sorte dalla nostra. Mercoledì gli azzurri si sono visti la seconda semifinale dell'Europeo sistemati sulle lunghe tavolate sul prato di Coverciano, rinnovando quello che nel corso delle settimane è diventato un vero e proprio rito scaramantico al quale tutti hanno partecipato. E che ha visto anche il vino protagonista.

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Il dito nel vino: il rito "europeo" degli azzurri

Dopo la vittoria nella gara inaugurale contro la Turchia nella classica cena del giorno dopo al tavolo del ct Mancini si è accidentalmente rovesciato un bicchiere di rosso. Da quella sera il gesto viene sistematicamente ripetuto, con i giocatori e i membri dello staff che vanno a bagnare un dito nel liquido versato. Azione eseguita da tutti, dai membri più scaramantici a quelli più scettici che, però, hanno deciso di replicare perché in fondo meglio non rompere certi flussi favorevoli. Un rito che ha funzionato fino a oggi, che è stato rispettato anche l'altra sera e che ci auguriamo possa accompagnarci anche in futuro come il coro del "popopo" sta facendo dal 2006.

Per intensificare il flusso positivo verso gli Azzurri, potete provare anche voi la sera del match a fare altrettanto. Basta solamente un po' di vino rosso e, possibilmente, una tovaglia di carta da poter sporcare. Agli inglesi, invece, lasciamogli tè e biscotti.