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30 Aprile 2026 11:00

Tagliata di manzo: la storia del piatto toscano che ha conquistato tutta Italia

Nata poco meno di 50 anni fa dall’idea di un cuoco fiorentino, la tagliata di manzo è diventata in pochi anni un must di tutta Italia. Gustosa, succulenta e morbida, si è evoluta anche in numerose varianti: ecco tutto quello che devi sapere sulla sua storia e le sue caratteristiche.

A cura di Martina De Angelis
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Un piatto della cucina toscana che prende il nome dalle modalità con cui viene servito, creato quasi 50 anni fa da un cuoco versiliese e diventato in poco tempo una presenza fissa nei menu di tutti i ristoranti italiani. È la tagliata di manzo, ricetta ormai diventata un classico della cucina italiana pur essendo nata come specialità tutta toscana.

Eppure molti fanno ancora confusione e pensano che “tagliata” indichi un particolare taglio di carne. Invece la tagliata di manzo è il nome effettivo della ricetta e non fa riferimento a una parte specifica dell’animale, ma proprio al modo in cui viene portata in tavola: con una rapida cottura, tendenzialmente al sangue, e poi servita a fettine, "già tagliata" appunto.

Morbida e saporita, la tagliata di manzo è la ricetta ideale per mettere in risalto la qualità della materia prima, ma è anche una preparazione insidiosa, che richiede la giusta dose di abilità e tecnica per prepararla a dovere. Ecco la storia, le caratteristiche e alcune delle innumerevoli varianti della tagliata di manzo.

Che cos’è la tagliata di manzo: le differenze con gli altri tagli

La convinzione più diffusa è che la tagliata sia una parte del manzo, invece si tratta di un secondo piatto a base di carne. Il nome si deve al modo in cui viene servita la ricetta, prima cotta e poi affettata a listarelle, da disporre sul piatto insieme a diversi tipi di condimenti. Questo passaggio non è solo estetico ma ha anche una funzione pratica, perché consente di apprezzare meglio la cottura interna, tipicamente al sangue o media. Si tratta di una preparazione piuttosto semplice nel risultato finale ma particolarmente gustosa, ma richiede una certa attenzione nella scelta della materia prima e nella cottura.

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La parte del manzo che serve per la tagliata è la lombata, una parte della schiena da cui si ricavano diversi tagli come costata e fiorentina. Dalla parte posteriore della lombata si ottengono le bistecche con filetto e controfiletto, mentre dalla parte anteriore si ricavano le bistecche senza filetto, cioè le costate con l'osso. Le prime si usano per la fiorentina, che presenta un osso a forma di T e nella cucina americana viene chiamata infatti T-bone steak, mentre per la tagliata in origine si utilizzava solo il controfiletto, chiamato anche entrecôte, anche se oggi si usano anche altri tagli privi di osso. Dal punto di vista tecnico, la tagliata richiede materia prima di alta qualità: carne ben frollata, tenera e con una buona marezzatura (presenza di grasso intramuscolare), che contribuisce al sapore e alla succosità. Anche il taglio delle fette segue una regola importante: deve avvenire contro fibra, per garantire maggiore tenerezza al morso.

Ciò che distingue la tagliata da altre preparazioni di manzo, oltre alla parte di animale utilizzata, sono principalmente il metodo di cottura della carne e il modo in cui viene servita. Per preparare la tagliata la carne viene cotta intera, spesso su griglia o piastra molto calda, per pochissimi minuti per lato, in modo da ottenere una crosticina esterna ben rosolata (la reazione di Maillard) mantenendo l’interno morbido e succoso. A differenza della bistecca, che viene servita intera, la tagliata viene affettata dopo un breve riposo, fondamentale per permettere ai succhi di redistribuirsi. Un altro elemento distintivo è la versatilità nel condimento. La tagliata viene spesso arricchita con ingredienti semplici ma aromatici: rucola fresca, scaglie di Parmigiano Reggiano, pomodorini, aceto balsamico o olio extravergine d’oliva. Questi elementi non coprono il sapore della carne, ma lo accompagnano, creando un equilibrio tra intensità e freschezza. In questo senso, si differenzia da preparazioni più elaborate o cotte a lungo, dove la carne è spesso protagonista di sughi o salse complesse, ma una buona dose di precisione.

Quando nasce la tagliata? Il ruolo della Toscana nella nascita della ricetta

La tagliata non è un piatto della cucina "classica" nel senso letterale del termine, anzi la sua invenzione è piuttosto recente. La ricetta pare sia stata inventata nel 1973 da uno chef originario della Versilia, Sergio Lorenzi, già inventore di altre ricette come le penne alla zingara. Il suo intento era di reinterpretare la bistecca fiorentina, così prese ispirazione da una modalità di servire la carne già nota in Toscana. Secondo la tradizione popolare, infatti, sembra che i butteri, i celebri pastori a cavallo della Maremma toscana e laziale, usassero cuocere il manzo per poi mangiarlo già tagliato in strisce.

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L’idea di Lorenzi rientra pienamente nel contesto gastronomico dell’epoca, un periodo in cui la cucina italiana attraversa una fase di trasformazione: da un lato resta fortemente legata alle tradizioni regionali, dall’altro inizia ad aprirsi a una maggiore attenzione per la presentazione dei piatti, la leggerezza e la valorizzazione della materia prima senza eccessive manipolazioni. È proprio in questo scenario che la tagliata prende forma e il suo successo è immediato, grazie alle caratteristiche che la contraddistinguono: un taglio pregiato ma preparato con semplicità, facile da servire e anche più versatile dal punto di vista degli abbinamenti rispetto ad altre specialità come la bistecca alla fiorentina.

