Un limite del 5% su tutte le commissioni per le applicazioni di delivery a New York se l’ordine è portato a termine da un fattorino interno; commissione che sale al 20% se la consegna è effettuata dai rider. Questo è quanto stabilito dalla città di New York dopo una proposta delle giunta comunale, sposata dal sindaco Bill de Blasio dopo settimane di incontri e pressioni tra i ristoranti della Grande Mela e le compagnie di delivery. Un limite imposto dal comune che aiuta i ristoratori in una fase così delicata sia sul piano dei contagi che sul piano economico.

Le esorbitanti tasse del delivery

“Dobbiamo assicurarci che le persone siano trattate in modo equo. Il consiglio comunale di New York ha visto qualcosa di ingiusto in un periodo tanto difficile, e ha proposto una nuova legge. Mi sento di sposare in pieno questa proposta” ha dichiarato de Blasio nella conferenza stampa del 12 maggio, secondo quanto riporta Eater. La legge approvata a NY è un'estensione di una notifica sul tavolo già a febbraio, prima che la pandemia gettasse il mondo in uno stato di emergenza.

Molti ristoranti a New York combattono da tempo le commissioni esorbitanti che le applicazioni addebitano su ogni ordine, pari al 30% della comanda, e diverse associazioni hanno spinto i rappresentanti locali a mettere un limite per le commissioni durante l’emergenza. Se prima era una scelta accettare o no le consegne a domicilio e la "tirannia" del mercato delle app, con la pandemia questo mercato è diventato un obbligo.

Negli Stati Uniti questa riduzione imposta dalla politica è stata messa in atto a San Francisco e Seattle ad aprile e a Washington D.C. già a inizio marzo. In queste tre città il limite massimo della commissione è del 15%, in questi giorni sarà approvata la stessa legge anche in New Jersey con un limite del 10%, addirittura la metà della vicina New York.

Il delivery in Italia, tra ritardi e rider

Come negli Stati Uniti anche in Italia le commissioni variano tra il 20 e il 35% della comanda con rimborsi settimanali, bisettimanali o mensili. Questi due fattori creano grossi problemi ai ristoratori e in molti casi l’affiliazione avviene solo se il domicilio è un’attività correlata al servizio ai tavoli. Una sorta di stipendio arrotondato. Oltre alla fatica dei ristoranti, c'è la fatica dei rider: nell'ultimo reportage di Fanpage tutti hanno un'età compresa tra i 20 e i 30 anni e nessuno di loro, dopo più 7 ore di lavoro è riuscito a guadagnare più di 15 euro.

Se il delivery è invece l’attività principale del ristorante, come avvenuto in questi mesi, la tassazione e i pagamenti ritardati possono creare molti problemi ai piccoli e medi locali. A tutto questo, come abbiamo visto, si aggiunge la delicata questione dei rider, poco tutelati dalla legge in un sistema di valutazione che porta a cannibalizzare i fattorini italiani.

La situazione è molto complessa perché da un lato sembra impensabile, oggigiorno, non avere un solido comparto per le consegne a domicilio. Il mercato impone questa scelta, le persone cucinano sempre meno e ordinano sempre di più cibi pronti a casa con aziende che stanno trovando soluzioni innovative; dall'altro lato della medaglia, lo stesso mercato fiorente impone un ragionamento sulla questione come sta avvenendo negli Stati Uniti.