Come ogni anno è arrivato il momento di premiare i migliori bar del mondo con la World's 50 Best Bar. La classifica, sussidiaria della celebre World's 50 Best Restaurant, premia i migliori 50 cocktail bar del pianeta (più 50, nella seconda parte della classifica 51-100).

A differenza dell'elenco sui ristoranti, rinviato all'8 giugno 2021, quello dei bar è stato confermato "dopo una lunga consultazione con gli esperti di tutto il mondo. Ci è parso chiaro – spiegano gli organizzatori – che sia i bar che i bartender avrebbero voluto che la cerimonia non fosse annullata". La classifica è stata quindi annunciata con una cerimonia virtuale che rende omaggio ai bar e al lavoro duro delle squadre dopo mesi di grande difficoltà.

Il primo in classifica per quest'anno è il Connaught Bar di Londra; la Capitale del Regno Unito piazza addirittura tre locali fra i primi dieci e fa incetta di posizioni nel proseguo della lista, presentandosi come la patria della mixology a livello mondiale. Il Connaugt Bar pur battendo bandiera inglese ha una brigata tutta italiana: Ago Perrone, Giorgio Bargiani e Maura Milia, che si occupano dell’area bar, gestendo il bancone e la carta dei drink. Grande soddisfazione dunque per le maestranze italiane.

Al secondo posto il Dante di New York, al terzo il Clumsies di Atene, per la prima volta così in alto. Il locale newyorkese e quello londinese si sono scambiati le posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno.

Com'è andata l'Italia nella World's 50 Best Bar?

Bisogna essere chiari: l'Italia non è ben rappresentata in classifica. Anche se alcuni dei cocktail più famosi al mondo sono nati nel Bel Paese, la storia degli amari e dei liquori italiani è preponderante rispetto a quella dei drink e ora l'Italia sta cercando di guadagnare terreno. Negli ultimi anni però la passione dei bartender e il mercato sta sovvertendo questi canoni. Non basta per la World's 50 Best: lo scorso anno c'erano 5 locali italiani tra i primi 100, questa volta solo 4.

Grande soddisfazione per il 1930, un secret bar di Milano che lo scorso anno è entrato per la prima volta in classifica, alla posizione 44, e quest'anno sale addirittura al venticinquesimo posto. Ottimo il risultato anche per Drink Kong, cocktail bar di Roma, che entra per la prima volta in Top 50 piazzandosi alla posizione numero 45. Lo scorso anno il bar, a pochi mesi dall'apertura, conquistò la posizione 82.

Per gli altri italiani in classifica bisogna scorrere le posizioni 51-100. Si tratta di Freni e Frizioni a Roma (87ª posizione) e Officina Milano (90ª posizione). Il bar romano è stato duramente colpito dalle misure restrittive, già prima della divisione in zone dell'Italia con l'ultimo decreto: infatti il suo titolare, Riccardo Rossi, qualche giorno fa è sceso in piazza con altri colleghi per protestare.

Ci sono dei passi indietro dunque, visto che scompare dalle scene un apripista assoluto come il The Jerry Thomas Project, lo scorso anno al 50° posto; stessa cosa per il Nottingham che propone grandi drink da oltre 25 anni ed è uno dei locali più celebri per le sue sperimentazioni. Uscita di scena anche per Baccano dopo alcuni ottimi piazzamenti.

Le poche rappresentazioni in classifica fanno a pugni con la quantità di personale italiano che lavora nei bar premiati. Già citato il caso del Connaught Bar di Londra, bisogna citare anche la squadra del Maybe Sammy a Sydney che si aggiudica anche il premio speciale per l’arte dell’ospitalità, oltre che la posizione numero 11 in classifica. I bartender sono Stefano Catino e Antonio Gualdi.

Anche il bartender del Paradiso di Barcellona, numero 19 in classifica, è italiano: si tratta di Giacomo Giannotti; come lui Marco Corallo, l'head bartender dell'Artesian Bar a Londra, posizione numero 41. Infine passaggio negli Emirati Arabi con il Galaxy Bar di Dubai che ha una squadra prevalentemente italiana e che è stato premiato come "Bar da tenere d'occhio", riconoscimento che nel 2019 è andato al Drink Kong di Roma.