
Tra gli ortaggi simbolo dell'estate ecco che spiccano i peperoni: non solo trovano spazio in tantissime ricette perché versatili, colorati e gustosi, ma sono anche ipocalorici, ricchi di vitamina C e antiossidanti, alleati del benessere. Eppure, molte persone tendono a non considerarli, in quanto è altrettanto celebre quella fastidiosa sensazione di "restare sullo stomaco" dopo averli mangiati che si manifesta con pesantezza e gonfiore. Non si tratta di un mito da sfatare, perché i peperoni su determinati individui particolarmente sensibili a livello gastrointestinale possono davvero avere questa spiacevole conseguenza. Vediamo qual è il motivo e come è possibile renderli più leggeri e digeribili.
Perché i peperoni possono essere indigesti?
Diciamo subito che la responsabilità di questo effetto non si trova tanto nella polpa, quanto in parti come la pelle, che contiene fibre insolubili come la cellulosa che il nostro corpo fa fatica a scomporre, nei filamenti bianchi che vediamo all’interno del peperone quando lo apriamo e nei semi, composti da sostanze potenzialmente irritanti che vengono mal tollerate dall'organismo. Tra queste compare la solanina, un alcaloide glicosidico tipico di alcuni vegetali appartenenti alla grande famiglia delle Solanacee (come melanzane, peperoni, patate, pomodori) che nei peperoni non è presente in grandi quantità, ma che in persone predisposte a soffrire di disturbi intestinali può amplificare i sintomi legati alla sindrome dell’intestino irritabile e a malattie infiammatorie croniche intestinali, come approfondito in studi recenti.
Come rendere i peperoni più digeribili
La buona notizia è che non si tratta di conseguenze negative che colpiscono tutti indistintamente: in più, chi ama i peperoni, ma ha paura che mangiarli possa avere ripercussioni, può avvalersi di diverse strategie, che partono dalla scelta dell’ortaggio e arrivano alla cottura. Vediamo nel dettaglio come comportarsi.
- Acquista i peperoni quando sono ben maturi. Per esempio, quelli verdi sono ancora acerbi e sono caratterizzati da una maggiore presenza di clorofilla: man mano che maturano diventano gialli e rossi a seconda delle varietà, lasciando posto a sostanze come beta-carotene e luteina che conferiscono il nuovo colore, oltre a maggiori vantaggi nutrizionali, aumentando per esempio la quantità di vitamina C e diminuendo la concentrazione di solanina.
- Dedica qualche minuto in più alla pulizia. Semi e i filamenti bianchi vanno eliminati: individuarli è semplice, perché hanno una struttura quasi spugnosa al tatto che si asporta con il coltello. Rimuoverli non solo favorisce la digestione, ma salvaguarda anche il risultato finale della ricetta, dato che sono amarognoli.
- Togli la pelle: chi non ha problemi a livello gastrointestinale può consumare i peperoni crudi provvisti di pelle, per sfruttare al meglio sia la vitamina C (che è idrosolubile e tollera poco il calore), sia le fibre. Alle persone sensibili, invece, si consiglia di cuocere il peperone prima di consumarlo per poter togliere in modo agevole la pelle: lo puoi arrostire intero in forno, posizionare sulla griglia, oppure sbollentare o inserire nel microonde, per poi chiuderlo all’interno di un sacchetto di carta o gelo (che usi per il freezer): per via del vapore, l’involucro si solleva dalla polpa e si spella semplicemente sfregando con le mani o incidendo con un coltellino.

Come cuocere i peperoni
Ci colleghiamo all’ultimo suggerimento: cuocere i peperoni può fare la differenza, perché le fibre si ammorbidiscono e, come sopra citato, è anche più semplice eliminare la pelle. Te li consigliamo:
- Al forno: cuocili interi finché la pelle non risulta raggrinzita e scurita e rimuovila prima di far raffreddare l’ortaggio. È il momento più difficile perché le mani si scottano leggermente. Togli anche semi e i filamenti bianchi e riduci il tutto in falde o striscioline, come preferisci. Condisci con olio extravergine d’oliva, erbe aromatiche tritate e un pizzico di sale.
- Alla griglia: un metodo molto semplice è quello di grigliarli, utilizzando anche la classica piastra/bistecchiera antiaderente da posizionare sulla fiamma della cucina. In questo caso taglia i peperoni in falde, poi elimina semini e filamenti bianchi e fai cuocere da entrambi i lati fino a quando sono morbidi. Insaporisci come nella versione al forno.
- Marinati dopo la cottura: nelle due alternative precedenti, abbiamo consigliato un condimento espresso, così da portarli subito in tavola. Per renderli ancora più teneri agevolando la scomposizione delle fibre vegetali, e gustosi, puoi ricorrere alla marinatura, grazie all’aggiunta di un ingrediente acido come l’aceto, che ben si sposa con la dolcezza naturale del peperone. Come si fa? Una volta cotti, spellati e tagliati, immergili in un’emulsione con olio extravergine d’oliva, aceto di vino bianco, aglio, basilico fresco e lascia riposare in frigorifero per almeno due ore.

Abbinamenti ed errori da evitare
I peperoni trattati nelle modalità che abbiamo appena elencato diventano più leggeri, ma non per questo bisogna esagerare. La porzione consigliata è 200 grammi, sempre all’interno di una dieta varia ed equilibrata: chi soffre in genere di problemi digestivi non deve associarli ad altri ingredienti che possono creare pesantezza, a partire da un eccesso di condimenti grassi. Per esempio, dopo averli grigliati o cotti in forno, puoi renderli sfiziosi con mollica di pane fatta dorare in padella e completare con dei capperi, imitando i nostri peperoni in padella, oppure sono ottimi per accompagnare petto di pollo e di tacchino, o pesce bianco: evita ricette che li vogliono fritti o arricchiti con formaggi filanti, seppur golose possono essere sfidanti. Importante: controlla bene i tempi di cottura, assicurandoti che i peperoni si siano ben ammorbiditi e non rimangano semi-crudi. I peperoni arrostiti, infine, vanno girati per permettere una migliore distribuzione del calore e bisogna aspettare qualche minuto prima di inciderli (vedrai che si afflosciano), perché lo strato sottile di pelle intrappola vapore acqueo, con il rischio che “esplodano”, scottandosi con gli schizzi.