10 Novembre 2021 13:00

Salmonella e uova: come evitare i pericoli

Mai sentito parlare di salmonella? Vi ricorda per caso i moniti della vostra nonna nel fare sempre attenzione nel consumare le uova? La salmonella è un batterio e le uova sono uno dei principali alimenti attraverso i quali possiamo entrarci in contatto: ecco una guida per evitarlo e usarle senza rischi.

A cura di Rossella Croce
41
Immagine

La parola salmonella indica un genere di batteri responsabile della salmonellosi, un'infezione gastrointestinale dovuta al consumo di alimenti contaminati. Parliamo di microorganismi, invisibili a occhio nudo che, ingeriti, possono causare forti dolori addominali, crampi, nausea e vomito e che trovano il loro habitat naturale nell'intestino di mammiferi, uccelli e rettili.

Tra le più comuni e frequenti causa di salmonellosi, l'infezione dovuta alla salmonella, troviamo la carne di maiale e le uova: proprio di queste ultime ci occuperemo oggi, per scoprire non solo in che modo può avvenire la contaminazione ma anche e sopratutto come fare per evitare i pericoli e le possibili infezioni. Cosa può provocare la salmonella? Come muore il batterio della salmonella? Dalla scelta del prodotto alla cottura, passando per una corretta conservazione e un' attenzione costante all'igiene, ecco tutte le regole da seguire per annientare la salmonella e gustare le uova senza nessun rischio.

Salmonella: cos'è

Con il termine salmonella si identifica un gruppo di batteri appartenenti alla famiglia degli Enterobatteri, microorganismi che trovano il loro habitat naturale nell'intestino di uccelli, rettili e mammiferi e che causano, nell'uomo, un'infezione gastrointestinale conosciuta come salmonellosi.I microorganismi noti come salmonella sono numerosissimi (quasi 2000 sierotipi) ma le varianti pericolose per l'uomo, quelle che possono causare infezione da salmonellosi, sono all'incirca una cinquantina e sono più frequentemente diffusi in suoni, polli e galline: come fa la salmonella a passare dall'intestino animale all'uomo?

Immagine

La risposta è nel cibo e in particolare in carne, latte ma anche nel consumo e utilizzo delle uova in cucina. Nel caso delle uova il vero rischio è nel guscio che, essendo stato a contatto con le feci dell'animale, può trasformarsi facilmente in vettore di contaminazione e quindi d'infezione. Come proteggersi da questo rischio? La prima notizia è che l'igiene è fondamentale quando si tratta di batteri, la seconda è che la salmonella è un batterio sensibile alle temperature: questo significa che la cottura degli alimenti riduce sensibilmente (quasi completamente) la possibilità di contrarre la salmonellosi perché il calore distrugge i batteri. Insomma, come fare? Scopriamolo nel dettaglio.

Uova e salmonella: come evitare i pericoli

Ora che conosciamo meglio questi piccoli e non simpaticissimi microrganismi, non ci resta che imparare a evitarli e risparmiarci così fastidiosi mal di pancia. Il fatto che le uova possano essere vettore di contatto e infezione non significa affatto che dobbiamo rinunciare in qualche modo a gustarle, ma solo che occorre fare attenzione a qualche piccola accortezza, nello specifico ecco come possiamo evitare i pericoli:

  • acquisto: assicuratevi di acquistare sempre uova fresche e integre, meglio se da canali di vendita convenzionali, certificati e controllati;
  • conservazione: le basse temperature possono frenare la proliferazione di batteri, per questo motivo le uova vanno conservate in frigorifero, meglio se nel ripiano più basso dove il termostato oscilla tra i quattro e i cinque gradi centigradi;
  • conservate le uova nella loro confezione o negli appositi contenitori del frigorifero: in questo modo eviterete che i gusci si rompano o che le uova entrino in contatto diretto con altri alimenti;
  • tirate via le uova dal frigo solo poco prima di consumarle e non lasciatele vicino a fonti di calore: lo sbalzo termico potrebbe causare la formazione di umidità e condensa, habitat naturale per i batteri;
  • eliminate le uova rotte o rovinate: i batteri presenti sul guscio potrebbero entrare in contatto con l'interno e compromettere tuorlo e albume;
  • nel caso in cui i gusci siano evidentemente sporchi, puliteli con un panno umido facendo attenzione a lavare bene le mani prima e dopo quest'operazione;
  • cottura: se la ricetta prevede la cottura dell'uovo, è importante che il tuorlo raggiunga una consistenza solida, segno che si è raggiunta la temperatura ideale per l'eliminazione dei batteri;
  • per preparazioni che implicano l'uso di uova crude, utilizzate solo uova freschissime che vanno dal terzo al nono giorno dalla deposizione;
  • i resti di qualunque ricetta contenente uova vanno conservati in frigo, in contenitori chiusi ermeticamente e consumati entro un massimo di tre giorni.
Immagine
41
Lascia un commento
Immagine
Quello che i piatti non dicono
Segui i canali social di Cookist
41