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in foto: La pizza di Pizza Secret

La storia della pizza a New York è lunga 115 anni ed è fatta di alti e bassi, tra tradizione e nuovi trend che hanno reso iconico il piatto napoletano. A questa data risaliamo grazie alla fondazione di Lombardi’s, la prima pizzeria della città di New York nata nel 1905 grazie a Gennaro Lombardi, un immigrato napoletano che nel capoluogo faceva il panettiere. Arrivato a Little Italy nel 1897 apre un mini market che propone anche piatti pronti e, su idea di un suo impiegato, Antonio Pero detto Totonno, inserisce la pizza tra le pietanze. Tripudio annunciato al punto da convincere Lombardi a trasformare il negozio in una pizzeria in cui Pero è il maestro pizzaiolo. Il matrimonio tra i due napoletani dura fino al 1924 quando Antonio Pero lascia la pizzeria madre, per seguire l’espansione di Lombardi’s e aprire un proprio ristorante: Totonno. Entrambe esistono ancora e Totonno’s è stata nominata Miglior pizzeria d’America da Food Network.

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Col tempo le pizzerie crescono a vista d’occhio ma lo stile di Lombardi’s e Totonno’s decade: New York offre una pizza italiana di bassissima qualità per tutto il ‘900, facendo tramutare il piatto in qualcosa di americano al punto che molti statunitensi pensano tutt’oggi che la pizza sia stata inventata negli Stati Uniti. Negli anni ‘80 alcuni imprenditori comprendono il problema e chiamano nella Grande Mela alcuni grandi maestri della pizza napoletana, per insegnare la tecnica agli alunni oltreoceano: ma i risultati sono tutt’altro che soddisfacenti. Gli emigranti di fine ottocento e primi novecento non erano dei pizzaioli professionisti, non c’era consapevolezza né professionalità nel fare la pizza.

Oggi tutto è cambiato: tanti imprenditori italiani hanno deciso di portare la pizza in America, perché una buona pizza come dice Gino Sorbillo “Si può fare a Napoli, in Corea e a New York” ma quali sono le più buone della Città che non dorme mai?

Ribalta

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Il ritrovo dei tifosi del Napoli e non solo, perché Ribalta è sì la sede del Club Napoli New York City con tanto di tribunetta derivante dai seggiolini del San Paolo, ma è anche una pizzeria di altissimo livello che ha conquistato i palati italiani e non solo, finendo anche in Guida Michelin. Rosario Porcino e Pasquale Cozzolino hanno portato l’aria di Napoli nel cuore della Grande Mela: impasto al lievito madre, pomodoro e Mozzarella di bufala direttamente dalla Campania o il fiordilatte delle mucche Jersey (una razza particolarissima dei Monti Lattari), miscela di farine di molini italiani. Imperdibili le pizze classiche, di gran successo La Cetara: alici di Cetara, fiordilatte, capperi di Pantelleria, olive nere di Gaeta, Burrata di Andria e pomodorino del piennolo (in foto).

48 e 12Th St
New York, NY
+1 (212) 777-7781
ribaltapizzarestaurant.com

Sorbillo

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Un cognome che profuma di pomodoro e mozzarella: a Little Italy c’è Zia Esterina Sorbillo, l’insegna che Gino ha dedicato alla grande pizzaiola della famiglia. Alle pareti un menu molto simile a quello che troviamo a Piazza Trieste e Trento a Napoli, oppure alla sede di Milano, con la pizza declinata nelle versioni principali.

La scelta dell’ubicazione l’ha spiegata lo stesso Sorbillo in una video intervista/lezione alla Culinary Istitute of America: “mi ricorda via dei Tribunali, un quartiere popolare, con tante storie, un quartiere di vita; un quartiere di strada che entra in pizzeria, senza barriere. Io non credo nelle barriere”.

112 Mulberry St, Little Italy
New York City, NY
+1 646-678-3392
sorbillonyc.it

Don Antonio by Starita

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Questa è una storia bellissima: l’indirizzo americano di Starita a Materdei aperto in collaborazione tra la famiglia partenopea e Antonio Caporuscio, pizzaiolo di Terracina che a Napoli è stato allievo proprio di Starita prima di aprire il Kestè nella Grande Mela e aiutare Antonio Starita a conquistare New York. Il tentativo è riuscito benissimo: l’apertura nel 2012 ha catturato pubblico e critica newyorkese, proiettando il ristorante ai vertici delle guide dei “Migliori nuovi locali” della città. La proposta è Starita Style puro: la Marinara e la Montanara Starita sono leggendarie a Napoli come a New York.

309 West 50th Street (at 8th Ave.)
New York, NY 10019
646-719-1043
donantoniopizza.com

Kestè

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Lo abbiamo nominato, restiamoci. Nelle guide gastronomiche della città, questa pizzeria è ai vertici da 10 anni grazie a Roberto Caporuscio e alla sua famiglia. La pizzeria è intransigente, la famiglia Caporuscio ha voluto trapiantare a New York una pizza napoletana: niente polpette, niente patatine, niente ananas. E poi i prezzi: la Margherita, la Marinara e la Mastronicola, una pizza del 1.600, bianca con pecorino romano e sugna a 5 dollari per sempre. Il maestro ha anche aperto una scuola molto conosciuta negli Stati Uniti e non lesina i suggerimenti e le ricette, come in una vecchia intervista a Il Sole 24 Ore: “1 grammo di lievito di birra per 1.650 grammi di farina e un litro d'acqua. A cui vanno aggiunti 50 grammi di sale. Ma se la fate a casa, dove non avete questi forni, aggiungete 15 grammi di olio extravergine d'oliva e 10 grammi di zucchero”.

