
Ora siamo abituati a comprarla al supermercato, semplicemente allungando il braccio verso lo scaffale apposito, tra paprika e cannella, ma in passato si trattava di una delle spezie più preziose, rare e costose al mondo, che si andava a recuperare nell’unico luogo in cui cresceva, un remoto gruppetto di isole facente parte dell’arcipelago indonesiano, note come Molucche, in particolare nelle Banda Islands.
Stiamo parlando della noce moscata, fondamentale nella besciamella, così come nel ripieno dei tortellini, due pilastri della cultura gastronomica europea, ma che in realtà arriva dall’Asia e che in passato (in particolare nell’epoca delle esplorazioni, tra il XVI e il XVII secolo) è stata motivo di guerre commerciali tra grandi potenze marittime come il Portogallo, l’Impero britannico e l’Olanda, decise a conquistare il monopolio su quelle che erano definite non a caso le “isole delle spezie”, tanto che gli olandesi, per l’isola di Run (ricca di noce moscata), scambiarono con gli inglesi l'isola di Manhattan (dove sorgeva la città di Nuova Amsterdam), oggi fulcro di New York.
Introdotta in Italia tramite le rotte arabe e veneziane, veniva considerata un cibo di lusso, amato dagli aristocratici, ma anche una spezia impiegata in cosmesi e come rimedio naturale, merito di un’antichissima tradizione che la vede protagonista non solo come condimento, ma anche come medicinale.
Che cos’è la noce moscata
A crescere nelle isole Molucche è la Myristica fragrans, un albero appartenente alla famiglia delle Myristicaceae che ai nostri giorni viene coltivato non solo in Indonesia, ma è diffuso in altre aree subtropicali e tropicali, come India e Caraibi. La noce moscata non è altro che il seme del frutto (simile a un’albicocca) di questa pianta che viene essiccato: l’esterno del seme è avvolto da una membrana di colore rosso vivo, che si preleva e con cui si realizza un'altra spezia, il macis, detto anche “fiore della noce moscata".

Proprietà e benefici della noce moscata
La noce moscata si trova in commercio in polvere, in bustina o barattolo, oppure intera da grattugiare al momento grazie all’apposita grattugia mini spesso inclusa nella confezione: di solito, la dose indicata nelle ricette si limita a mezzo cucchiaino o “un pizzico”, in quanto le quantità all’interno delle ricette sono davvero esigue, seppur sufficienti a non farla passare inosservata. Dal punto di vista nutrizionale, infatti, la noce moscata risulta molto calorica (525 kcal per 100 gr), composta soprattutto da carboidrati (49,29 gr) e grassi (36 gr) prevalentemente acidi grassi saturi. C’è, ovviamente, un altro lato della medaglia, rappresentato da una buona presenza di vitamina C, vitamina A, vitamine del gruppo B, sali minerali (in particolare potassio, fosforo, calcio e magnesio) e antiossidanti che la rendono una valida alleata per il benessere. La noce moscata, in tempi passati, per esempio nella medicina araba o ayurvedica, era conosciuta per le sue proprietà fitoterapiche per curare molteplici disturbi, come nausea, vomito, mal di stomaco, cattiva digestione, dolori articolari, difficoltà respiratorie e della libido, tanto da essere considerata afrodisiaca. Gli studi scientifici contemporanei ne stanno esplorando i benefici, in particolare quelli relativi ai composti chimici che la caratterizzano, supportando alcune delle sue virtù tradizionali.
1. Favorisce la digestione
Si tratta di una delle qualità più note e apprezzate, in quanto può risultare vantaggiosa come carminativo, per ridurre il gonfiore intestinale dopo i pasti e per attenuare meteorismo e flatulenza.
2. Azione antiossidante
La noce moscata contiene in particolare carotenoidi, vitamina A e manganese. Queste sostanze aiutano a contrastare i radicali liberi, responsabili dello stress ossidativo cellulare.

3. Amica dei denti
A questa spezia si riconoscono alcuni effetti antinfiammatori, antimicotici e antibatterici che agiscono specialmente a livello del cavo orale, favorendo l’igiene complessiva e la salute dei denti.
4. Effetto lenitivo
Gli oli aromatici presenti nella noce moscata ad uso esterno possono alleviare dolori muscolari e alle articolazioni come i reumatismi.
5. Sedativo naturale
Sempre gli oli essenziali avrebbero la capacità di interagire con il sistema nervoso centrale, facilitando il sonno notturno e il rilassamento in generale, calmando stati di ansia e stress.
Controindicazioni
Quel pizzico di noce moscata utilizzato a livello di insaporitore non si rivela assolutamente pericoloso, risultando quindi una spezia perlopiù innocua se si rispetta il dosaggio massimo di 1,5 grammi. Diventa, invece, altamente tossica quando si esagera con le quantità, causando gravi effetti collaterali superando i 10-20 grammi. L’assunzione eccessiva della spezia è associata a danni che riguardano il fegato, il cuore e il sistema nervoso a causa di miristicina ed elemicina, due componenti aromatiche tipiche della noce moscata che agiscono come una vera e propria droga, provocando allucinazioni, palpitazioni, stati di ansia, confusione mentale e generando effetti stimolanti sull’utero, procurando rischi nelle donne in gravidanza a cui viene suggerito il solo uso di condimento e non terapeutico.

Come si usa in cucina
Ne basta una spolverata per dare alle ricette un aroma caldo ed elegante, dalle note lievemente pungenti, inconfondibile. Sappiamo, infatti, quanto una besciamella possa risultare anonima senza questo tocco speziato nel momento in cui ci dimentichiamo di mettere la noce moscata. Ma non solo: la spezia in polvere regala un sentore unico a molteplici preparazioni, in particolare quando si tratta di arricchire impasti o composti sia salati, sia dolci, oppure che ne prevedono un mix di sapori.
Per esempio, si sposa alla perfezione con le preparazioni morbide a base di ortaggi insieme a burro, latte, formaggi freschi (tipo la ricotta), uova – che rappresentano la parte grassa – andando particolarmente d’accordo con le patate (un pizzico se ne unisce al purè, agli sformati, ai soufflé), gli spinaci, basta pensare alla farcia evergreen che si realizza amalgamando con ricotta, spinaci e noce moscata, con cui portare in tavola cannelloni, crêpes, ravioli e torte salate, o alla zucca, in abbinamento alla sua dolcezza, da provare per preparare gnocchi e flan.
Un grande classico, poi, è profumare con la noce moscata il ripieno dei tortellini, come suggeriva anche il grande gastronomo Pellegrino Artusi: si adatta ai piatti di carne (soprattutto quella di maiale e selvaggina), impreziosendo macinati e salsiccia per ragù, o spezzatini.
Senza dimenticare che è un ingrediente che compare tradizionalmente nei pani e nei biscotti speziati che arrivano dall’Europa del Nord, come i celebri gingerbread natalizi, trovando partner ideali in altre spezie come zenzero, cannella e chiodi di garofano.