
Il pane è uno degli alimenti più antichi della storia dell’uomo: gli studi inizialmente facevano coincidere la sua comparsa con lo sviluppo dell’agricoltura, ma scoperte archeologiche recenti dimostrano che la sua comparsa risale a oltre 14.500 anni fa: ben prima della nascita dell'agricoltura, le comunità di cacciatori-raccoglitori macinavano già cereali selvatici per ottenere un cibo pratico e nutriente, che si sarebbe rivelato nei millenni estremamente prezioso per la sopravvivenza. Il valore del pane rispetto al passato, specialmente alle nostre latitudini è andato perso, tanto che è uno degli alimenti più sprecati, ma in molte parti del mondo rappresenta ancora una imprescindibile fonte di sostentamento: in Italia e in molte culture del Mediterraneo, fino a una cinquantina di anni fa (gli anziani se lo ricordano ancora) baciare il pane era un gesto che ne evocava la sacralità.
Il pane: molto più di un alimento
Molte delle credenze popolari che riguardano l’impiego del pane, dalla sua realizzazione al momento di servirlo in tavola, sono legate alla simbologia religiosa di questo cibo che, in particolare nel cristianesimo, rappresenta il corpo di Cristo nell'Eucaristia; così come nella preghiera del Padre Nostro si chiede a Dio di darci “il nostro pane quotidiano”. Il pane unisce il sacro e allo stesso tempo rappresenta il diritto delle persone a sfamarsi in modo dignitoso: molte pagnotte prima di essere infornate sono segnate da una croce, un’incisione che ha valenze tecniche da una parte (per migliorare la lievitazione) e dall’altra porta con sé significati di protezione e di benedizione. Insomma, l’ipotesi di sprecare il pane non era prevista anzi, si considerava un vero peccato, tanto che svariate ricette del riciclo arrivano proprio dai contadini che si ingegnavano per utilizzare anche quello vecchio e secco, tra zuppe e torte rustiche. Senza dimenticare che produrre il pane da sè o acquistarlo costava lavoro e fatica.

Baciare il pane: quando e perché si faceva
Poteva però capitare che il pane dovesse essere gettato, ed è qui che entrava in scena il bacio: i tozzi prima di venire buttati si baciavano in segno di rispetto, per attenuare il senso di colpa di stare compiendo un’azione sbagliata nei confronti di Dio. Soprattutto nelle regioni dell’Italia meridionale, tra Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, però, un bacio arrivava anche quando una pagnotta o un pezzetto cadevano accidentalmente a terra: il pane era considerato ancora commestibile, ma in qualche modo risultava “profanato”. Così, prima di mangiarlo lo si baciava (spesso erano le donne o i bambini a farlo), sempre per chiedere scusa dell’offesa arrecata, in una sorta di “rito” di purificazione.