video suggerito
video suggerito
14 Ottobre 2026 11:49

Prezzo raddoppiato per i pomodori datterini: perché costano 7 euro al chilo all’ingrosso

Dopo l'estate più calda dal 1950 la Sicilia fatica a rifornire i supermercati, che quindi comprano all'estero. Intanto conviene ripiegare su pomodori a grappolo, pelati e passata.

A cura di Rossella Neiadin
0
Immagine

Per generazioni l'insalata di pomodori è stata il contorno più economico e veloce delle case degli italiani, quello che si condisce con olio, sale e basilico mentre bolle l'acqua per la pasta. Quest'autunno, però, i pomodori datterini si vendono all'ingrosso fino a 7 euro al chilo, tanto che la classica vaschetta di plastica comincia a pesare sul portafoglio come una specialità da gastronomia.

A scherzarci sopra è stato Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati, la rete che riunisce 22 fra i principali mercati agroalimentari del Paese. Ha osservato che, di questo passo, i piatti a base di pomodorini rischiano di trasformarsi in portate gourmet, "quasi da ristorante stellato".

La battuta, in effetti, accompagna un dato serio, ossia un prezzo di partenza del pomodoro che è mediamente raddoppiato rispetto a pochi mesi fa.

Il listino dei datterini da Vittoria a Torino

Il datterino, il pomodorino allungato che deve il nome alla somiglianza con il dattero e la fama a una polpa dolcissima, è oggi il pomodoro più caro del banco. Il suo prezzo sale man mano che ci si allontana dalle zone di coltivazione e ce lo dice il confronto fra i cartellini di Vittoria, Roma e Torino.

Nel mercato ortofrutticolo più importante della Sicilia, quello di Vittoria, in provincia di Ragusa, secondo le rilevazioni di inizio ottobre il datterino si vende attorno ai 5 euro al chilo. Il ciliegino oscilla fra 4 e 5 euro, mentre i pomodori a grappolo, venduti ancora attaccati al rametto, costano circa 2,50 euro.

Immagine

Al Centro agroalimentare Roma (Car), il grande polo alle porte della Capitale diretto proprio da Pallottini, il datterino ha oscillato nelle ultime rilevazioni fra 5,80 e 6,30 euro al chilo. Il cuore di bue, il pomodoro grosso e costoluto che si mangia soprattutto crudo, non scende sotto i 4,50 euro.

Le cifre più alte si leggono a nord, al Centro agro alimentare Torino (Caat), che ha sede a Grugliasco, dove i datterini rossi e gialli sono quotati fra 6,50 e 7 euro al chilo. Lì i ciliegini valgono fra 5,50 e 5,80 euro, mentre il cuore di bue verde, raccolto prima della piena maturazione, viene prezzato fra 5 e 5,50 euro. Parliamo di cifre all'ingrosso, quindi al dettaglio il conto risulta ancora più salato.

Perché i pomodori costano così tanto

Il numero uno di Italmercati ha individuato due cause: l'ondata di caldo estremo dell'estate 2026 e l'aumento dei costi di produzione, trainato dal prezzo di carburanti e fertilizzanti. Sul primo punto i dati gli danno ragione, perché secondo l'Istituto per la bioeconomia del Cnr l'estate appena trascorsa è stata la più calda registrata in Italia dal 1950. La media nazionale ha toccato i 24,3 °C e quella di agosto i 25,6 °C, mentre le serie storiche dell'Aeronautica militare, che partono dal 1961, confermano il primato.

Le ondate di calore di luglio e agosto hanno compromesso le coltivazioni e rovinato parte del raccolto, con il risultato che la quota di pomodori vendibili è sensibilmente calata. La canicola ha ostacolato anche i trapianti programmati in quel periodo, cioè il passaggio delle piantine dal vivaio al terreno, e ha ridotto di conseguenza l'offerta delle settimane successive. Dal Ragusano, intanto, gli agricoltori hanno segnalato maturazioni accelerate e rese più basse.

Da dove vengono i pomodori venduti in autunno

Fra autunno e inverno il punto di riferimento per i pomodori venduti in Italia sono le serre siciliane: questo vuol dire che un'annata storta per i raccolti dell'isola si riflette sui banchi di tutto il Paese. Per colmare il vuoto lasciato dalla produzione nazionale, i flussi d'acquisto dei supermercati si sono inevitabilmente rivolti all'estero. La Grande Distribuzione ha quindi fatto incetta di pomodori spagnoli, olandesi, albanesi e turchi.

Le quotazioni proibitive del pomodoro italiano hanno dunque aperto la porta alla concorrenza straniera, dato che la domanda non accennava a calare. Al Caat il confronto è già evidente sul pomodoro a grappolo, con quello italiano prezzato fra 2 e 2,50 euro al chilo e quello olandese fra 1,80 e 2 euro.

Quando scenderanno i prezzi dei pomodori

Sui tempi gli addetti ai lavori non si sbilanciano, perché il ritorno alla normalità dipende soprattutto dall'andamento del meteo. Toni Margiotta, presidente dell'Acov, l'associazione dei titolari dei box del mercato, ha descritto così la situazione di Vittoria, ferma da tempo: "Non è variato nulla nella sostanza, né nei quantitativi né nei prezzi". I primi raccolti dei nuovi impianti, cioè delle piante trapiantate per la stagione invernale, sono attesi per metà novembre, mentre quantità più abbondanti sono previste verso la fine del mese.

Margiotta ha invitato comunque alla prudenza, perché in Sicilia le temperature sono ancora elevate e basterebbe un ciclone o un'altra calamità naturale a stravolgere ogni previsione. Pallottini, dal canto suo, ha registrato un primo miglioramento dopo le piogge di fine settembre, anche se a suo giudizio la disponibilità di prodotto può rimanere limitata ancora per qualche settimana.

Anche quando le forniture torneranno regolari, c'è un secondo fattore a rischiare di gonfiare i costi. Fabrizio Galliati, presidente del Caat, ha spiegato che i rincari attuali dipendono quasi esclusivamente dal clima. Il caro energia, invece, pesa già sul lavoro nei campi, perché fa schizzare il prezzo del gasolio bruciato dai macchinari agricoli e dell'energia che alimenta serre e impianti di irrigazione. A suo avviso l'effetto si vedrà fra tre e sei mesi, quando verrà messo in vendita ciò che si sta coltivando adesso.

Quali pomodori comprare per risparmiare

Finché i prezzi non scendono conviene scegliere la tipologia di pomodoro in base alle necessità e a quello che vogliamo preparare. Il pomodoro a grappolo, che nei mercati considerati ha prezzi decisamente inferiori rispetto al datterino, si presta sia all'insalata sia alla cottura. Per i sughi di tutti i giorni, invece, i pelati e la passata rappresentano un'alternativa sensata.

Del resto, come ha ricordato lo stesso Pallottini, l'emergenza climatica favorisce i prodotti conservati rispetto al fresco. Fino a dicembre, insomma, conviene presentarsi dal fruttivendolo con lo spirito di chi visita una gioielleria, dove si ammira molto e si compra poco.

Immagine
Resta aggiornato

Ogni giorno nuove Ricette tutte da gustare

News
Immagine
Quello che i piatti non dicono
Segui i canali social di Cookist
api url views