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5 Luglio 2023 15:00

Pesce scorpione: cos’è e come riconoscere la nuova pericolosa specie del Mediterraneo

Arriva dal Mar Rosso e dalle acque tropicali, è stato avvistato pure nel Mediterraneo. Affascinante ma al contempo particolarmente pericoloso: cos'è e come si riconosce il pesce scorpione.

A cura di Alessandro Creta
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Bello, dai colori vivaci, buono nel piatto ma al contempo pure particolarmente pericoloso. È l'identikit del cosiddetto pesce scorpione, una specie ittica che dal Mar Rosso è finita nei nostri mari a seguito dell'aumento delle temperature. Rappresentando, così come il granchio blu di cui parlammo qualche tempo fa, anche un pericolo per gli ecosistemi in cui si trova ora a nuotare. Un rischio non solamente per gli altri pesci ma anche per l'uomo: gli aculei di tale specie, infatti, sono velenosi (e lo rimangono anche per ore dopo la sua morte) e nei casi più gravi possono provocare un effetto letale.

Buono ma pericoloso: cos'è il pesce scorpione

Negli ultimi giorni ci sono stati due avvistamenti di pesce scorpione proprio nei mari italiani, per la precisione a largo delle coste calabresi. Scovato a oltre 10 metri di profondità da sub in immersione e pescatori professionisti, questa specie è di indubbio fascino e bellezza, in pochi però sanno che gli aculei di cui è fornito sono estremamente velenosi.

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Il suo nome scientifico è Pterois miles e si tratta di un pesce tropicale originario del mar Rosso, negli ultimi anni avvistato più volte anche nel Mediterraneo. Nelle nostre acque è una specie aliena e per questo anche pericolosa per l'intero ecosistema marino, potenzialmente dannoso per gli altri pesci. Dalle carni particolarmente pregiate è però al contempo pure una minaccia per l'uomo. L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) ha infatti avvertito: "È una tra le specie più invasive al mondo, nota per aver invaso gran parte delle coste atlantiche occidentali con imponenti impatti ecologici".

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Data la sua natura invasiva il pesce scorpione, secondo alcuni, potrebbe rappresentare un'alternativa al tonno. Preferendo la cattura del primo (che nelle nostre acque non ha predatori naturali) rispetto a quella del secondo, allo stesso tempo, si ridurrebbe il numero di pesci scorpione nel Mediterraneo favorendo dall'altro lato un ripopolamento dei mari del tonno stesso. Come detto le carni del pesce scorpione sono commestibili e anche particolarmente pregiate, ma pure dopo la sua morte bisogna prestare molta attenzione ai suoi aculei, velenosi anche tra le 24 e le 48 ore. Attenzione, quindi, anche a eventuali esemplari presenti nei mercati ittici.

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