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30 Gennaio 2022 11:00

Quando Sanremo parla di food: le canzoni con riferimenti al cibo del Festival

Sanremo è ai nastri di partenza e in attesa di sapere se in questa edizione ci saranno canzoni con riferimenti al cibo, abbiamo viaggiato indietro nel tempo per scovare quali componimenti (più o meno noti) abbiano "affrontato" il tema food. Si parla di lasagne, pasta, pizza, caffè e non solo...

A cura di Alessandro Creta
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Martedì 7 febbraio è la data segnata in rosso da tutti gli amanti di Sanremo. In partenza la kermesse canora più famosa dello Stivale e noi, approfittando dell’occasione, abbiamo deciso di cavalcare a nostro modo il sentimento popolare tipico del Festival. Ne parliamo sotto l’aspetto gastronomico, pescando alcuni dei riferimenti al cibo (e al mondo del food&beverage in generale) che si sono susseguiti nel corso delle edizioni.

È insomma di nuovo arrivato quel periodo dell’anno: quello in cui la maggior parte degli italiani smette di essere Commissario Tecnico della Nazionale, esperto di politica o, dati i tempi attuali, virologo per diventare critico musicale. Sanremo, l’evento televisivo forse più nazional popolare del nostro Paese, è ai blocchi di partenza: martedì si alzerà il sipario sul teatro Ariston, con il pubblico riaccolto in sala dopo le porte chiuse dello scorso anno.

In quanto, per deformazione professionale, ormai vediamo cibo praticamente dappertutto, non potevamo esimerci dal parlare del Festival, ma naturalmente lo facciamo nel nostro classico stile. Sotto un’ottica ghiotta, golosa, che prendesse in considerazione il mangiare (e il bere).

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L’assist ce lo offrono svariate canzoni le quali, nel corso della storia, sono state protagoniste a Sanremo con riferimenti al cibo al loro interno. Dal 1951, anno della prima edizione del Festival, a oggi, tante le composizioni canore che in modo più o meno diretto hanno parlato, anche semplicemente attraverso un verso, del mondo del food.

Dal bicchiere di vino con un panino di Albano e Romina ai 7000 caffè di Alex Britti, passando per il tartufo tanto amato dalla Gianna di Rino Gaetano fino agli spaghetti al dente cantati da Toto Cotugno nel suo L’italiano. Un viaggio nella storia della canzone italiana mantenendo sempre una stretta attinenza con il mondo del cibo: quali sono alcune delle canzoni più (ma anche meno) famose di Sanremo con riferimenti al food? Perché non di soli sentimenti e amore è fatto lo spirito del Festival.

Il lato ghiotto di Sanremo

Di seguito, insomma, un viaggio di 40 anni nel mondo della musica italiana, grazie a una selezione di canzoni con riferimenti al cibo più o meno espliciti.

 1. Felicità, Albano e Romina – 1982

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Non si poteva non partire dal famoso panino di Albano e Romina, una delle (ex) coppie più presenti al festival che in questo caso presentava una delle canzoni più note non solo della storia di Sanremo, ma della musica italiana. Albano e Romina nel 1982 arrivano secondi con Felicità, sentimento garantito anche dal famoso abbinamento del “bicchiere di vino con un panino”. Niente da obiettare, aggiungiamo noi…

 2. L’italiano, Toto Cotugno – 1983

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Altro classico del Festival e della canzone nostrana è L’italiano, brano diventato celeberrimo anche all’estero grazie a Toto Cotugno. Un autentico inno all’italianità e al sentimento popolare, dal quale non potevano sfuggire gli “spaghetti al dente” e il “caffè ristretto” celebrati dall’artista toscano in occasione del Sanremo datato 1983.

3. Vita Spericolata, Vasco Rossi – 1983

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Forse il caso più emblematico di canzone cassata al Festival ma diventata un vero e proprio culto per almeno tre generazioni di fan. Probabilmente la composizione più nota, ascoltata e cantata del rocker di Zocca, il quale nel 1983 arrivò penultimo (non senza polemiche) a Sanremo, ma seppe poi prendersi la sua rivincita sulla giuria. Quello che cita il whisky bevuto al Roxy Bar, proprio come fanno le star, è diventato uno dei versi più popolari della canzone (e della carriera) di Vasco.

