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Prima fabbrica di sarde, poi set televisivo, ora ristorante: tutte le vite della casa di Montalbano

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A cura di Francesca Fiore
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Ci sono luoghi che finiscono per identificarsi con un personaggio di fantasia al punto da diventare essi stessi parte della storia. È il caso della casa del Commissario Montalbano, la celebre abitazione affacciata sul mare di Punta Secca, nel Ragusano, che per milioni di spettatori è indissolubilmente legata al volto di Luca Zingaretti e ai romanzi di Andrea Camilleri. Eppure quell'edificio esisteva molto prima della fiction e, nel corso di oltre un secolo, ha cambiato più volte identità.

Prima edificio destinato alla lavorazione del pesce, poi residenza privata, quindi set di una delle serie televisive italiane più amate e, negli ultimi anni, anche struttura ricettiva, oggi la casa aggiunge un nuovo capitolo alla propria storia: ospiterà un ristorante ispirato ad Adelina, la governante che nei romanzi e nella serie si prende cura del commissario anche attraverso i suoi piatti. Una trasformazione che sfrutta inevitabilmente la forza simbolica del luogo, ma che si inserisce anche in una storia profondamente legata al cibo, alla cucina siciliana e alle abitudini gastronomiche del personaggio creato da Camilleri.

Prima di Montalbano c’erano le sarde

L’edificio che tutti conoscono come “Casa Montalbano” si trova sul lungomare di Punta Secca, frazione marinara di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa. Oggi è difficile separarlo dall’immagine di Salvo Montalbano, dalla veranda affacciata sulla spiaggia e dalle scene domestiche della serie televisiva. La sua storia, però, comincia molto prima dell’arrivo delle troupe e dello straordinario successo del personaggio creato da Andrea Camilleri.

In origine la struttura non era una casa, ma un laboratorio destinato alla salagione delle sarde: la sua funzione era quindi strettamente legata al mare e alle attività che per lungo tempo hanno sostenuto l’economia dei piccoli centri costieri siciliani. Prima di diventare uno dei luoghi più riconoscibili della televisione italiana, l’edificio apparteneva insomma alla dimensione quotidiana e produttiva di Punta Secca: quella dei pescatori, della conservazione del pescato e del lavoro svolto a pochi metri dalla battigia.

All’inizio del Novecento la struttura fu acquistata dalla famiglia Di Quattro e trasformata in una residenza estiva. Cambiò la destinazione d’uso, ma non il rapporto privilegiato con il paesaggio circostante: la posizione direttamente affacciata sulla spiaggia, che in seguito avrebbe contribuito in modo decisivo alla sua fortuna televisiva, divenne il tratto distintivo di una casa pensata per la villeggiatura e per la vita sul mare.

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Per decenni l’edificio rimase una dimora privata, inserita senza particolare clamore nel tessuto di Punta Secc: a cambiarne definitivamente il destino fu la produzione della fiction dedicata al Commissario Montalbano, che la scelse per rappresentare l’abitazione del protagonista nella località immaginaria di Marinella. La veranda, la facciata chiara e l’accesso quasi diretto alla spiaggia offrivano un’immagine immediata e credibile della vita appartata del commissario, sospesa tra le indagini, i pasti consumati in silenzio e le lunghe osservazioni del mare.

Da quel momento la casa smise di essere soltanto un edificio privato: entrò nella geografia narrativa della serie e, con il passare degli anni, nell’immaginario di milioni di spettatori. Punta Secca divenne per il pubblico Marinella, mentre quella residenza affacciata sull’acqua si trasformò in uno dei simboli più riconoscibili dell’universo di Camilleri.

Quando Punta Secca diventò Marinella

L‘esordio televisivo de Il Commissario Montalbano risale al 1999: la serie, tratta dai romanzi di Andrea Camilleri e interpretata da Luca Zingaretti, scelse gran parte della provincia di Ragusa come set naturale, trasformando città e borghi del Val di Noto in una Sicilia immaginaria che avrebbe conquistato il pubblico italiano e internazionale.

Tra tutte le location, nessuna è diventata iconica quanto la casa di Punta Secca. La lunga veranda bianca affacciata sul Mediterraneo, le persiane azzurre, la spiaggia praticamente davanti all'ingresso: elementi che, episodio dopo episodio, hanno contribuito a costruire l'identità visiva della serie.

Nella finzione è la casa di Salvo Montalbano a Marinella, il luogo dove il commissario riflette sui casi, riceve gli amici e soprattutto si concede i suoi celebri pranzi preparati dalla governante Adelina. Quelle scene domestiche, insieme ai paesaggi della costa siciliana, hanno reso l'abitazione una meta di pellegrinaggio per gli appassionati della serie.

Con il successo della fiction, la casa è diventata una delle attrazioni più visitate della Sicilia sud-orientale. I piani superiori sono stati convertiti in bed & breakfast, permettendo ai fan di soggiornare nello stesso edificio che per oltre vent'anni ha fatto da sfondo alle vicende del commissario.

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Una casa legata anche alla cucina di Camilleri

Se c'è un tratto distintivo di Montalbano, oltre al fiuto investigativo, è il rapporto con il cibo. Nei romanzi di Camilleri e nella serie televisiva i pasti occupano un ruolo centrale: dalla pasta ‘ncasciata agli arancini, passando per il pesce freschissimo e le ricette della tradizione siciliana preparate da Adelina.

La gastronomia non è mai un semplice contorno narrativo, ma uno degli elementi attraverso cui prende forma il carattere del protagonista e, più in generale, l'identità della Sicilia raccontata da Camilleri. Per questo motivo l'arrivo di un progetto dedicato alla ristorazione nella casa di Punta Secca appare come un'evoluzione coerente con la storia del luogo, più che una semplice operazione commerciale.

Da Adelina ai fornelli: il nuovo capitolo della casa

L'ultimo capitolo della storia dell'edificio si chiama Adelina Bordo Mare, ristorante e pizzeria che prende il nome dalla storica governante del commissario, figura centrale nell'immaginario gastronomico creato da Andrea Camilleri. Il progetto porta la firma dello chef Joseph Micieli, cuoco ragusano classe 1988 già alla guida di Scjabica e Cucina Costiera, dove ha costruito una proposta fortemente legata al pescato locale e alla valorizzazione delle specie meno conosciute.

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Il menu unirà alcuni piatti che richiamano la tradizione siciliana raccontata nei romanzi – dalla pasta ‘ncasciata agli arancini – a una proposta di pizze con topping di mare, pensata come elemento distintivo del locale. Più che un semplice cambio di destinazione d'uso, l'apertura del ristorante rappresenta un nuovo tassello nella storia di un edificio che ha saputo attraversare epoche e identità diverse: nato come luogo di lavoro legato al mare, diventato simbolo della televisione italiana e oggi destinato ad accogliere i visitatori anche attraverso la cucina. In fondo, per la casa del commissario più buongustaio della letteratura italiana, era difficile immaginare un'evoluzione più coerente.

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