L’Italia riaccoglie a braccia aperte uno dei suoi artisti della cucina più prestigiosi: il torinese Stefano Ferraro, uno dei pasticcieri più innovativi al mondo, aprirà un bar a Milano, il Loste Café. L’ormai ex capo pasticciere del Noma a Copenaghen, ristorante più volte in cima alla 50 World Best Restaurant e detentore di 2 Stelle Michelin, ha detto che vorrebbe "portare a Milano qualcosa di nuovo e allo stesso tempo rispettare la tradizione, con un format contemporaneo, ma accessibile". Insieme al pastry chef anche Lorenzo Cioli, uno dei più rinomati sommelier della Danimarca, specializzato in vino e caffè. L'inaugurazione è prevista per fine febbraio nella zona di Porta Monforte.

Chi è Stefano Ferraro

L'ex pastry chef di René Redzepi ha cominciato questo lavoro quasi per caso, in un'estate passata a Londra per imparare l'inglese. Ferraro non sembrava aver intenzione di intraprendere questo percorso lavorativo: a 21 anni aveva la ferma volontà di laurearsi in Economia ma, in quell'agosto 2008, la sua vita viene stravolta. Non torna più in Italia, resta in Inghilterra a specializzarsi in cucine prestigiose. Quasi quattro anni a Londra alle corti di Joël RobuchonGordon Ramsay e Alberto Hernandez, poi un altro viaggio, questa volta dall'altra parte del mondo.

Uno scorcio del Noma
in foto: Uno scorcio del Noma

Comincia l'avventura ad Hong Kong come sous chef di Armani Aqua, poi in Giappone al Collage del Conrad Hotel di Tokyo, poi Dubai e infine Sydney dove si specializza in pasticceria grazie a Jason Atherton che lo promuove capo pasticciere. Proprio nell'isola-continente conosce René Redzepi che si innamora dell'interpretazione dei dessert fornita da Ferraro. Il matrimonio s'ha da fare, non è ancora giunta l'ora per la Danimarca. Il grande cuoco scandinavo di origini macedoni se lo porta a Tulum, in Messico, dove per un periodo ha aperto un ristorante pop-up, poi il definitivo trasferimento al Noma 2.0 di Copenaghen nel 2016. In 8 anni Stefano Ferraro è passato da studente di Economia all'università a capo pasticciere del ristorante più rivoluzionario del pianeta.

La libertà concessagli da Redzepi è stata assoluta: Ferraro si è occupato per 5 anni della creazione dei dolci, della scelta degli ingredienti, delle ricette. Il cuoco danese ha anche inserito il pasticciere torinese nella ristrettissima cerchia dei Test Kitchen, il team di 5 persone che si occupa a tempo pieno della ricerca e sviluppo dei nuovi menu.

L'avventura con un locale tutto suo a Milano promette bene e parte con aspettative altissime.