ingredienti
  • Per lo stracotto
  • Muscolo di manzo (cappello del prete o spinacino….) 1,2 kg
  • Lardo o pancetta 80 gr
  • cipolle 150 gr • 42 kcal
  • Carote 150 gr • 21 kcal
  • Sedano 40 gr • 21 kcal
  • Olio extravergine d’oliva 4 cucchiai • 29 kcal
  • Vino 2 bicchieri
  • Aglio 1 spicchio • 79 kcal
  • Estratto di pomodoro 1 cucchiaino
  • Brodo vegetale q.b. • 43 kcal
  • Burro 1 noce • 380 kcal
  • Chiodi di garofano 3
  • Cannella 1/2 cucchiaino
  • Per il contorno
  • Farina per polenta 375 gr • 362 kcal
  • Acqua 1,5 l • 750 kcal
  • Sale 1 pizzico • 0 kcal
Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

Lo stracotto emiliano è un secondo tipico dei pranzi delle domeniche: una ricetta succulenta e genuina che si prepara in casa da tempo immemore. Tipico in particolare della provincia di Piacenza (dove per tradizione si fa anche con la carne d'asina), si tratta di un piatto ricco e saporito, a base di carne di manzo cotta a lungo – e per questo morbidissima – in un sugo a base di brodo, estratto di pomodoro, aromi vari e vino. La caratteristica più particolare è l’aggiunta dei chiodi di garofano e, in alcune case, di una stecca di cannella, che danno alla carne un sapore decisamente invernale e familiare. La sua preparazione, una volta, era legata alla ricetta degli anolini, perché proprio con questo tipo di carne si preparava il loro ripieno. Oggi lo stracotto di prepara per diverse occasioni: non mancate l'occasione di provare questa ricetta sicuramente lunga, anche se non molto complessa, che però vi regalerà grandi soddisfazioni. Noi lo abbiamo abbinato a un bel piatto di polenta, ma voi potete decidere di variare il contorno come preferite.

Come preparare lo stracotto emiliano

Stracotto emiliano: la succulenta ricetta tradizionale che si può mangiare il giorno dopo

Iniziate la preparazione la sera precedente, tritando la cipolla e le carote a cubetti. Tagliate il lardo o la pancetta al coltello, fino ad avere un battuto sottile, quasi una crema (1).

Stracotto emiliano: la succulenta ricetta tradizionale che si può mangiare il giorno dopo

Create nella carne delle incisioni verticali, riempitele con 2/4 del vostro battuto di pancetta o lardo (2). Tenete da parte quello rimasto.

Stracotto emiliano: la succulenta ricetta tradizionale che si può mangiare il giorno dopo

Mettete la carne in una ciotola, copritela con il vino, le spezie e le verdure, quindi lasciate marinare per una notte (3).

Stracotto emiliano: la succulenta ricetta tradizionale che si può mangiare il giorno dopo

Il giorno dopo scolate la carne e le verdure dalla marinatura, mettendo da parte il liquido. Scaldate burro e olio in una pentola di ghisa, quindi aggiungete la pancetta rimasta (4).

Stracotto emiliano: la succulenta ricetta tradizionale che si può mangiare il giorno dopo

Aggiungete le verdure e poi la carne, facendola rosolare con cura da ogni lato, in modo da sigillarla (5).

Stracotto emiliano: la succulenta ricetta tradizionale che si può mangiare il giorno dopo

Aggiungete il vino della marinatura e circa 1 litro di brodo (6). Abbassate la fiamma al minimo, aggiustate di sale e cuocete per circa 5 ore.

Stracotto emiliano: la succulenta ricetta tradizionale che si può mangiare il giorno dopo

Una volta pronta, levate la carne dalla pentola e affettatela (7). Passate al passaverdure il sugo del condimento.

Stracotto emiliano: la succulenta ricetta tradizionale che si può mangiare il giorno dopo

Nel frattempo portate ad ebollizione l’acqua per la polenta, salatela e versate la farina a pioggia (8). Cuocete per il tempo necessario (una quarantina di minuti circa) . Servite la carne caldissima con il proprio sugo.

Consigli

Oltre ai tagli consigliati, per questa ricetta potete usare anche il girello (conosciuto anche come magatello) o il bordone di coscia (noce). Vi consigliamo di variare poco la ricetta, perché si tratta di una preparazione tradizionale: naturalmente, se preferite un gusto più delicato, potete usare il vino bianco al posto del vino rosso ed evitare di inserire le spezie.

Questa ricetta si mangia spesso anche il giorno successivo alla cottura, grazie alle mille sfumature di sapore che la carne, a contatto col sughetto, acquisisce.

Conservazione

Lo stracotto emiliano si può conservare in frigo, ben chiuso da un contenitore ermetico, per 1-2 giorni.