Tagliata di manzo, una storia di successo amata in tutta Italia

Oggi la tagliata di manzo è considerata un grande classico della cucina italiana e sono in pochi a sapere che nasce come piatto toscano. Come ha fatto questa ricetta a diventare così iconica in un periodo di tempo tanto breve? Dipende da una combinazione di fattori culturali, gastronomici e legati all’evoluzione della ristorazione negli ultimi decenni. Uno dei motivi principali del suo successo è la capacità di coniugare qualità e semplicità. In un periodo in cui i consumatori hanno iniziato a privilegiare ingredienti riconoscibili e preparazioni poco elaborate, la tagliata si è distinta come un piatto che valorizza la carne senza trasformarla eccessivamente. A differenza di preparazioni lunghe o complesse, offre un’esperienza immediata: carne ben cotta alla griglia, affettata e condita in modo essenziale.

Un ruolo fondamentale lo ha giocato anche il cambiamento nella ristorazione italiana avvenuto tra gli anni ’90 e 2000. In quel periodo si diffondono format più informali – enoteche, wine bar, bistrot e trattorie moderne – che cercano piatti versatili, veloci da preparare e adatti sia a un pasto completo sia a una cena più leggera. La tagliata si inserisce perfettamente in questo contesto: richiede tempi di cottura brevi, si presta a essere servita in porzioni individuali e può essere facilmente personalizzata con diversi condimenti. Inoltre, rispetto a un grande classico come la bistecca alla fiorentina, la tagliata risponde meglio alle esigenze contemporanee di consumo, presentandosi non come un piatto per le grandi occasioni ma come ricetta più flessibile e accessibile, sia economicamente sia nelle quantità.

Un altro fattore chiave per la popolarità della tagliata di manzo è stata la crescente attenzione verso la presentazione del piatto. A partire dagli anni ’90, infatti, anche nella ristorazione informale si sviluppa una maggiore cura estetica: la tagliata, con le sue fette disposte ordinatamente e arricchite da ingredienti come rucola, scaglie di formaggio o aceto balsamico, si presta molto bene a questo tipo di approccio. Infine, la sua popolarità è stata amplificata dalla facilità di replicazione, sia in ambito professionale sia domestico. Non richiede tecniche particolarmente complesse né attrezzature sofisticate, e questo ha favorito la sua diffusione anche nelle cucine di casa, oltre che nei menu dei ristoranti. La tagliata di manzo è la ricetta che rappresenta al meglio un punto d’incontro tra tradizione e modernità e proprio questa sua caratteristica ne ha decretato il successo su scala nazionale.

Tagliata di manzo: le reinterpretazioni moderne

Nella ricetta originale, la tagliata di manzo è cotta e servita nel modo più semplice possibile: il controfiletto, massaggiato con olio e rosmarino, viene cotto in una padella rovente al sangue e fino a ottenere la reazione di Maillard, poi lasciato riposare qualche minuto e tagliato a fette sottili. Il risultato è una carne dalla crosticina esterna bruna e appetitosa, in perfetto contrasto con l'interno rosato e incredibilmente succulento, da gustare da sola per apprezzare tutta la sua bontà.

Proprio perché nasce come preparazione relativamente “libera”, priva di un disciplinare rigido, la tagliata di manzo si è evoluta e, nel tempo, sono nate tantissime varianti sia riguardo il condimento del manzo sia dal punto di vista della materia prima utilizzata. Una versione particolarmente diffusa, nelle cucine toscane e non solo, è la tagliata di manzo con rucola e pomodorini, apprezzata per il perfetto equilibrio tra la succosità della carne, l'amaro della rucola e la freschezza dei pomodorini. A volte il piatto viene arricchito con scaglie di parmigiano, altri abbinamenti diffusi, invece, vogliono la tagliata servita anche con i carciofi, con una riduzione di aceto non necessariamente balsamico, con le cipolle stufate o con altre verdure.

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Le varianti più sperimentali prevedono la preparazione della tagliata utilizzando una materia prima diversa dal manzo. Tra le più comuni spicca la tagliata di pollo, una ricetta molto leggera che vede il petto di pollo cotto alla griglia, dopo essere stato marinato in succo di limone, sale, pepe ed erbe aromatiche. Abbinato con un’insalata fresca, con verdure o patate cotte in padella, è una ricetta semplice ma gustosa, perfetta per i pranzi e le cene di tutti i giorni. Esiste anche chi ha trasformato del tutto la tagliata di carne, utilizzando al suo posto il pesce. In questo caso il tonno è la scelta migliore per sapore e tipologia delle fibre. La tagliata di tonno è un piatto fresco e appagante, per nulla complesso: anche in questo caso la carne viene prima marinata in succo di limone, aceto balsamico, olio extravergine d'oliva, sale e pepe. Una volta cotta, puoi servirla così com'è o guarnirla con dei semi di sesamo, di lino o di papavero.

Non mancano poi le varianti della tagliata di manzo proposte dall’alta ristorazione, dove la sperimentazione viene portata a un livello ancora più estremo. Ecco che si trova la carne cotta con altri metodi rispetto alla classica griglia, per esempio a bassa temperatura seguita da una rapida rosolatura finale o leggermente affumicata, e si incontrano condimenti più particolari, ad esempio con creme e purè (di patate, sedano rapa, zucca) o con frutta (fichi o frutti rossi) per creare un contrasto dolce-sapido.

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