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31 Gennaio 2023 11:00

Nocciola del Piemonte Igp: il frutto delle Langhe famoso in tutto il mondo

Tonda dal sapore intenso si sposa perfettamente con il cioccolato ma anche con piatti salati. Scopriamo per cosa è celebre la Nocciola del Piemonte IGP.

A cura di Monica Face
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Viene usata per la produzione del celebre cioccolatino torinese, il gianduiotto, ma anche per la crema spalmabile più famosa al mondo. Tonda, gentile e trilobata è la definizione che viene data alla nocciola la cui coltivazione avviene in varie aree delle Langhe. Raccolta a fine estate,  viene essiccata e poi venduta intera, sgusciata, in granella o in farina. Scopriamo tutte le caratteristiche della Nocciola del Piemonte IGP.

Caratteristiche della nocciola del Piemonte

Di forma tendenzialmente sferica, con un guscio robusto e sottile, la Nocciola del Piemonte IGP ha dimensioni non uniformi: la più comune è tonda ma non è raro trovarle anche allungate, più simili a un ovale. Facile da lavorare, la struttura del guscio consente di sgusciarla facilmente, con minimo rischio di intaccare il seme. Dopo la tostatura il gusto e l’aroma sono molto intensi. Ricca di vitamina E ha una buona conservabilità grazie a un basso contenuto di grassi.

Dalle nocciole alla gianduia

Fin dall’antichità l'albero del nocciolo indicava benessere, salute e gioia, tanto che nell’Antica Grecia e nell’Antica Roma regalarne un ramo era ritenuto beneaugurante. In Piemonte veniva coltivato da diversi secoli ma per essere veramente apprezzato bisogna in un certo senso ringraziare Napoleone. All’inizio del 1800, periodo di espansione del potere francese, il cacao era uno dei prodotti importati dall’Inghilterra: quando l’imperatore francese impose il blocco delle importazioni dalla Manica, i pasticceri italiani dovettero inventarsi un modo per portare avanti le loro attività. Le piccole quantità di cacao rimaste nei magazzini e che nel frattempo avevano raggiunti prezzi proibitivi, vennero così mescolate alla Nocciola del Piemonte che, essendo locale, era molto più economica.

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Venne così creato così uno dei prodotti che oggi caratterizza la pasticceria piemontese e italiana: la gianduia. Successivamente la produzione venne perfezionata iniziando a tostare e macinare finemente le nocciole, creando anche creme e altri prodotti di pasticceria. Il successo fu tale che, anche dopo il termine del blocco delle importazioni, la coltivazione nelle Langhe proseguì e successivamente venne incentivata anche grazie all’appassionata attività del professor Emanuele Ferraris, il quale dimostrò come l’albero del nocciolo fosse più resistente e duraturo della vite, altro prodotto di punta della regione Piemonte.

Le fasi della produzione

Le piante di nocciole, la cui zona di produzione comprende numerosi comuni in provincia di Alessandria, Asti, Cuneo, Torino, Novara, Biella e Vercelli, vengono raccolte tra la seconda metà di agosto e la prima di settembre: è infatti in questo periodo che i frutti si staccano spontaneamente dalla pianta. In una fase successiva le nocciole vengono messi a essiccare al sole o in essiccatori.

Nel primo caso vengono sistemate su aree esterne pavimentate, proteggendo però i frutti dall’umidità, mentre nel secondo le macchine devono produrre un getto di aria tiepida continuo, con una temperatura che non deve mai superare i 35°C.

Il prodotto viene infine conservato in locali chiusi e aerati prima di essere messo in commercio.

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Come usarla in cucina

La nocciola del Piemonte si può gustare appena colta o dopo l’essiccatura. Trova la sua massima espressione nell’abbinamento con il cioccolato, come la realizzazione dei celebri cioccolatini di Torino, i gianduiotti. Usata principalmente nell’industria dolciaria per la preparazione di creme spalmabili, torte, gelati, torroni e ganache la nocciola del Piemonte è perfetta anche in piatti salati: provala creando un pesto con cui condire gli spaghetti oppure uniscila al pangrattato e prezzemolo per farcire dei funghi: sentirai che differenza! E per esaltarne sapore e profumo prova a tostare le nocciole.

Cosa sapere quando acquisti la nocciola Piemonte IGP

Il frutto intero può presentar si presentarsi tondo e l’unica lavorazione a cui viene sottoposto è la pulitura, per eliminare corpo estranei e l’essiccazione che serve per garantire una prolungata conservazione. Se acquisti invece il frutto sgusciato verifica che abbia la pellicina, che deve essere scura. C’è poi la possibilità di acquistarla in granella, farina o in pasta. Che si tratti di prodotto al naturale, semilavorato o finito, la dicitura che deve riportare è sempre Nocciola del Piemonte seguita dall’indicazione IGP.

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