77 Fulton St
New York, NY
212-693-9030
kestepizzeria.com

PQR NYC

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Il nome è un acronimo: Pizza Quadrata Romana New York City ed è abbastanza chiaro ciò che propone questo indirizzo a Manhattan con l’elmo del gladiatore nel logo. La pizzeria gestita da Angelo Iezzi, presidente dell’Associazione Pizzerie Italiane, propone un nuovo concetto di ristorazione dedicata al celebre piatto. Impasto all’olio extravergine d’oliva che oseremo dire estremo: 96 ore di maturazione, idratazione all’80%, cifre difficili da trovare anche in Italia. Usano una farina ad alto contenuto proteico che contiene meno amido. Considerando questo fattore, la pizza ha un contenuto di carboidrati inferiore e un contenuto proteico più elevato rispetto a una pizza standard. Assolutamente da provare la Margherita e la Patate e rosmarino.

1631 2nd Ave
New York, NY 1002
pqr-nyc.com

Una pizza napoletana

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Se al punto 5 è stato usato un acronimo, in questo caso l’indicazione è netta. L’indirizzo fondato da Anthony Mangieri, nato e cresciuto nel New Jersey da famiglia italiana; la pizzeria è arrivata a New York dopo tante vicissitudini, prima nel New Jersey e poi a San Francisco. La proposta odierna è di alto livello, quasi sorprendente perché offre solo 5 pizze fisse, molto simili tra loro: 4 tipi di Margherita (classica, con bufala, a filetto o con la provola) e la Marinara. Il venerdì aggiunge la Concetta, con 4 tipologie di pomodoro e il Parmigiano; il sabato c’è la Apollonia con mozzarella di bufala, parmigiano, uovo, salame, pepe nero, aglio, basilico.

175 Orchard St
New York, NY 10002
+1 646-692-3475
unapizza.com

Pizza Secret

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Altro indirizzo made in Naples aperto nel 2018 grazie alla caparbietà di Rosario Granieri, un pizzaiolo napoletano figlio d’arte da 10 anni in giro per gli Stati Uniti. La proposta è tradizionale napoletana e abbraccia tutta la gastronomia partenopea: pizza, parmigiana, polpette al ragù, la Genovese. Una ricerca costante dei sapori autentici di casa Granieri, ma con le nuove tecniche di impasto e maturazione (sua la foto della copertina dell'articolo in cui si può godere l'alveolatura del cornicione). Grande attenzione alla carta dei vini, sempre rigorosamente campani, curata personalmente da Rosario. Celebre per il delivery, gratuito sopra i 10 dollari.

72 5th Ave
Brooklyn, NY 11217
+1 929-337-6245
pizzasecretneapolitanfood.com

Ops

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Una pizza (quasi) a canotto. Impasto ad altissima idratazione e lunga maturazione per questo indirizzo di Brooklyn che abbina la pizza alla mixology con maestria. Il menu è scarno di novità e punta tutto sulla tradizione. Da Ops l’innovazione è nell’impasto, difficile da trovare studiato in questo modo dall’altra parte dell’Oceano. L'utilizzo di farine poco raffinate dona un profumo inconfondibile al prodotto.

346 Himrod St
Brooklyn, NY
+1 718-386-4009
opsbk.com

Song’e Napule

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Un angolo di Fuorigrotta a New York. Entrando in questo ristorante si respira l’aria del San Paolo, non solo per i tanti riferimenti alla squadra di Maradona sulle pareti e le divise di camerieri e pizzaioli. Ciro e Giovanni Iovine sono pluripremiati dalle Guide di tutto il mondo. La proposta è molto varia, tra le pizze tradizionali (rigorosamente scritte in italiano) e la pasta, per arrivare a insalate e dolci. Tutto in stile partenopeo, anche il servizio. Song’e Napule è una storia di famiglia, quella degli Iovine e quella che Ciro, il pizzaiolo e patron, si è costruito a New York con sua moglie Austria: tutto questo lo si vede nel piatto, che fa sentire a casa tutti gli italiani.

146 W Houston St
10012 New York, NY
+1 212-533-1242
songenapule.nyc

Camillo

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Più che una pizzeria, un vero ristorante tradizionale romano. Specializzato nella pinsa tipica del Centro Italia, il menu propone gli antipasti, i primi e i secondi piatti che hanno portato la cucina capitolina in giro per il mondo. La pinsa di Camillo usa la ricetta antica, con l’impasto misto di grano biologico, farina di riso e soia. Lunga lievitazione, intorno alle 48h, e cottura nei forni italiani per un prodotto leggero e croccante con un sapore deciso. Tanta considerazione per questa pizzeria nella critica statunitense, fu inserita dalla prestigiosa Guida Zagat tra "Gli indirizzi più attesi del 2017". Il nome richiama la vera vocazione del locale: l’abbinamento con i cocktail. Il ristorante è dedicato a Camillo Negroni, l’uomo che presumibilmente inventò il cocktail Negroni nel 1919.

1146 Nostrand Ave
Brooklyn, NY 11225
718-576-6886
info@camillobk.com