 4. Il babà è una cosa seria, Marisa Laurito – 1989

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Una napoletana Doc come Marisa Laurito non poteva non cantare alcuni dei simboli gastronomici della sua città: il babà, la pummarola, gli ziti al ragù, tutti celebrati nel suo Il babà è una cosa seria. “A me quello che mi consola è l’addore d’a pummarola. Perché quel che mi tira su songo ‘e zite con il ragù. La fortuna è fugace, si sa, l’amor, l’amor, l’ammore viene e va. Ma il maccherone resta. Non c’è sta niente ‘a fa’”. “… E si ‘a vita amara se fa, si addolcisce cu nu babà” sentenzia l’artista partenopea dal palco sanremese. Un vero inno alla napoletanità gastronomica.

5. La terra dei cachi, Elio e le Storie Tese – 1996

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Con il loro solito stile gli Elio e le Storie Tese narrano buona parte degli stereotipi italiani. Dai quali, ovviamente, non potevano sfuggire riferimenti al cibo. Caffè, pasta e pizza su tutti: “Prepariamoci un caffè, non rechiamoci al caffè” … “Italia sì, Italia no, Italia gnamme, se famo du spaghi” … “Una pizza in compagnia, una pizza da solo. Un totale di due pizze e l’Italia è questa qua”.

6. Single, Danny Losito – 2004

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Probabilmente né la canzone tanto meno l'interprete vi diranno nulla. In effetti la partecipazione di Danny Losito, il quale duettò perfino con le Las Ketchup, è passata decisamente sottotraccia, e la ventesima posizione finale in quel Festival ne è la testimonianza. Questo brano però lo ripeschiamo per i noti motivi gastronomici: in particolare Losito canta la sua nostalgia per la pasta al forno preparata dall’ex. “E mi manca la lasagna che mi cucinavi tu, te ne sei andata in Spagna (a preparare paelle? Ndr) e quasi non mi parli più”, il verso in questione.

 7. La Paranza, Daniele Silvestri – 2007

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Certo, Daniele Silvestri in questa sua canzone non parla nello specifico del famoso fritto di paranza. Il testo, condotto da un ritmo allegro e quasi sudamericano, è un continuo riferimento ironico, e talvolta nascosto, all’attualità e alla cronaca italiana. La condanna che vuole lanciare il cantante sembra chiara: non trattare con superficialità, leggerezza, le grandi questioni che ci interessano da vicino. Con un titolo così, che ci fa venire in mente l’estate e le fritture, non potevamo non inserire la canzone in questa lista.

8. Yanez, Davide Van De Sfroos – 2011

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Il cantautore originario di Como racconta a suo modo i sapori e gli odori della Riviera Romagnola. Nel Festival del 2011 Van De Sfroos si piazza ai piedi del podio narrando fritture di pesce e pizze da asporto: “uduu de fritüüra de pèss e de piza de purtà via”. Stuzzichini, moscardini e una bibita dai quattro colori completano il “menu” proposto dal cantante lombardo.

9. I tuoi particolari, Ultimo – 2019

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Tre anni fa il cantautore romano Ultimo cantava con un velo di malinconia la sua solitudine dopo una dolorosa rottura. Nostalgia che si rivela anche a tavola: “È da tempo che cucino e metto sempre un piatto in più per te”. Peccato che non ci riveli cosa abbia preparato ai fornelli, avremmo voluto saperlo…

 10. I caffè di Sanremo

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Come in ogni pasto che si rispetti, anche in questo nostro insolito menu canoro chiudiamo con il caffè. Raggruppiamo in un unico paragrafo tre canzoni legate da un comune filo rosso. Anzi, forse meglio dire nero. Rocco Hunt sente il profumo di caffè la mattina presto in È nu juorno buono, Alex Britti addirittura confessa di averne bevuti 7000 per rimanere sveglio e raggiungere al più presto la sua morosa. Fiorella Mannoia, molti anni prima, ne prendeva appena uno ma nero e bollente, come recita anche il titolo della sua canzone.

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Quello che i piatti non dicono
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