9 Maggio 2022 13:00

Pelle arancione: cos’è e come si manifesta la carotenosi

Sei un'amante di zucche e carote e hai notato che la tua pelle sta assumendo una strana colorazione tendente all'arancio? Forse stai esagerando con le quantità. Scopriamo insieme cos'è la carotenosi e se esiste un pericolo effettivo per la salute.

A cura di Emanuela Bianconi
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Che cos'è la carotenosi, come può manifestarsi e soprattutto esiste un pericolo effettivo per la nostra salute? Per rispondere a queste domande, piuttosto complesse, ci siamo avvalsi della competenza di Arianna Rossoni, dietista, docente e responsabile del progetto Equilibrio Donna. "La carotenosi – ci spiega la dottoressa – è una condizione di accumulo di carotenoidi sotto pelle che si manifesta esteticamente con la pelle color arancio-giallastro". Al quesito se può essere di per sé preoccupante, ecco che arriva la rassicurazione tanto attesa dagli appassionati di zucca e carote (sottoscritta compresa): "Non è una condizione pericolosa, ma denota che c'è una dieta squilibrata, causata essenzialmente da un consumo eccessivo di alimenti contenenti beta-carotene, privi di condimento". Questo perché i carotenoidi vengono ben metabolizzati dal nostro organismo nel momento in cui sono consumati in associazione a una componente di grassi buoni, che può essere l'olio extravergine di oliva, l'avocado… ". Anche la frutta secca – precisa Arianna –, ma è meglio che siano grassi monoinsaturi".

Ma, facendo un doveroso passo indietro, cerchiamo innanzitutto di capire cosa sono i carotenoidi. Questi sono dei pigmenti vegetali di natura lipidica responsabili della colorazione di molte piante, ma anche di alghe e batteri. La loro caratteristica struttura chimica li rende dei potenti antiossidanti in grado di neutralizzare i radicali liberi e svolgere una funzione di prevenzione nei confronti di alcune tipologie di tumore, malattie cardiovascolari e patologie degenerative (in particolare degli occhi e della pelle). Tra i carotenoidi più importanti troviamo il licopene, responsabile del caratteristico colore rosso dei pomodori; la luteina, presente in molti vegetali, come il mango, le zucche, i kiwi e i broccoli, ma anche nel tuorlo dell'uovo; la zeaxantina, che troviamo soprattutto nei vegetali a foglia verde; e infine il betacarotene che, lo dice il nome stesso, è contenuto principalmente nelle carote (il primo pigmento isolato, il carotene, fu ritrovato proprio in questo ortaggio), ma anche in albicocche e zucche. Rappresentano i precursori della vitamina A e svolgono una decisiva azione antitumorale.

Come si manifesta la carotenosi? Nel momento in cui si mangiano eccessive quantità di carotenoidi, si iniziano ad avere i palmi delle mani e dei piedi di colore aranciato, colorazione che, successivamente, si può estendere anche al resto del corpo. "La pelle arancione è un campanello d'allarme: vuol dire che se ne sta consumando troppa", ribadisce la dottoressa Rossoni. È una condizione che molto spesso si può riscontrare in donne sottoposte a diete ipolipidiche piuttosto rigide, che appunto consumano tante carote crude nel tentativo di saziarsi. Negli anni Ottanta e Novanta, periodo in cui erano in voga la dieta Atkins e simili, era un fenomeno piuttosto consueto: per combattere i morsi della fame, infatti, si consigliava di sgranocchiare fuori pasto carote, sedano e altri vegetali crudi. Attualmente si vede con meno frequenza e soprattutto in condizioni più nettamente patologiche, come nei disturbi dell'alimentazione: spesso questi individui sono affetti da anoressia, anoressia nervosa o ortoressia. In casi rari il soggetto può essere affetto da ipotiroidismo, diabete mellito, patologie epatiche o renali.

Come si risolve? Diminuendo il consumo di alimenti ricchi di carotene o abbinandoli appunto a una componente di grassi monoinsaturi, quindi condendo la verdura. Nel caso in cui la carotenosi non sia attribuibile a questo errore dietetico, andrebbe approfondita un pochino di più a livello clinico perché potrebbe implicare un accumulo tossico della vitamina A, di cui i carotenoidi sono una pro-vitamina. "Quindi, se effettivamente si riconosce che è dettata da questo consumo abnorme di fibra non condita, si risolve nel giro di poche settimane. Se, invece, non è associato a questo, il consiglio è quello di rivolgersi immediatamente al proprio medico per fare degli accertamenti".

Detto questo, i carotenoidi sono dei potenti antiossidanti naturali e il loro consumo, o meglio di quegli alimenti che li contengono, svolge un'azione protettiva nei confronti di moltissime patologie. Vediamo brevemente le loro proprietà.

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Carotenoidi: dove trovarli e perché fanno bene

Se consumati nelle giuste dosi e combinazioni, i carotenoidi si dimostrano degli efficacissimi antiossidanti naturali. La caratteristica fondamentale di alcuni di essi, e in modo particolare del betacarotene, è di fungere da precursore della vitamina A (o retinolo); oltre alla funzione provitaminica, svolgono un'azione protettiva nei confronti di moltissime patologie. Il loro consumo, il cui assorbimento aumenta in presenza di una fonte di grassi buoni, rafforza il sistema immunitario, contrasta l'azione dei radicali liberi e migliora la salute di pelle, occhi e dell'organismo in generale. Le diete ricche di questi preziosi pigmenti, soprattutto quelli contenuti in frutta e verdura, sono statisticamente associate a un minore rischio di incorrere in malattie cardiovascolari, diabete e tumori. Una loro carenza, invece, sembra correlata a un maggiore pericolo di sviluppare una patologia di natura infiammatoria, come per esempio l'artrite reumatoide.

Ma qual è il fabbisogno giornaliero di un soggetto adulto? Sei milligrammi al giorno per i carotenoidi; li troviamo in molti vegetali di colore rosso-arancione, come le carote, le zucche, le patate americane, il melone, le albicocche, l'anguria, i peperoni, ma anche in diversi vegetali a foglia verde, come gli spinaci, i cavoli e il prezzemolo. Più intenso è il loro colore, maggiore è il livello di caroteni. E, al fine di preservarne l'assunzione ed evitare una loro perdita, è importante aggiungere sempre un filo di buon olio extravergine di oliva oppure qualche fettina di avocado maturo. Come consigliato dalla nostra nutrizionista.

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