19 Luglio 2022 10:33

50 Best: il Geranium è il miglior ristorante al mondo. Serata da ricordare per l’Italia

Trionfa il Geranium di Copenaghen: è lui il miglior ristorante al mondo. Benissimo l'Italia con due locali tra i primi 10 e ben sei nelle prime 50 posizioni.

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Trionfa il Geranium di Copenaghen: è danese, per il secondo anno consecutivo, il miglior ristorante al mondo per la World's Best Restaurant. Il locale, guidato dallo chef Rasmus Kofoed e dal sommelier Søren Ledet, non ha fallito i pronostici e si è piazzato sul gradino più alto del podio, ma la serata di ieri sarà ricordata a lungo anche alle nostre latitudini. Per la prima volta ci sono ben sei ristoranti italiani nelle prime 50 posizioni, due dei quali addirittura tra i primi 10 e uno chef con un premio speciale. Vediamo nel dettaglio la serata che ha riportato in alto la cucina italiana.

Il grande ritorno dell'Italia, la conferma di Scandinavia e Spagna

Per il secondo anno di fila è un ristorante di Copenaghen, in Danimarca, a vincere la 50 Best: l'anno scorso è toccato al NoMa, quest'anno al Geranium. Per la controversa regola della "Hall of fame" per cui chi ha già vinto questa classifica non può più partecipare, non possiamo parlare di "rivincita" di Rasmus Kofoed su René Redzepi, ma è comunque una grande soddisfazione.

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Il Geranium di Copenaghen

Grande serata per gli "azzurri" perché uno slancio importante lo hanno avuto i nostri compatrioti. L'Italia è la nazione più presente insieme alla Spagna tra le prime cinquanta posizioni:

  • il Lido 84, il ristorante di Gardone Riviera (Brescia), guidato dallo chef Riccardo Camanini, conquista la posizione più alta salendo alla numero 8 (nel 2021 si è classificato al n. 15);
  • al numero 10, Le Calandre di Rubano (Padova), guidato dallo chef Massimiliano Alajmo, guadagna 16 posizioni dal 2021;
  • il ristorante Uliassi di Senigallia, dello chef 3 Stelle Michelin Mauro Uliassi, si classifica al numero 12, scalando 40 posizioni dal 2021. Il cuoco marchigiano si aggiudica il premio Highest New Entry, dato a chi entra più in alto in classifica tra i primi 50;
  • la posizione numero 15 va al Reale di Castel di Sangro (L’Aquila), il ristorante dello chef Niko Romito;
  • mentre il Piazza Duomo di Alba (Cuneo), guidato dallo chef Enrico Crippa, va al numero 19;
  • alla posizione 29 il St. Hubertus dell’hotel Rosa Alpina a San Cassiano (Bolzano) dello chef Norbert Niederkofler (nel 2021 si era posizionato 54°).

Tantissimi cuochi dall'incredibile talento che si sono distinti in questi anni per aver riportato in auge la cucina italiana, riscrivendo i canoni della tradizione. Tra questi anche Massimo Bottura, unico vincitore del nostro Paese della 50 Best, che negli ultimi due anni si è divertito nelle vesti di "intervistatore" sul red carpet della cerimonia.

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La pasta con fagioli e uova di trota di Riccardo Camanini

Risultato analogo lo ha avuto la Spagna con altri sei locali in classifica, tre dei quali in Top 10 con ottime possibilità di vittoria negli anni a venire per il Disfrutar di Oriol Castro a Barcellona (3°) e per il DiverXo di David Muñoz a Madrid, già trionfatore della The Best Chef.

L'America Latina è la nuova frontiera?

Il più grande merito della World's Best Restaurant è l'assenza dei confini: a differenza di altre guide più territoriali a loro va dato atto di aver acceso le luci intorno al mondo dell'alta cucina. A causa della discutibile regola della Hall of Fame, che impedisce ai ristoranti che hanno già vinto il premio di tornare a "gareggiare", dal prossimo anno vedremo scomparire la Scandinavia. Con l'uscita di scena del Geranium il primo ristorante scandinavo in classifica è l'Alchemist di Rasmus Munk, al 18° posto. Pur essendo molto promettente ci sono tantissimi altri cuochi pronti ad accaparrarsi il podio, sancendo la "fine" (o almeno una pausa) della grande scuola nordica. Sembra essere tornato il momento della Spagna, ma sono soprattutto Africa e Centro-Sud America le nuove frontiere della classifica.

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Tagliatelle con calamari, caviale e scarole di Massimiliano Alajmo

In primis Virgilio Martinez, da sempre tra i favoriti, ma mai vincitore, si pone come uomo da battere per il prossimo anno con il suo Central a Lima, in Perù. Ci sono poi diversi messicani e brasiliani pronti al grande salto. La 50 Best guarda con coraggio a queste realtà: dopo aver puntato molto sulla Russia, che prometteva essere la vera nuova nazione gourmet di tutto il mondo, e aver fallito per colpe non sue (né degli chef), sembra che la nuova frontiera possa essere proprio l'America Latina con l'Africa a guardare dalla finestra guardinga e vorace come non mai.

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Quello che i piatti non dicono
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